“Open day”, i notai presentano il patto di convivenza

Sabato 30 novembre a Macerata e in tutta Italia Ordini aperti per spiegare la proposta di legge per regolare con un contratto i rapporti tra le coppie di fatto
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Benedetto Sciapichetti

“Open day” è il nome dell’iniziativa  presentata questa mattina nella sede dell’Ordine dei Notai di Macerata e Camerino. Il 30 novembre, dalle ore 9 alle 13, nella sede del Consiglio Notarile a Macerata, in via Morelli 20,  si svolgerà l’incontro dei notai della provincia con la cittadinanza per presentare l’iniziativa nazionale della categoria, in merito ai “contratti di convivenza”. Si tratta di accordi con i quali qualunque coppia legata da stabili vincoli affettivi, ma non intenzionata a impossibilitata a contrarre matrimonio, può regolamentare l’assetto patrimoniale della propria convivenza  ed i reciproci diritti ed obblighi, anche per quando il rapporto affettivo sarà cessato. I Notai di tutta Italia, in questa giornata, sono a disposizione dei cittadini per spiegare loro che già fin da ora, pur in assenza di una legge apposita, è possibile disciplinare taluni aspetti della convivenza, entro i limiti imposti dall’Ordinamento. Benedetto Sciapichetti del consiglio notarile, ha spiegato il senso dell’appuntamento di sabato: “E’ un giornata a livello nazionale a cui anche il nostro consiglio ha aderito, si parlerà di un nuovo contratto che riguarda le coppie di fatto ma non solo, è aperto anche a persone che non sono unite da vincoli di convivenza e magari stanno decidendo se farlo e come regolare i propri rapporti, i notai saranno a disposizione per fornire spiegazioni sulla norma proposta”

Michele-Gentilucci

Michele Gentilucci, presidente consiglio notarile Macerata e Camerino

Una proposta, precisa il documento dei notai, che non prevede “l’allargamento ‘sic et simpliciter’ del concetto di famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna ad altre forme di convivenza” ma “prospetta soluzioni adeguate a nuove esigenze della società”.  Il Notariato sottolinea che in Italia le libere unioni sono 897 mila (2009), il 5,9% delle coppie, e che in Ue 12 Paesi hanno già previsto una normativa che disciplina forme di convivenza diverse dal matrimonio. In un Paese “rispettoso di tutte le sensibilità e le culture e al passo con i tempi”, dunque, si deve riconoscere al cittadino il diritto di scegliere tra il matrimonio, un patto di convivenza liberamente disciplinato e sottoscritto con diritti e doveri, la semplice convivenza di fatto dalla quale non può derivare alcun diritto od obbligo reciproco.



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