Civitanovese, l’appello di due storici tifosi
“Vogliamo creare un’associazione
che coinvolga tanti civitanovesi”

SERIE D - A parlare sono Carlo e Francesco Sabatucci Frisciotti che in questo momento difficile vogliono essere vicino ai colori rossoblu
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logo-civitanovese-68A parlare sono Carlo e Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi da sempre accanto alla Civitanovese Calcio: “Visto che di recente è uscito il mio nome sulla stampa locale è il caso di far sapere quello che insieme ad un gruppo di amici e appassionati della Civitanovese Calcio abbiamo pensato. Vogliamo creare un’associazione, che per ora chiameremo Fondazione Civitanovese, che riunisca o sia di riferimento a tutte quelle persone che hanno a cuore le sorti della squadra. Dopo tanti anni di presidenti arrivati da lontano, a cui siamo grati per aver mantenuto in vita la squadra, vogliamo che la Civitanovese sia, almeno in parte, dei civitanovesi o di tutte quelle aziende/soggetti che per lavoro o sentimento si sentono far parte della nostra città. La fondazione avrà il compito di aggregare il più possibile attorno a se le forze degli imprenditori e degli appassionati, e questo non dovrà essere limitato agli anni in corso, ma pensiamo che debba essere una struttura stabile per sempre. Dovrà destinare i suoi fondi nelle fondamenta della società calcistica, a partire dal Settore Giovanile, aggregando ragazzi da tutto l’ampio territorio, per finire alla prima squadra che per blasone, storia, tradizione deve essere lo specchio e l’orgoglio dei colori rossoblu. Ritieniamo che, come una volta, in campo ci debbano essere anche giocatori nati e cresciuti nei nostri vivai. Dovrà con il ricavato destinare una parte, seppur minore, ad eventi culturali e a favore di quei enti che lavorano nel sociale. Dovrà confrontarsi con i nuovi presidenti, anzi il contrario, dovranno essere i presidenti che dovranno confrontarsi con noi, affinchè si possa valutare la serietà di chi ci dovrà rappresentare. Ci si è sempre posti la domanda: perché una persona di fuori vuole prendere la Civitanovese? Ecco, sarebbe giusto che la Civitanovese appartenesse, in buona parte a noi! E’impensabile di questi tempi immaginare che un unico imprenditore possa assumersi un tale impegno finanziario, ma è anche incomprensibile come tutti insieme non ci si riesca. E’ anche giusto ridare qualcosa alla città che ci ha fatto crescere come uomini e imprenditori. Dovrà darsi da fare affinchè un nuovo Presidente possa avere dalla Fondazione tutto il supporto necessario per integrarsi nel nostro territorio, compresi i rapporti con il comune. Dovrà pensare in grande rimanendo con i piedi per terra! Non possiamo credere che la Serie D sia il giusto collocamento in una zona che per vari motivi conta su un bacino di almeno 120.000 persone e di tanti tifosi appassionati che hanno dimostrato nei decenni passati un grande attaccamento ai colori sociali. Abbiamo il territorio, la tradizione, la tifoseria, lo staff tecnico e un tessuto imprenditoriale di prim’ordine, è veramente un peccato non voler osare ad avere di più! Noi vorremmo essere sempre trasparenti e chiari, dovremmo cercare di dare, a chi aderirà, una visibilità non solo calcistica, ma anche sociale. La mia famiglia è dal 1963 che si è sempre interessata alle sorti della squadra e mi sembra giusto farlo anche adesso. Il vero motore  e tra gli ideatori di questa associazione è l’ottimo Domenico Ripa che già tanto ha fatto per la Civitanovese, ma che è pronto a ripartire in questa nuova avventura”.



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