Addio a “Peppe” Francalancia,
lo chef titolare della Rocca del Borgia

CAMERINO - Il cuoco, 64 anni, era malato da tempo. Era stata sua l'idea di aprire le osterie in occasione della "Corsa della Spada e Palio". I familiari hanno consentito l'espianto delle cornee. I funerali sabato alle 11 nella basilica di San Venanzio
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Giuseppe Francalancia

Giuseppe Francalancia

di Sara Santacchi

E’ scomparso questa mattina all’età di 64 anni Giuseppe Francalancia, storico cuoco e proprietario del rinomato ristorante Rocca del Borgia a Camerino, meglio conosciuto in città come Peppe. Erano circa le 8 quando si è spento nel reparto di medicina dell’ospedale camerte, dove era ricoverato a causa di diversi problemi di salute di cui soffriva da anni.
Più piccolo di tre figli, geometra, per un periodo ha lavorato all’Università di Camerino in qualità di tecnico scientifico all’Istituto d’Iiiene delle facoltà di Farmacia e Scienze. La sua passione per la cucina, tuttavia, lo avvicinò al mondo dei fornelli. Fu sua, infatti, l’idea originaria di creare le tradizionali osterie in occasione della rievocazione storica “La Corsa alla Spada e Palio”, nel 1984, adibendo i locali dell’attuale Taverna di Sossanta in via Roma, a luogo in cui degustare le prelibatezze della cucina rinascimentale, da lui riproposta con amore e nell’attento rispetto degli ingredienti.
Personaggio conosciutissimo a Camerino per sue qualità di chef, oltre alla cucina “a cui ha dedicato tutta la sua vita fino all’ultimo momento” come ricorda sua figlia Daniela, tanto da diventare un cuoco richiesto anche al di fuori dei confini regionali, affiancò ad essa tante passioni. La prima, per lo sport. Negli anni ’70 ricoprì il ruolo di presidente del motoclub camerte. Il suo amore verso i motori lo portava a seguire anche le corse automobilistiche tanto in voga in quegli anni proprio nel territorio del Camerinese. La montagna da lui tanto amata lo portava spesso a inforcare gli sci. Lo ricorda con affetto e un sorriso un suo caro amico, il professor Claudio Pettinari che racconta il loro primo incontro nel 1982 e l’inizio della loro avventura nella rievocazione storica “nata da un’idea insieme a qualche amico – racconta – Da allora per i seguenti cinque anni quando aveva bisogno ero il suo cameriere di fiducia così come all’apertura di quello che poi è diventato il conosciuto ristorante Rocca del Borgia all’apertura del ristorante. Lo aiutai in tutte le sue serate di gala. Grazie a lui potevo comprarmi qualche camicia in più e qualche libro di chimica. Era sempre disponibile ogni volta che si organizzava qualche evento e offriva condizioni insuperabili. Alla mia festa di laurea che organizzai da lui preparò un pranzo a base di tartufo da leccarsi le dita. La sera talvolta quando rimettevamo a posto, raccontava la sua intensa vita e mi diceva qualche piccolo segreto culinario, ma – conclude – era difficile carpirgli una qualsiasi ricetta”.

Lascia la moglie Anna, le sue due figlie Daniela di 28 anni, Elena di 22 e i due fratelli Paolo e Carlo. I funerali si svolgeranno sabato  alle ore 11 alla basilica di San Venanzio. La camera ardente è stata allestita all’ospedale di Camerino. Come ultimo gesto d’amore i parenti hanno disposto la donazione delle cornee di Francalancia.



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