Portorecanati si gode il suo golden boy
Filippetti, 15 anni e già in prima squadra

ECCELLENZA - L'attaccante arancione ha collezionato due presenze nel massimo campionato regionale: "Per ora penso a studiare però mi piacerebbe arrivare in alto"
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Francesco Filippetti

Francesco Filippetti

di Gianluca Guastaferro

Il 2014 non è iniziato nel migliore dei modi per il Portorecanati. La sconfitta interna con il Corridonia seguita da quella subita domenica scorsa con la Biagio Nazzaro, hanno un po’ ridimensionato le ambizioni della compagine di mister Possaanzini. Ma non sarà certamente dimenticato da Francesco Filippetti, ultimo prodotto del vivaio arancione, classe ’98, che nelle due partite è stato gettato nella mischia a dar man forte ad un attacco decimato da infortuni e squalifiche. Un esordio in così verde età non è cosa da tutti i giorni.

“E’ vero. La cosa è stata talmente repentina tanto che all’istante quasi non me ne sono reso conto. Ma quando mi sono giunti all’orecchio gli incoraggiamenti dei compagni e mi sono ritrovato in mezzo al campo ho compreso che il momento tanto atteso era arrivato. L’esordio in prima squadra! Un’emozione bellissima”.

Tu praticamente giochi a calcio da sempre...
“Sì. Ho iniziato dai “primi calci” con alla guida Pino Calendi e fatto la trafila nelle giovanili dove, oltre ai tecnici Capitanelli, Castellani e Durastanti, ho incontrato mister Possanzini, con il quale ho condiviso un percorso che tutt’ora è in atto. Lo scorso anno ho fatto parte della rappresentativa regionale giovanissimi al Torneo delle Regioni in Sardegna. Un’esperienza indimenticabile”.

Ti trovi a tuo agio nell’area di rigore ma non disdegni a partire da lontano..
“L’area di rigore è la parte del campo dove gli attaccanti devono sempre essere pronti per fare gol. A me però piace  partecipare all’azione e inserirmi in area al momento opportuno”.

Hai iniziato il campionato con gli allievi ma avevi già provato l’ebbrezza dello spogliatoio della prima squadra...
“Sì. Il mister, insieme ad altri compagni, mi aveva già chiamato per qualche seduta di allenamento. Di conseguenza domenica scorsa non mi sono ritrovato in campo con dei perfetti sconosciuti”.

Quindi già ti sentivi uno del gruppo...
“Sì. Ma gli allenamenti sono una cosa e la partita un’altra. Colgo l’occasione per ringraziarli uno a uno e di avermi incitato per tutto l’arco della gara, soprattutto quando dopo aver commesso un errore  mi vedevano un po’ abbacchiato”.

Come tutti i ragazzi della tua età hai qualche sogno nel cassetto...
“Tutti ragazzi della mia età sognano di approdare nel calcio che conta. Ma la cosa prioritaria è e sarà sempre la scuola. Frequento il secondo anno dell’ITIS a Recanati e non ho alcuna intenzione di allentare la corda. La strada è piena di ostacoli e bisogna essere pronti per il futuro”.

Nella tua famiglia gli sportivi non mancano…
“E’ vero. Il mio nonno paterno Armando è stato pugile dilettante negli anni d’oro del pugilato a Porto Recanati e mio zio Marco è laureato in scienze motorie. Ma il mio primo tifoso è nonno Giuseppe, Peppe per familiari e amici, che ha indossato per diversi anni la casacca arancione ed è puntuale ad ogni partita e allenamento, sempre prodigo di consigli e, se necessario, di qualche tiratina d’orecchie”.



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