Furto al museo, sopralluogo del vescovo
“Rafforzeremo la sicurezza”

VISSO - Monsignor Brugnaro ha visitato con le forze dell'ordine la chiesa di Sant'Agostino per ricostruire l'accaduto e valutare gli interventi necessari
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L’arcivescovo Brugnaro

C’è grande amarezza da parte dell’arcivescovo di Camerino Francesco Brugnaro per il furto avvenuto nei giorni scorsi al  Museo Civico Diocesano di Visso (leggi l’articolo). Questa mattina infatti monsignor Brugnaro  ha svolto  un sopralluogo congiunto con le forze dell’ordine e il rappresentante del Comune di Visso per verificare l’esatta entità e la dinamica del furto che ha interessato il museo nella chiesa di Sant’Agostino. Con l’arcivescovo di Camerino-San Severino  erano presenti il parroco di Visso don Gilberto Spurio, il professor Pierluigi Falaschi, direttore della rete museale diocesana, il responsabile dell’ufficio beni culturali archeologici Luca Maria Cristini, l’assessore alla cultura del Comune di Visso Giuseppe Biaggi, il custode del museo Elio Aureli, il comandante della locale stazione dei Carabinieri luogotenente Francesco Bonu e il comandante della polizia municipale.

«Durante il sopralluogo – si legge in un comunicato stampa dell’arcidiocesi –  è stato costatato che il furto è avvenuto durante l’ orario di apertura forzando le serrature di alcune bacheche di custodia di una delle sale espositive poste al secondo piano del museo.  Gli oggetti prelevati dai malviventi, tutti di piccole dimensioni, dei quali gli uffici della curia posseggono schede descrittive e fotografie, sarebbero stati nascosti sotto il vestiario o dentro qualche borsa per poter sfuggire al controllo del custode. Dopo aver verificato con puntuale documentazione fotografica e da catalogo la consistenza degli oggetti sottratti, tutti di proprietà arcidiocesana e consistenti in quattro piccole cornici di cartegloria, due piccole lampade in argento, alcuni fermagli da capelli e alcune collanine e medaglie ex voto si è provveduto a redigere un ulteriore più esatto verbale di denuncia a completamento di quella già sporta sabato scorso dall’assessore Biaggi. Le immagini degli oggetti trafugati sono state trasmesse al Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale affinché vengano immesse nella banca dati nazionale e si possano avviare le ricerche.

Nell’incontro di stamattina si è infine deciso di dare attuazione ad alcuni interventi per incrementare la sicurezza del museo, che ha già un buon sistema d’allarme anti-intrusione operativo solo nei momenti di chiusura delle sale. In primo luogo verranno rinforzate tutte le chiusure delle teche di esposizione; sarà realizzato un sistema di videosorveglianza esteso a tutte le sale del museo con registrazione continua. S’introdurrà, inoltre, la pratica di consentire l’accesso solo a visitatori accompagnati dal personale di custodia dotando la portineria di un armadio guardaroba per depositare borse e soprabiti potenzialmente atti a occultare oggetti.

Il Comune di Visso, cui spetta in base agli accordi sottoscritti con l’Arcidiocesi la custodia del museo, nella prevista riunione nel pomeriggio della Giunta prenderà atto della responsabilità del bene da custodire. Il museo rimarrà chiuso fintanto che le misure di salvaguardia decise non avranno avuto completa attuazione.

E’ da rassicurare tutti che la gelosa custodia del patrimonio del Leopardi e di documenti così preziosi prodotti della fede e dalla cultura dei vissani sta a cuore a chi ha sempre dato prova di curarne la memoria per offrirli al godimento dei posteri e dei turisti».



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