Cosa buttiamo via del 2013?
E cosa portiamo nel nuovo anno?

CM lo ha chiesto a rappresentanti del mondo culturale, economico, imprenditoriale e sportivo. Bilanci e prospettive da completare con i commenti dei lettori
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2013-2014

felizianidi Alessandro Feliziani

Due giorni dopo Natale, consumati ormai anche i tradizionali “riti” gastronomici, siamo tutti proiettati nel nuovo anno e alla fatidica notte del 31 dicembre. Quando rimuoveremo dalla parete il calendario del 2013 per appendervi quello del 2014, sarà anche il momento per fare in cuor nostro un mini bilancio dell’anno appena finito e rimettere tutte le speranze nei prossimi dodici mesi. Per chi, purtroppo, sarà costretto a considerare il 2013 un anno “da dimenticare”, il cambio di data rappresenterà un momento di “liberazione” per buttar via tutte le negatività che esso ha rappresentato. Chi, al contrario, ricorderà l’anno che finisce per le soddisfazioni avute, non potrà che iniziare il 2014 portando con sé tutto quanto meriti di essere gelosamente conservato.
Cronache Maceratesi ha chiesto ad alcune persone – tutte note ai nostri lettori per il loro impegno nel mondo culturale, artistico, professionale, economico, imprenditoriale e sportivo, – di dirci cosa butterebbero via del 2013 e cosa vorrebbero conservare per il 2014. Il loro non è un “bilancio” strettamente personale, bensì legato al rispettivo campo d’interesse professionale. In questo modo anche molti lettori si potranno riconoscere nelle loro parole.
Ecco come ci hanno risposto:

Luca Bartoli

Luca Bartoli

Luca Bartoli, presidente di Ex.It, azienda speciale della Camera di commercio per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese. “Butterei via la mancanza di comunicazione tra le istituzioni e la sovrapposizione delle competenze, che spesso creano confusione e perdita di fiducia nelle stesse. Conserverei, invece, il metodo che si è perseguito presso la Civica Enoteca, che ha dato ottimi frutti, perché si è lavorato in gruppo e si sono evidenziate le storie di aziende che hanno in qualche modo fatto scuola. Ciò ha permesso di scoprire un territorio con una grande storia e in grado, attraverso la sua cultura, di potercela fare”.

Marisa Borraccini

Marisa Borraccini

Marisa Borraccini, prorettore dell’Università degli Studi di Macerata e presidente dell’EUM, la casa editrice dell’ateneo. “Vorrei buttar via la perdurante condizione critica dell’università italiana che ha inciso anche sulle strutture di affiancamento e supporto alla ricerca, come le Edizioni Università di Macerata, e portare con me nel 2014 la convinzione e l’impegno encomiabili delle persone che le sorreggono e sfidano le difficoltà trasformandole in risorse”.

Enrica Bruni

Enrica Bruni

Enrica Bruni, direttrice Pinacoteca civica di Civitanova Alta. “Butterei l’ignoranza e la prosopopea di troppi che, a tutti i livelli, con arroganza, e qualche volta con successo, ammorbano la vita di molti. Vorrei tenere e coltivare amorevolmente quelle virtù umane: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza che sembrano svanite, ma che sono ancora vive in molti cuori”.

Martina Buccolini

Martina Buccolini

Martina Buccolini, responsabile marketing dell’azienda agricola Si.Gi, vincitrice dell’OscarGreen 2013 nella categoria Esportare il Territorio. “Del 2013 vorrei buttar via la convinzione che ‘c’è la crisi, quindi non si può spendere’, una convinzione sterile che ha fatto la disgrazia di molti piccoli negozi soprattutto nei centri storici delle cittadine più piccole. Vorrei invece portare con me nel 2014 l’insegnamento che la crisi ci ha donato prepotentemente: spendere meglio. La consapevolezza che ogni nostro acquisto ha un potere sociale forte e che scegliere un prodotto anziché un altro significa anche sposare il pensiero e la missione dell’azienda che l’ha prodotto. La consapevolezza, quindi, che comprando di meno, ma meglio, spendiamo lo stesso e riusciamo a migliorare forse un po’ il nostro piccolo mondo”.

Carlo Cambi

Carlo Cambi

Carlo Cambi, giornalista ed esperto di economia del turismo e di produzioni agroalimentari. “Del 2013 vorrei buttare via tutti i suicidi determinati dalla crisi e la sofferenza di quelle troppe famiglie che non riescono più neppure a fare un pasto decente e a scaldare la casa, mentre per il 2014 – io laico – mi tengo ben stretto l’insegnamento della Chiesa con le dimissioni di Benedetto XVI (coraggiosissimo e immenso atto) e la speranza di Papa Francesco. Guardando alle cose maceratesi del 2013 vorrei buttare via la chiusura delle fabbriche e le posizioni farisaiche su Banca Marche mentre, per il 2014, mi coccolo l’inchiesta della Procura sull’Urbanistica perché da quell’indagine finalmente si capirà come sono andate per troppo tempo le cose in città. Allora forse smetteremo di puntare al record mondiale di supermercati per abitante e avremo la possibilità di capire che non si vive di cemento, ma di cultura, agricoltura, di territorio integro che significa turismo, e di ‘saper fare’ che significa impresa manifatturiera e intelletto”.

