Droga, le scuole medie aprono ai controlli della Finanza

Nei giorni scorsi le fiamme Gialle hanno effettuato operazioni di bonifica negli istituti della città e di Pollenza. Il viceprefetto Tombesi soddisfatta della collaborazione da parte dei dirigenti scolastici: "Finalmente abbiamo cominciato a smuovere le acque". Il colonnello Papetti: "Disponibili a monitorare anche gli ingressi"
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Da sinistra: Ermanno Bracalente (dirigente scuola Fermi), Sabina Tombesi (scuola Mestica), Rita Emiliozzi (scuola Dante Alighieri), l'assessore Stefania Monteverde, il viceprefetto Tiziana Tombesi, il colonnello Paolo Papetti e l'avvocato Giuseppe Bommarito

Da sinistra: Ermanno Bracalente (dirigente scuola Fermi), Sabina Tombesi (scuola Mestica), Rita Emiliozzi (scuola Dante Alighieri), l’assessore Stefania Monteverde, il viceprefetto Tiziana Tombesi, il colonnello Paolo Papetti e l’avvocato Giuseppe Bommarito

di Filippo Ciccarelli

«Non possiamo più nasconderci dietro a un dito: i ragazzi che sono assuntori di sostanze stupefacenti e vengono in prefettura ci dicono che acquistano la droga a scuola. Oggi, finalmente, abbiamo cominciato a smuovere le acque». Sono parole nette e che non lasciano spazio a dubbi quelle del viceprefetto Tiziana Tombesi, che saluta con estrema soddisfazione un cambiamento, nel mondo della scuola, giudicato una vera e propria svolta. I dirigenti del Convitto Nazionale, della scuola Fermi, della Dante Alighieri e della Mestica hanno infatti concertato, insieme al Comune e alla Guardia di Finanza, «Spero che la disponibilità mostrata da voi siano di esempio per i dirigenti delle altre scuole: da oltre due anni  parlavamo delle iniziative da fare, oggi siamo riusciti finalmente a raggiungere segmenti che sembravano irraggiungibili: scuole e famiglie». «Quella che presentiamo la definirei come operazione legalità – dice l’assessore Stefania Monteverde -, perché testimonia che le istituzioni sono ben presenti sul territorio. Il Comune ha competenza sugli istituti comprensivi, ma vorremmo estendere questo metodo di lavoro anche alle scuole superiori. L’obiettivo  è quello di creare un ambiente sicuro per i nostri ragazzi».
Nei giorni scorsi i finanzieri, insieme alle unità cinofile, sono entrati nelle quattro scuole medie di Macerata e in quella di Pollenza per cercare droga eventualmente nascosta all’interno degli istituti. Non è stato trovato nulla, tranne qualche cartina ma in cortili esterni agli istituti. L’operazione di bonifica è stata illustrata nei dettagli dal comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Paolo Papetti: «Il fiuto dei cani è formidabile. Una volta, ad Ancona, fiutò a circa 200 metri di distanza della droga in possesso a un ragazzo che stava partendo per una gita. Siamo contenti di non aver trovato nulla nelle scuole ispezionate, ma questi controlli sono necessari anche perché, purtroppo, i dati dicono che si comincia ad assumere droga fin dalle medie. Siamo disponibili, ovviamente d’accordo con i presidi e dirigenti scolastici, a pattugliare anche gli ingressi degli istituti all’entrata o all’uscita dei ragazzi».
Proprio la collaborazione tra le scuole, il Comune, la prefettura e le forze dell’ordine è il viatico per proseguire su iniziative, sia di prevenzione che di repressione, per contrastare il distruttivo fenomeno del consumo di droga, tanto più pericoloso per i giovanissimi: «Ci siamo sentiti in dovere di non nasconderci, purtroppo il fenomeno è dilagante – dice la dirigente della scuola Dante Alighieri, Rita Emiliozzi -, vogliamo implementare la prevenzione, coinvolgendo non solo i ragazzi, ma anche le loro famiglie. I genitori devono essere consapevoli». Anche la sua collega Sabina Tombesi, scuola media Mestica, punta l’accento sulla consapevolezza: «I ragazzi devono essere in grado di capire autonomamente, con spirito critico, cosa danneggia la loro esistenza, devono imparare a volersi bene. Da questo parte la prevenzione: l’emulazione non sempre è positiva. In ogni caso appena ci sono avvisaglie di qualsiasi tipo noi contattiamo subito le famiglie, che sia per un’assenza ingiustificato o per un calo didattico». Il dirigente della scuola Fermi, Ermanno Bracalente, vede con favore la presenza delle forze dell’ordine a scuola: «Conosco la realtà della Fermi da poco tempo, ma siamo una piccola scuola e conosco uno a uno i ragazzi. Per questo ero tranquillo e certo che non sarebbe saltato fuori niente di anomalo: ma non sono uno di quelli che ha paura nel caso emergesse qualcosa di sgradevole. Per me la salvaguardia dei ragazzi e dell’ambiente dove vivono viene al primo posto, tutte le altre considerazioni passano in secondo piano».

Anche Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione “Con Nicola oltre il deserto di indifferenza”, plaude all’intervento della Guardia di Finanza: «Il comitato che si è formato in prefettura, nonostante il tempo impiegato, sta portando dei risultati utilissimi, sia in materia di prevenzione che di repressione. Credo che, senza eccessi repressivi, prevenzione e repressione debbano marciare di pari passo. Iniziative come queste vanno bene, ma bisogna proseguirle nel corso dell’anno, anche con personale in borghese nei pressi degli istituti, dove c’è fisiologicamente più spaccio di droga. Invito poi le scuole, come si fa nel caso di pidocchi, a comunicare tempestivamente alle famiglie anche solo il sospetto che possa esserci un problema di stupefacenti all’interno dell’istituto, per permettere ai genitori di aumentare la soglia di attenzione a casa». Bommarito e l’assessore Monteverde hanno poi annunciato il ritorno, probabilmente per il prossimo febbraio, del giornalista Luca Pagliari, autore del libro “Kristel. Il silenzio dopo la neve” (dove viene raccontata la storia di una giovane sciatrice uccisa da una pastiglia di ecstasy), che ha già incontrato alcuni studenti delle superiori nel corso della manifestazione Overtime Festival.



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