Landini a Macerata:
“Il sistema industriale rischia di saltare”

Il segretario nazionale della Fiom nella nuova sede Cgil di Piediripa, dopo il giro nelle Marche per le tante situazioni di crisi della manifattura
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Aldo Benfatto e Maurizio Landini con dietro un drappo storico della Fiom

di Gabriele Censi

Maurizio Landini è stato oggi nelle Marche per affrontare le tante criticità che si palesano quotidianamente nelle aziende. Ultimo caso, enorme, quello della Indesit ma  la sequenza di chiusure e esuberi nel manufatturiero non lascia indenne nessun territorio della nostra regione anzi colpisce in modo traumatico. Il segretario nazionale della Fiom dopo la tappa di Ancona alla Fincantieri ha partecipato al convegno in memoria di Nazareno Re all’Università di Macerata e poi ha incontrato la stampa e i sindacalisti nella nuova sede Cgil di Piediripa. “Possiamo parlare della situazione locale ma ormai l’intreccio tra locale e nazionale è assolutamente inscindibile – dice rispondendo alle domande dei giornalisti  –  le tendenze generali di crisi dei settori tradizionali colpiscono tutto il paese. Per fortuna  il quadro non è completamente negativo ci sono anche attività che vanno bene. Però è indubbio che sui settori tradizionali siamo di fronte al rischio concreto che  l’intero sistema salti. La siderurgia, gli elettrodomestici, l’auto, la componentistica, le telecomunicazioni, paghiamo qui l’assenza di una politica industriale pubblica e i ritardi negli investimenti. Servono piani nazionali per la banda larga, per i trasporti, sull’energia.”

Per fronteggiare l’emergenza cosa va fatto?  Noi come Fiom ci  mobilitiamo con diverse iniziative di settore in questo mese di giugno per sollecitare il governo a fare scelte decisive di programmazione, proponiamo anche di estendere i contratti di solidarietà, è folle detassare gli straordinari. Sull’industria si può solo tamponare la perdita di occupazione ma serve un grande piano per crearne di nuova,  ad esempio con le manutenzioni degli ospedali, delle scuole, del territorio. Sarebbe un segnale importante.


landini-5Il problema delle risorse, i vincoli europei, il patto di stabilità?
Il rapporto con l’Europa è un problema serio, così come il superamento del patto di stabilità, servirebbe un governo senza i protagonisti  delle scelte fatte fin qui. Ma abbiamo anche le nostre proposte non solo la tassazione dei grandi patrimoni.  Può svolgere un importante ruolo la Cassa Depositi e Prestiti. I fondi integrativi ammontano a  100 miliardi,  e sono  investiti per il 70 % all’estero.   Colpa della politica? La politica non è tutta uguale e dall’altra parte anche la Confindustria ha la sua responsabilità avendo avallato le scelte dei governi degli ultimi anni. Il sindacato è esente da responsabilità?  Il problema più grosso di questi anni è stato la divisione dei sindacati che non ha certamente giovato ai lavoratori. E’ importante il recente accordo sulla rappresentanza nelle aziende che è un punto fondamentale per la ricostruzione dell’unità sindacale. Altro elemento di novità che servirebbe è la semplificazione dei contratti di lavoro.

“Noi come Fiom pensiamo- conclude Landini-  che sia venuto il momento anche di introdurre delle forme di reddito di cittadinanza sia per garantire il diritto allo studio sia per ridurre la precarietà e il ricatto che il precario rischia di avere”

Infine  chiamato in causa sulle riforme:  “la Costituzione non va cambiata ma applicata”. 

(foto Cronache Maceratesi)

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L’inaugurazione della sede Cgil con il segretario nazionale Susanna Camusso (leggi l’articolo).

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