Confartigianato Macerata, la Banca d’Italia spiega la Centrale Rischi

Molti imprenditori e operatori del credito alla conferenza organizzata in Camera di Commercio. Dal pubblico i tanti dubbi sui comportamenti delle banche e su quel marchio a fuoco che è la messa in sofferenza
- caricamento letture
Convegno_Camera_Commercio_Macerata (7)

La sala conferenze della Camera di Commercio

di Marco Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Una sala convegni piena, quella della Camera di Commercio, dove oggi pomeriggio la cooperativa di garanzia Pierucci e Confartigianato, con il patrocinio dello stesso ente camerale, hanno organizzato un incontro su “la centrale rischi della Banca d’Italia: natura e funzionamento”. Sul palco, oltre al presidente provinciale di Confartigianato, Renzo Leonori, e al presidente della cooperativa di garanzia, Silvano Quacquarini, erano presenti il vice direttore della sede anconetana di Banca d’Italia, Gennaro Gigante, il titolare della Vigilanza Stefano Sordoni e le sue colleghe Liana Feliziani e Graziella Cempini.

L’incontro, nato per illustrare a chi lavora nel mondo del credito e ai piccoli imprenditori le funzioni e le possibilità offerte dalla Centrale Rischi, ha visto non solo una buona affluenza di pubblico ma un’attenzione di cui, in modo divertito, si è meravigliato al termine dell’incontro lo stesso direttore di Banca d’Italia, Gigante. “Finiamola qui, non vorrei che qualcuno pensasse che vi abbiamo sequestrato”, ha detto considerando come si fosse sforato di oltre un’ora sull’orario stabilito. La Banca d’Italia “dal volto umano”, come ha scherzato una rappresentante dei confidi anche per le continue interlocuzioni con il pubblico a cui si sono prestati volentieri i relatori, ha illustrato come detto lo scopo e il funzionamento della Centrale Rischi e le modalità di accesso ai dati contenuti.

Da sinistra: il presidente di Confartigianato, Renzo Leonori, Liana Feliziani della Vigilanza e il vice direttore della sede di Ancona di Bankitalia, Gennaro Gigante

Da sinistra: il presidente di Confartigianato, Renzo Leonori, Liana Feliziani della Vigilanza e il vice direttore della sede di Ancona di Bankitalia, Gennaro Gigante

Prima della spiegazione di Graziella Cempini su come leggere i dati della Centrale, è stato il chiarissimo intervento di Liana Feliziani a spiegare il funzionamento complessivo della Centrale Rischi, la banca dati che – alimentata dalle informazioni inviate dagli istituti di credito, dai confidi e da altri intermediari finanziari – in qualche modo valuta lo stato creditizio di chi accende una linea di credito e che altro non è – come ha tenuto a precisare il vice direttore Gigante – “uno strumento non solo di monitoraggio ma anche sintomatologico, cioè in grado di avvertire quando comincia ad esserci qualche problema con un creditore.”

Un passaggio che ha raccolto particolarmente l’attenzione dei presenti, specie degli imprenditori, è stata la descrizione di come gli istituti di credito arrivino a mettere un prestito a sofferenza. Quel passaggio che spesso gli imprenditori considerano un marchio a fuoco. Un credito infatti, quando viene posto a sofferenza, è un credito che il finanziatore considera ormai perduto e che in qualche modo stabilisce lo stato di insolvenza del creditore, un alert inviato a tutti gli altri istituti interessati che in seguito rischia di rendere più difficile l’accesso a nuovi finanziamenti.

Convegno_Camera_Commercio_Macerata (2)

Da sinistra: SIlvano Quacquarini, Renzo Leonori, Liana Feliziani, Gennaro Gigante, Stefano Sordoni e Graziella Cempini

Il fatto che la messa in sofferenza non sia dettata da regole stringenti ma dalla valutazioni delle banche ha sollevato diverse perplessità tra gli imprenditori presenti, imprenditori che lamentano oggi come mai la stretta creditizia e che spesso non considerano corretti i comportamenti degli istituti di credito. Sebbene Gaetano Gennaro, senza ovviamente difendere i comportamenti talvolta poco etici delle banche, abbia spiegato per una banca la messa in sofferenza di un credito sia un’ultima ratio, un passaggio “mai fatto con leggerezza ma che comporta perdite per la banca”, alcuni dei presenti hanno segnalato singoli episodi poco chiari e un uso in qualche modo strumentale o ricattatorio del passaggio a sofferenza da parte delle banche. In altri casi si è lamentata la chiusura di linee di credito senza giusta causa e Gennaro ha così illustrato gli strumenti con cui i clienti possono difendersi da questi eccessi delle banche, non solo rivolgendosi alla giustizia ordinaria ma ancora prima, a costi più contenuti, all’arbitrato bancario e finanziario.

Il vice direttore della sede di Ancona della Banca d’Italia ha concluso il suo intervento e il convegno così come l’aveva aperto. Con l’invito ad accedere alle notevoli informazioni presenti sul sito della Banca d’Italia e in particolare nella sezione relativa alla Vigilanza che tratta della Centrale Rischi, dove si possono trovare le modalità con cui accedere alle eventuali informazioni che riguardano il singolo creditore, informazioni protette da ben precise regole di privacy.

****

La pagina della Centrale Rischi nel sito della Banca d’Italia



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X