Viaggiatori stranieri in calo nel 2013
In provincia hanno speso 42 milioni

Resi noti da Bankitalia i dati sulla bilancia dei pagamenti turistica. Mentre l'Italia cresce, nelle Marche e in provincia di Macerata calano sia i visitatori che la spesa. Il nostro territorio piace per le vacanze lunghe e i costi contenuti. Polacco (Federalberghi): "Puntare al nord Europa, paghiamo i pochi voli verso la regione e un turismo concentrato sull'Italia"
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Il viaggio in Italia di Goethe

Il viaggio in Italia di Goethe

di Marco Ricci

“Era dunque scritto nel libro del destino, alla pagina mia, che l ‘anno 1786, la sera de 28 settembre, alle cinque secondo il nostro orologio, avrei visto per la prima volta Venezia entrando dalla Brenta nelle Lagune; e che poco dopo avrei toccato questo suolo e visitata questa meravigliosa città di isole, questa repubblica di castori”.

Inizia così il celebre resoconto che Johann Wolfgang Goethe fece del suo lungo viaggio in Italia durato quasi due anni. Partito il 3 settembre  del 1786 da Karlsbad, verso le 3 del mattino, Goethe, che aveva da poco superato i 37 anni, visitò i luoghi più belli del nostro paese, narrando in seguito del suo viaggio in quei due volumi i quali, attraversando anche l’ottocento, hanno portato in Italia artisti da ogni paese d’Europa. Artisti i quali, forse meno squattrinati di oggi, oltre all’ispirazione delle muse avevano con loro qualche bisaccia di soldi.

Elaborazione Cm su dati Banca d'Italia

La spesa, il numero di viaggiatori e di pernottamenti in Italia, Nelle Marche e in provincia di Macerata (elaborazione Cm su dati Banca d’Italia)

Così nel 2013 – secondo i dati diffusi oggi da Banca d’Italia – le orme di Goethe sono state seguite da più di 100 milioni di stranieri, in aumento rispetto all’anno passato, che con le loro bisacce hanno contribuito all’economia italiana per quasi 33 miliardi di euro, valore anch’esso in crescita rispetto al 2012, mentre sono diminuiti complessivamente i pernottamenti. Le Marche però – così come la provincia di Macerata – neppure a dirlo sono andate in controtendenza rispetto al resto d’Italia. La regione ha visto infatti contrarsi da 352 a 326 milioni di euro la spesa degli stranieri, il cui numero è sceso dai 959 mila del 2012 ai poco più di 850 mila del 2013.

Quanto vale l’apporto economico dei viaggiatori stranieri in provincia di Macerata? Sebbene la spesa nel suo complesso sia diminuita, nel 2013 i 64 mila visitatori d’oltre frontiera hanno portato nelle casse dei maceratesi 42 milioni di euro, con una perdita secca di sei milioni di euro rispetto al 2012. Nell’anconetano e nel pesarese i visitatori stranieri hanno portato invece rispettivamente 152 e 78 milioni di euro.  Gli stranieri, va ricordato, non vengono nelle Marche unicamente per motivi di svago ma anche per motivi di lavoro. Sia l’una che l’altra categoria hanno mostrato nel biennio 2011-2012 andamenti negativi. Dunque meno viaggi nelle Marche sia per turismo che per lavoro, con una percentuale non piccola che si fa ospitare da amici o parenti.

La durata media dei pernottamenti e la spesa giornaliera degli stranieri nelle cinque provincie (elaborazione Cm su dati Banca d'Italia)

La durata media dei pernottamenti e la spesa giornaliera degli stranieri nelle cinque provincie (elaborazione Cm su dati Banca d’Italia)

In questo quadro non proprio positivo, la provincia di Macerata mostra una sua peculiarità rispetto alle altre quattro provincie marchigiane. Gli stranieri si fermano di più nel nostro territorio, con una durata media dei pernottamenti che sfiora le due settimane contro i soli 4.5 giorni dell’anconetano, i circa 7 del pesarese e del fermano e i 9 giorni nella provincia di Ascoli. Complici forse anche i prezzi più bassi, il territorio maceratese – con la sua varietà di offerta che va dalle montagne, alle colline e al mare – sembrerebbe per gli stranieri un luogo dove passare una lunga vacanza. Su questo, come accennato, influiscono i bassi costi. Per ogni giorno di pernottamento – in totale nel 2013 sono stati 843000 in provincia di Macerata – si sono spesi appena meno di 50 euro, il valore più basso dell’intera regione. Dato però il periodo prolungato di permanenza, i viaggiatori d’oltre frontiera hanno lasciato nel maceratese un po’ più di 650 euro pro-capite.

Il 2013 non è però andato bene rispetto all’anno precedente per quanto riguarda il numero di pernottamenti, così come nel resto d’Italia. La provincia di Macerata però è quella che in regione ha registrato la maggior contrazione percentuale dei pernottamenti, con una perdita di più di 300 mila giornate, complice anche il numero di stranieri che si è ridotto nel maceratese di oltre l’11%. Il dato peggiore dopo quello dell’anconetano, mentre numeri in crescita rispetto al 2012 si sono registrati nel pesarese e nel fermano.

Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche

Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche e di Federalberghi Marche

Insomma, se gli stranieri con i loro viaggi possono contribuire alla crescita economica della provincia e dell’intera regione, le cose anche in questo campo non sono andate bene e abbiamo cercato di capirne i possibili motivi ascoltando Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio e di Federalberghi Marche. “La nostra regione – ci ha detto – lavora moltissimo con gli italiani e in questo momento di crisi questo può non rappresentare un vantaggio. Negli ultimi tempi si è tentato in ogni caso un recupero verso il nord europa che è stato meno colpito dalla crisi, cominciando dai tedeschi i quali, nel complesso degli stranieri, rappresentano la percentuale più alta. Se parliamo dei dati turistici – ha proseguito Polacco – dobbiamo orientarci verso un diverso mercato, magari investendo su paesi più vicini a noi piuttosto che, come è successo, attrarre turisti da luoghi troppo esotici e lontani. Io – ha terminato il ragionamento – rafforzerei il mercato tedesco e nord europeo”. Ma come mai la nostra regione è andata in controtendenza rispetto al resto del paese? “I dati così aggregati possono non essere troppo esplicativi – ha risposto Massimiliano Polacco – ma di certo un problema è legato ai voli aerei. Sarebbe necessaria una maggiore e più continua presenza di voli”. Sulla lunga permanenza in provincia di Macerata, Polacco ha parlato di un dato senz’altro positivo e di un turismo stanziale di cui si riescono a coprire le esigenze.

turismoNel complesso dunque gli stranieri sono una risorsa per l’economia, ma ancora una volta la regione Marche e la provincia di Macerata hanno chiuso male il 2013 nonostante nel resto del paese le cose siano migliorate. Sia mai che, a differenza di chi vive in regione, gli stranieri non sopportino il mare spesso oleoso, i pannelli fotovoltaici disseminati a macchia di leopardo sulle colline e i continui sversamenti di inquinanti nei nostri fiumi e torrenti. Inquinanti che, ovviamente, finiscono alla fine nei secchielli e nelle palette che raccolgono l’acqua in riva al mare.



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