Aldo Canovari

Aldo Canovari

Aldo Canovari, direttore editoriale della casa editrice maceratese LiberiLibri. “Poiché come sempre sono le idee che modificano le cose, vorrei che si cancellasse dalla mente di molti italiani la fuorviante convinzione, consolidatasi nel 2013, che la crisi del nostro Paese sia dovuta alla perfida Germania e all’euro. La vera causa è invece la dissennata spesa pubblica voluta dal governo-parlamento per foraggiare se stesso, le alte oligarchie politiche, giudiziarie e burocratiche. Nel 2014 vorrei poter conservare la mia vecchia speranza (forse utopia) coltivata anche nel 2013, di una modifica della Costituzione che preveda l’estrazione a sorte, invece che le elezioni, per la scelta dei nostri parlamentari, previa riduzione del loro numero a 50 per il Senato e a 100 per la Camera. Non dimentichiamo che negli USA per 300 milioni di abitanti ci sono 535 rappresentanti, contro i 945 in Italia per 60 milioni di abitanti! E non dimentichiamo neanche che il metodo stocastico ha funzionato ottimamente per secoli nelle più progredite civiltà del passato, dalle repubbliche dell’antica Grecia alla Repubblica di Venezia”.

Alessandro Carlorosi

Alessandro Carlorosi

Alessandro Carlorosi, direttore de Il Paesaggio dell’Eccellenza – Associazione della Cultura d’Impresa con sede a Recanati. “Del 2013 vorrei buttar via il pessimismo diffuso, creato dalla situazione socio – economica, che purtroppo sta frenando ogni attività. Da conservare, invece, per il 2014 è l’atteggiamento propositivo delle imprese e degli imprenditori di reazione al momento di difficoltà che stiamo vivendo e la loro grande attenzione a due valori importanti come la persona e il territorio. Del resto il ‘Premio Internazionale sullo Sviluppo Locale 2013’, conferito al Paesaggio dell’Eccellenza per l’attività decennale sostenuta dalle circa trenta aziende locali che ne fanno parte, ha testimoniato proprio l’impegno verso tali valori”.

Francesca Chiappa, direttore editoriale casa editrica Hacca di Matelica

Francesca Chiappa

Francesca Chiappa, direttrice editoriale della casa editrice Hacca di Matelica. “Vorrei buttare l’ultima posizione dell’Italia nella classifica Ocse sulle competenze alfabetiche e conservare tutta una generazione di giovani che potrebbe fuggire all’estero: neolaureati, precari, giovani immigrati e seconde generazioni, affinché a loro sia data la possibilità di reinventare un intero Paese”.

Aldo Cicconofri

Aldo Cicconofri

 

Aldo Cicconofri, direttore del Coro Polifonico Città di Tolentino. “Ho la fortuna di svolgere una professione appassionante che consiste nel fare musica soprattutto con gruppi di giovani e del 2013 vorrei conservare lo slancio e la grinta che ci hanno permesso di studiare ed eseguire con soddisfazione tanti nuovi programmi. Ciò che vorrei buttar via, invece, è il senso di appagamento che a volte non ci spinge a metterci in discussione e ad affrontare nuove sfide”.

 

Mirta Cuccurugnani

Mirta Cuccurugnani

Mirta Cuccurugnani, graphic designer e titolare dello studio di progettazione grafica “Memphis” a Tolentino. “Vorrei buttare l’indecisione su cosa buttare e cosa tenere; la banalità; l’approssimazione e il cattivo design che da essa nasce; le tante promesse ricevute e non mantenute. Terrei il buon design che ci aiuta a vivere meglio, le pagine di grande tipografia dove regna il perfetto equilibrio fra il pieno e il vuoto ed infine tutti quei ‘momenti di trascurabile felicità’ (citando Francesco Piccolo) che rendono la quotidianità più leggera”.

Mauro Evangelista

Mauro Evangelista

 

Mauro Evangelista, illustratore, ideatore del progetto Ars in Fabula e due volte Premio Andersen per il libro dell’anno. “Vorrei buttare via quel ‘supponente’ del mio nuovo cellulare (acquistato quest’anno) che pretende di correggere quello che scrivo negli SMS. Vorrei conservare la mia Renault 4, ha già trent’anni e abbiamo fatto molta strada insieme, spero mi accompagni anche l’anno prossimo!”

