Torna la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare

I banchetti dei volontari del banco alimentare per la raccolta saranno davanti ai supermercati sabato
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colletta-alimentare 3di Giuseppe Bommarito

La crisi non accenna a diminuire, e solo pochi riescono a vedere la famosa luce in fondo al tunnel. Diciamo la verità: l’Italia ha ancora molto da lavorare per riuscire ad agganciare la ripresa, per alzare la testa e per riprendere un processo di crescita economica e sociale. Tutto ciò, e l’incertezza che ne consegue, spingono inevitabilmente a chiudersi nei propri ambiti familiari, a contrarre le spese, a ridurre i consumi, specie quelli non indispensabili. In qualche modo, forse anche in maniera inconsapevole, la crisi in atto sta effettivamenteridisegnando abitudini e stili di vita, sempre più legatialla sostanza e meno all’apparenza,se non altro per necessità. E – circostanza che non sembri paradossale nel contesto di una gestione ormai molto attenta della spesa quotidiana – apre spazi insperati anche alla solidarietà. Ci sono infatti alcune occasioni che, nonostante le ristrettezze, ci fanno ricordare, volenti o nolenti, almeno per un giorno, che c’è chi, italiano o straniero non fa differenza, sta anche peggio di noi e a volte non riesce nemmeno a garantire per sé e per i familiari i due pasti quotidiani.

colletta alimentareEcco quindi, in tale ottica, un’occasione ineludibile per uscire almeno ogni tanto dal nostro egoismo. Torna ad offrircela, puntuale come un orologio svizzero, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che avrà luogo in tutta Italia sabato prossimo, il 30 novembre. In questo giorno, come ormai accade da diciassette lunghi anni, i volontari della Fondazione Banco Alimentare Onlus (circa 135.000 in tutta Italia), armati di scatoloni e di tanto entusiasmo e con un bel sorriso stampato in volto (fare del bene – come è noto – aiuta a star bene), presidieranno infatti in tutto il paese, dalla mattina alla sera, centri commerciali, ipermercati e supermercati(circa 9.000 sparsi per l’Italia), invitando i clienti a fare qualche acquisto in più dello strettamente necessario, da destinare poi a strutture caritative ove ogni giorno affluiscono milioni di persone che non hanno di che sfamarsi (sono ormai più di quattro milioni le persone che nel nostro Paese soffrono di povertà alimentare).

colletta alimentare 2Il meccanismo è semplice: si fa la spesa come sempre per sé e per le proprie famiglie, acquistando però qualcosa in più dello strettamente necessario, e subito dopo la cassa si lascia ai volontari una parte di quanto acquistato. E’ ovviamente necessario che si tratti di alimenti a lunga conservazione, e quindi specialmente di olio, alimenti per l’infanzia, scatolame vario (pesce, carne, legumi, pelati, sughi, ecc.). Questi alimenti saranno poi trasportati e immagazzinati in appositi centri di stoccaggio e di deposito, per essere alla fine distribuiti, sempre a cura della Fondazione Banco Alimentare, laddove c’è più bisogno: mense per i poveri, comunità per i minori, centri di accoglienza, banchetti di solidarietà, in tutto più di 8.800 strutture caritative sparse in tutta Italia (strutture che nello scorso anno sono riuscite ad aiutare 1.800.000 persone in grave difficoltà, tra le quali stanno crescendo in maniera paurosa anche bambini con meno di 5 anni).  Insomma, una bella e spontanea manifestazione di amore e di solidarietà, laddove gli episodi più toccanti vengono proprio da persone che si trovano anch’esse in difficoltà, se non già sulla soglia della povertà. E così, nell’incontro tra chi dona e i volontari che ricevono il dono alimentare (che è cibo, è frazione del pane, è vita), si crea un reciproco arricchimento spirituale, che compensa ampiamente la stanchezza di fine serata dei volontari stessi. Dono materiale e dono spirituale, quindi, e al tempo stesso un messaggio concreto contro quello che è un vero e proprio scandalo dei nostri tempi,lo spreco quotidiano di cibo, del quale, immersi nella nostra superficialità, non sempre riusciamo ad afferrare tutto il reale disvalore.

Negli anni scorsi i risultati di questa gara di solidarietà si sono visti anche nella nostra provincia e sono stati più che incoraggianti: oltre 1.200 volontari di vari centri del maceratese hanno raccolto con umiltà e senza tante chiacchiere in una novantina di supermercati all’incirca 60.000 chili di alimenti, che poi sono stati portati, come avverrà anche quest’anno, nel centro di deposito provvisorio messo gratuitamente a disposizione dalla ditta di autotrasporti Ciccioli-HelviaRecina, e da qui, grazie a diversi camion offerti anch’essi a titolo gratuito dalla Cucine Lube, infine trasferiti nei definitivi centri di stoccaggio e di smistamento. La speranza è che anche questa volta si riesca a fare qualcosa di più e di meglio.



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