Rifugio di tossicodipendenti e senzatetto
Controllata una casa nel borgo marinaro

CIVITANOVA - Polizia e vigili ancora in azione dopo il blitz di ieri all'ex ente Fiera. Marzola (Cittadinanza Attiva) contro Corvatta: "E' come la destra, prima ospita i rom a casa e poi in inverno li caccia dagli alloggi in pieno inverno"
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di Laura Boccanera

Ancora un blitz della polizia nelle case disabitate del borgo marinaro e rifugio di senzatetto, tossicodipendenti e spacciatori. Questa mattina, verso mezzogiorno,  una volante del commissariato, in collaborazione con la polizia municipale è intervenuta in vicolo Venere 6 dove l’abitazione di E.S., un cittadino civitanovese. L’abitazione era diventata il dormitorio di alcuni occupanti e luogo di consumo di eroina. All’interno la polizia non ha trovato nessun “inquilino”, ma dai materassi a terra e altri oggetti ritrovati come carte argentate e involucri solitamente usati per contenere eroina sarebbe piuttosto evidente che l’appartamento è stato abitato di recente. L’allarme è partito sulla base di una segnalazione giunta al proprietario da parte di una vicina che, passando per vicolo Venere, ha visto nei giorni scorsi la porta d’ingresso aperta. Questa mattina poi il blitz della polizia che però non ha dato esito sull’occupazione, ma ha permesso di richiedere la messa in sicurezza dello stabile con l’ordine al proprietario di intervenire. La volante ha poi richiesto anche l’aiuto dei vigili del fuoco dal momento che sul tetto della tipica casa del borgo marinaro c’era una vecchia antenna pericolante in bilico che insisteva sul selciato a IMG_4619rischio di caduta. I vigili del fuoco hanno provveduto a rimuovere l’antenna dal tetto. La polizia in questi giorni, partendo da segnalazioni di residenti e cittadini, sta cercando di dare una stretta sul fenomeno dell’occupazione di abitazioni a scopo di spaccio con l’obiettivo di risanare una situazione di legalità infranta, ma anche per ovviare a condizioni di degrado igienico.

Nel frattempo è stata chiusa di nuovo con un lucchetto la porta di ingresso degli uffici dell’ex Fiera dopo il blitz di ieri (leggi l’articolo). La polizia ieri dopo l’identificazione dei sette rom presenti dentro lo stabile aveva proposto l’allontanamento da Civitanova per ragioni legate alla sicurezza (il clan nomade infatti è privo di lavoro e di abitazione) pur essendo originari dalla Romania e quindi cittadini comunitari. Quattro di loro però erano già destinatari del provvedimento di allontanamento e anche per gli altri tre partirà ora la denuncia per violazione.
Sull’argomento interviene anche Laura Marzola di Cittadinanza Attiva: “Corvatta preferisce far finta di nulla e proseguire le vecchie politiche messe in campo dalla destra, che non hanno mai portato ad una soluzione totale del problema. I rom sono costretti ad occupare luoghi inutilizzati perché nessuno ha mai proposto loro altra via. Da sempre chiediamo un alloggio per le famiglie e dei progetti, in aiuto con la Regione che ha istituzionalizzato il tavolo tecnico per l’inclusione sociale, volti al miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti rom e non solo. Civitanova è il primo Comune nelle Marche ad avere un ricorso per discriminazione diretta ed indiretta e ci lascia perplessi il fatto che il Sindaco non abbia fatto nulla per evitare questo. Prima ospita i rom a casa sua, poi li caccia dagli alloggi di emergenza in pieno inverno. Un comportamento incomprensibile che ha portato solo confusione e amplificazione del problema stesso. Ora valuteremo ciò che è accaduto ieri e controlleremo se è possibile contestare tali provvedimenti”

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