2013, è stato l’anno del Trodica

CALCIO - La formazione di Morreale ha centrato la promozione in Eccellenza ed è al terzo posto nel massimo campionato regionale. L'allenatore: "Il merito è tutto della società, che mi ha permesso di allenare un gruppo fantastico e valido sia sotto il profilo tecnico che dal punto di vista umano"
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La formazione del Trodica al completo

La formazione del Trodica al completo

di Marco Cencioni

E’ stato un 2013 da incorniciare per il Trodica. La squadra del presidente Stefano Cardinali è sicuramente una delle protagoniste di quest’anno calcistico. Ha centrato la promozione in Eccellenza dopo 22 anni dall’ultima apparizione. Dopo un inizio claudicante, ha chiuso il girone d’andata al terzo posto, ad una sola lunghezza dalla seconda in classifica, grazie ad una cavalcata inarrestabile condotta con un crescendo rossiniano di risultati e prestazioni. Se la tecnica musicale usata dal compositore marchigiano trasporta vertiginosamente verso l’esplosione del finale, per coinvolgere il pubblico in modo da scatenare gli applausi, quanto fatto da Bartolucci e compagni merita già il massimo consenso di tutti gli sportivi, a prescindere da come terminerà la stagione 2013-2014. Abbiamo intervistato, per tracciare il punto della situazione, uno dei grandi protagonisti di questa realtà, l’allenatore Renzo Morreale.
Mister, possiamo dirlo chiaramente. Il vostro 2013 è uno degli anni più belli della vostra storia calcistica.
“Senza alcun dubbio è così, forse è il più bello. Siamo ritornati nel massimo campionato regionale dopo 22 anni e abbiamo disputato un girone al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Il merito è tutto della società, che mi ha permesso di allenare un gruppo fantastico e valido sia sotto il profilo tecnico che dal punto di vista umano. Ovviamente poi, in campo ci vanno i ragazzi e i risultati ottenuti sono il frutto della loro dedizione, del loro impegno, della voglia che hanno dimostrato di dare sempre il massimo per questa maglia. La disponibilità che ho trovato in ogni singolo componente di questa squadra è il vero aspetto che fa la differenza”.
Guardando la classifica, viene spontaneo chiederle se ormai cominciate a fare un pensierino ai playoff…
“Il nostro obiettivo era, è, e rimane quello di ottenere quanto prima la salvezza matematica. E’ poi ovvio che giochiamo per vincere e se manterremo questo passo saremmo dentro agli spareggi promozione, una cosa impensabile per una piccola realtà come la nostra. Tengo anche, però, a precisare una cosa. E’ vero che siamo una realtà che sembra essere nulla in confronto ad altre piazze avversarie, ma dalla nostra abbiamo il sostegno costante e unico dei nostri tifosi, del nostro pubblico. Ci seguono con affetto e con tanto calore, i ragazzi si battono per loro: l’ambiente in cui lavoriamo è sano e appassionato ed è più facile rendere al meglio quando si è sospinti in questa maniera”.
Nell’ultimo periodo avete raccolto la bellezza di 16 punti nelle ultime 6 gare e la vostra porta è inviolata da ben 5 turni. Qual è il segreto che spiega questa serie positiva?
“Lo stesso che spiega l’inizio di un nuovo campionato per noi, dopo l’inizio difficile in cui abbiamo pagato a caro prezzo il salto di categoria. Sto parlando del lavoro. La mia fortuna è quella di allenare dei ragazzi splendidi, sempre disponibili al sacrificio e al rispetto delle indicazioni tattiche che si preparano durante la settimana. E’ davvero questo l’unico modo per ottenere dei buoni risultati, spero che continueremo con la stessa intensità nel girone di ritorno”.
Mi pare quindi di capire che chiede questo ai suoi per il prossimo anno e cioè mantenere costante questo rendimento, sia sotto il profilo del gioco che sotto quello dell’atteggiamento mentale.
“Certamente, ma dobbiamo migliorare ancora molto, anche se abbiamo fatto veramente tanto. Diventare professionisti nei dilettanti non si ottiene da un giorno all’altro ma può essere l’aspetto che, alla lunga, fa la differenza. Mantenere la concentrazione, dare la massima attenzione all’approccio alla partita, saper agire con lucidità nelle difficoltà e spirito di sacrificio: sono questi gli aspetti che mi auguro possano restare a lungo all’interno del nostro spogliatoio.”
Per chiudere la nostra chiacchierata, quali sono le due partite che le rimarranno più impresse di questo 2013?
“Ovviamente il pareggio contro la Samb. Credo che potrebbe essere tranquillamente anche la penultima volta che queste due squadre si incontrano nella storia, visto che li affronteremo anche al ritorno. Spero che siano destinati ad un futuro che non li vedrà più protagonisti di queste categorie. Aver fermato sul pari una compagine cosi forte e blasonata è stato un risultato inaspettato e davvero indimenticabile per tutti i nostri tifosi. Se poi devo citare un altro match, mi piace ricordare la vittoria ottenuta al “San Francesco” contro il Castelfidardo, per come abbiamo interpretato la sfida. Abbiamo saputo mettere sul rettangolo di gioco tutto quanto avevamo preparato e per un allenatore questo rappresenta una grossa soddisfazione: è stata sicuramente la partita in cui abbiamo davvero dimostrato di essere un gruppo forte, coeso e ricco di valori importanti”.



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