Marco Ferracuti

Marco Ferracuti

 

Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl: “Del 2013 butterei il populismo, le chiacchiere inutili, l’incapacità di compiere quelle scelte coraggiose in grado di creare lavoro e difendere la coesione sociale. Terrei invece la buona qualità della vita della provincia di Macerata che nell’apposita autorevole classifica delle province italiane stilata da Il Sole 24 ore ci vede all’ ottavo posto.”

Giuseppe Illuminati, presidente provinciale del Coni

Giuseppe Illuminati, presidente provinciale del Coni

 

Giuseppe Illuminati, presidente provinciale del CONI. “Da buttare immediatamente il cancro del calcio professionistico che infanga l’intero sport italiano; da conservare l’entusiasmo dei tantissimi volontari dello sport messo a dura prova dall’attuale situazione del Paese”.

 

Ines Laubbichler, sommelier presso la Civica Enoteca Maceratese. “Del 2013 butterei le piogge

Ines Laubbichler

Ines Laubbichler

settembrine anomale che rovinano le vendemmie e tolgono la speranza di annate di vino particolarmente eccezionali. Conserverei, invece, per il 2014 i profumi dei nostri vini varietali, degli autoctoni sempre più raffinati e con qualità estremamente alte, frutto della passione di contadini, produttori, commercianti e manager, che trasmettono – con e attraverso il loro lavoro – emozioni e valori legati alle nostre più antiche tradizioni. Il loro operato supera la necessità consumistica di vendere un prodotto semplicemente per un guadagno, ma incarna una ragione di vita e di vite”.

Franco Maiolati

Franco Maiolati

 

Franco Maiolati, presidente del Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico” di Tolentino. “Via lo scetticismo e spazio all’umorismo. Mostre, rassegne, stagioni non per evadere la durezza della realtà, ma per scoprirci la possibilità della gioia e della bellezza. Ovvio il riferimento all’arte umoristica, anche con il nostro Premio Colsalvatico, che nel 2014 vedrà la sua settima edizione biennale”.

Saverio Marconi

Saverio Marconi

 

Saverio Marconi, attore e regista, fondatore della Compagnia della Rancia. “Oltre a due maglioni, un paio di pantaloni e tre giacche che occupano inutilmente spazio nell’armadio, butterò tutta la paura e l’insicurezza che mi hanno fatto perdere energia nel 2013. Nel 2014 conserverò l’entusiasmo che mi ha aiutato a progettare il mio futuro e una vecchia sciarpa rossa, che pur vecchia, mi scalda ancora”.

pasqualetti renato

Renato Pasqualetti

 

Renato Pasqualetti, presidente della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana. “Del 2013 cancellerei i tagli del FUS che anche quest’anno si sono abbattuti sui soggetti dello spettacolo dal vivo. Li cancellerei come simbolo della scarsa attenzione progressiva che si rivolge alle attività culturali nel nostro Paese.

Confermerei per il 2014 la profonda modificazione operata dalla Fondazione Orchestra Regionale delle Marche proprio nell’ultimo mese del 2013, passando dai contratti a tempo determinato, che da sempre caratterizzavano i rapporti di lavoro con i professori d’Orchestra impiegati da FORM, alla stabilizzazione, attraverso contratti a tempo indeterminato per ventinove orchestrali. Un’operazione coraggiosa che, mentre offre maggiori garanzie ai musicisti, potrà contestualmente migliorare profondamente la qualità artistica dell’Orchestra”.

Francesco Rapaccioni

Francesco Rapaccioni

 

 

Francesco Rapaccioni, direttore artistico dei Teatri di Sanseverino e Console del Touring Club Italiano. “Del 2013 vorrei buttare l’indifferenza: chi è nel momento del bisogno non deve trovarci distratti o indifferenti. Inoltre, visto che il teatro svolge un fondamentale ruolo sociale, per il 2014 vorrei conservare un pubblico numeroso ed entusiasta e riuscire a proporre un cartellone ricco di novità, ben congegnato e capace di emozionare e far pensare”.

NinoRicci

Nino Ricci

 

Nino Ricci, pittore maceratese. “Da buttare: i così detti ‘eventi’ che lasciano il tempo che trovano. Da salvare: la volontà di valorizzare artisti locali ‘giovani’ perché altrimenti non avrebbero altri aiuti”.

Paola Taddei

Paola Taddei

 

Paola Taddei, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. “Come Direttore vorrei buttare via le difficoltà che l’Accademia ha avuto nel corso di questo anno, anche se, pensandoci bene, queste ci hanno stimolato a cercare le soluzioni giuste, e dunque sono state a loro modo preziose e funzionali. Per il 2014 vorrei conservare la grinta, la voglia di fare che ci ha contraddistinto nel corso del 2013, attraverso le iniziative che abbiamo progettato e che sono state partecipate da ospiti del mondo dell’arte e della cultura di gran pregio”.

E voi lettori cosa buttereste e cosa, invece, vorreste conservare per il nuovo anno? Se volete, potete scriverlo sotto questo articolo, utilizzando la funzione “commenta”.



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