Sarnano, la montagna e l’esposto: Merelli e Piergentili replicano all’ex sindaco

LA QUERELLE - I due consiglieri di minoranza dicono di non avere mai fatto denunce contro il sindaco e sottolineano tutta una serie di problemi legati ai monti
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Riceviamo da Giacomo Piergentili e Raffaele Merelli consiglieri di minoranza interessati,  che rispondono alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Sarnano Federico Marconi:

«L’ex sindaco di Sarnano Federico Marconi, decaduto anzi tempo per sfiducia da parte della sua stessa maggioranza, ha fatto dichiarazioni nelle quali tenta una malcelata autocelebrazione per un fine che, in un periodo ormai preelettorale, è facile intuire! Prende spunto dall’archiviazione di un esposto in cui l’autorità inquirente ha individuato lui ed il responsabile dell’Utc del Comune di Sarnano come interessati. L’archiviazione è avvenuta il 31 gennaio 2013. Un anno fa! Come mai solo ora, a qualche mese dalle prossime elezioni comunali Marconi lo rende pubblico? L’argomento dell’articolo è la montagna di Sarnano che lui definisce “benedetta o maledetta”. Innanzitutto preme precisare che gli interventi andavano effettuati perché i fondi regionali erano stati stanziati per tutte le stazioni sciistiche delle Marche e, data la vetustà degli impianti, non utilizzarli a Sarnano sarebbe stato imperdonabile. L’intera compagine amministrativa del Comune (opposizione compresa) valutò positivo l’intervento per le piste di Sassotetto, salvo i dubbi espressi dalla minoranza sulla scelta del Progetto di finanza (compartecipazione di un soggetto privato nella realizzazione e conseguente gestione degli impianti). Ma questi dubbi e perplessità (che alla luce dei risultati ancora permangono), non impedirono la realizzazione, perché nessuna azione fu intrapresa per bloccare l’opera. Solo dopo il completamento dei lavori, a rendicontazione avvenuta, quando ormai tutto era in funzione, constatando che la Regione Marche aveva tagliato di oltre 129mila euro il finanziamento, già interamente utilizzato, i citati ex consiglieri capigruppo di minoranza, ravvisando una possibile anomalia nell’utilizzo dei fondi europei stanziati  per la realizzazione dell’impianto di innevamento artificiale, chiesero all’autorità competente di valutare il fatto. Altro che “una lotta interna durata cinque  anni che ha rischiato di impedire la realizzazione della varie strutture turistiche”

Nessuna denuncia! Tantomeno nei confronti di Marconi e dell’ingegnere Tardella. Falsità. Si riporta qui di seguito la testata dell’esposto (non denuncia) presentato alla procura di Ancona, per il tramite del comando della Guardia di finanza di Ancona datato 8 agosto 2008: I sottoscritti Raffaele Merelli e Giacomino Piergentili in qualità di consiglieri del Comune di Sarnano, con riferimento ai lavori finanziati parzialmente con i fondi regionali di cui ai decreti richiamati in oggetto; nel solo interesse della Cosa pubblica e del rispetto delle leggi Italiane ed europee (per la natura dei fondi), avanzando perplessità in merito alla regolare erogazione dei fondi citati  con riferimento alla procedura tecnico/amministrativa e rendicontazione dei lavori, chiedono a codesta spettabile procura di voler verificare se nel comportamento dei competenti organi regionali e di altri siano ravvisabili elementi costituenti responsabilità penali”. Quindi  il signor Marconi che parla di “notizia di reato oggetto della denuncia di due consiglieri di minoranza” confonde o non conosce la differenza fra denuncia ed esposto. Oppure gli fa comodo confondere per spargere zizzania. Si dice che, siccome l’esposto che lo ha visto parte individuata è stato archiviato, tutto quanto fatto e come fatto in montagna è perfettamente regolare, tutto è stato eseguito conformemente e che “finalmente pace per la montagna”. Perché, allora, non fa sapere che il Comune di Sarnano, a rendiconto di quanto stanziato dalla Regione, non ha potuto presentare adeguata documentazione per cui ha perso 129.709,60 euro, ora sul groppone del Bilancio comunale  e che va coperto con la vendita di immobili comunali (vedi delibera del commissario straordinario)? Perché non fa sapere che ha lasciato al Comune di Sarnano una causa con la Comunanza Agraria di Piobbico per l’irregolare (presunta?) occupazione di terreno demaniale  per la costruzione di un fabbricato ricettivo “a servizio degli impianti” ? Per far capire a chi ci legge il riferimento è quello ”scheletro” vicino all’Hotel Sibilla!  Eppure era stato avvisato, in Consiglio Comunale  che non poteva deliberare con i “suoi uomini” (così chiamava i consiglieri comunali di maggioranza) l’occupazione di quell’area, ma andò avanti a testa bassa. Chi pagherà i danni? I soliti cittadini di Sarnano?  Se il fabbricato dovesse essere demolito chi rimborserà il concessionario degli impianti che ha anticipato la spesa? I soliti cittadini di Sarnano? Perché non fa sapere che per la  gestione degli impianti il concessionario paga al Comune solo 1000 euro l’anno ed il Comune paga alcune migliaia di euro l’anno ai proprietari dei terreni per la servitù?  Che la gestione lasci molto a desiderare lo ha ben constato chi frequenta la montagna (vedi impianti chiusi in splendide giornate e presenza di neve idonea a sciare, scarsissimo o quasi nullo innevamento artificiale, nessuna forma di pubblicità, tariffe ritenute esose). Ricordo che l’impianto di innevamento ha impegnato oltre 400mila euro di denaro pubblico! Il risultato finale è che nella corrente stagione sciistica la montagna risulta deserta.



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