Distretto culturale evoluto
In provincia arrivano 750 mila euro

Dalla Regione finanziati tre progetti: quello sui videogiochi a contenuto culturale dell'Università di Macerata, lo sviluppo delle aree montane a cura dell'Università di Camerino e gli antichi percorsi verso Loreto. La soddisfazione del presidente Pettinari
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Da sinistra: il sindaco di Macerata Carancini, il sindaco di Loreto Niccoletti, l’arcivescovo Tonucci, il presidente Pettinari, l’assessore Marcolini, i rettori Lacche e Corradini

di Marco Ricci

Il presidente Antonio Pettinari ha presentato oggi i tre progetti che, nell’ambito del distretto culturale evoluto delle Marche, coinvolgeranno la provincia di Macerata. Presenti tra gli altri l’assessore regionale Pietro Marcolini, i rettori delle due università Flavio Corradini e Luigi Lacchè, il sindaco di Loreto Paolo Nicoletti e l’arcivescovo Giovanni Tonucci oltre al sindaco di Macerata Romano Carancini. I progetti rientrano in un complessivo programma regionale che mira partendo dalle produzioni “culturali” a creare un nuovo tipo di sviluppo economico per la regione, avvalendosi di risorse per oltre 4 milioni di euro. I tre progetti che investiranno il maceratese si sono classificati, dopo la valutazione della Regione Marche, tra i primi dieci per cui sono stati stanziati 2.45 milioni di euro di finanziamento. Capofila di questi progetti sono l’Università di Camerino, l’Università di Macerata e il Comune di Loreto.

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Da sinistra: Il sindaco di Loreto Niccoletti, l’arcivescovo Tonucci, il presidente Pettinari e l’assessore Marcolini

“In tempo così difficili”, ha esordito un evidentemente soddisfatto Antonio Pettinari, “il pessimismo rischia di avere il sopravvento. Invece esistono spazi per rimettersi in cammino e per individuare una nuova fase di sviluppo e di sostegno, cercando di superare l’anacronistico pensiero che la cultura non possa essere fonte di ricchezza e di occupazione.” Dopo i ringraziamenti all’assessore alla Cultura e al Bilancio della Regione Pietro Marcolini – il quale ha sottolineato come il territorio maceratese abbia risposto “in maniera brillante al bando della regione” – Pettinari ha lasciato spazio alla presentazione dei progetti da parte dei due rettori e degli “ospiti” di Loreto.

Il rettore dell'Università di Macerata, Luigi Lacchè

Il rettore dell’Università di Macerata, Luigi Lacchè

PROGETTO “PLAY MARCHE” – “Lo scopo del progetto da noi presentato, che ha visto 18 partner pubblici al fianco di 33 partner privati”, ha detto Lacchè, “è quello di creare, attraverso la valorizzazione dei beni culturali della provincia, una filiera produttiva legata al mondo dell’intrattenimento che possa avere una ricaduta turistica sul territorio.” L’Università di Macerata, capofila del progetto che coinvolge la Raimbow  che avrà anche la collaborazione della Clementoni,  ha ideato il progetto “PlayMarche: un distetto regionale dei beni cuturali 2.0” che prevede appunto la strutturazione di una filiera di professionalità tecniche per la produzione di videogiochi basati su contenuti culturali. “Partiremo da alcune eccellenze del territorio”, ha spiegato il Rettore, “Casa Leopardi, l’Abbadia di Fiastra e le aree archeologiche, per un progetto che lascia intravedere una sua estensione su una scala più ampia che può raggiungere la dimensione europea.” Oltre alla soddisfazione “per un progetto fatto tutto in casa grazie anche all’impegno dei professori Perna e Bucciaroni”, ha spiegato Luigi Lacchè, “anche la gioia per aver ricevuto il massimo finanziamento erogabile dalla Regione.” 300.000 euro che copriranno più di un terzo degli 847.000 euro del costo complessivo del progetto. Un obiettivo sicuramente ambizioso quello della produzione di videogiochi a contenuto culturale che, come ha spiegato ancora il Rettore, vedrà la costituzione di un apposito spin-off per garantire non solo il necessario coordinamento tra i tanti soggetti interessati ma in grado di dare “imprendiorialità” all’iniziativa.

LoretoPROGETTO “I CAMMINI LAURETANI” – Di natura molto diversa quanto invece proposto dal Comune di Loreto ed esposto dagli interventi del sindaco Niccoletti e dell’arcivescovo Tonucci, un progetto che vede al centro i cammini lauretani” per creare una rete “della mediazione e della spiritualità.” Già visitato da oltre tre milioni di fedeli l’anno, il santuario di Loreto ha una notorietà come spiegato dall’arcivesovo Tonucci, “che va oltre i continenti. Non tutti però sanno che Loreto sia nelle Marche.” Fin dal medioevo la Santa Casa fu un luogo di pellegrinaggio che lasciò dietro di sè i tragitti percorsi dai viandanti, oltrepassando le Marche e diramamdosi verso l’Umbria e Roma. Così l’idea, premiata dalla regione con 250.000 euro su un complesso di costi pari a 1.3 miloni di euro, vuole non solo rendere fruibili gli antichi percorsi ma anche strutturare un sistema di accoglienza e di promozione turistica in grado di valorizzare non solo l’artigianato di carattere religioso ma anche le produzioni enogastronomiche della provincia, oltre ai beni culturali che vi risiedono. “Vorremmo che un fatto religioso, e dunque anche culturale”, ha spiegato il sindaco Niccoletti, “produca un’identità del territorio, facendo della conoscenza delle Marche un fattore di sviluppo.” Oltre alla Provincie di Macerata e a quella di Ancona, alle due università e alle ondazioni Bancarie di Macerata e Loreto, anche le camere di Commercio delle due provincie, oltre alla Confcommercio e alla Confartigianato. “Mentre il cammino di Santiago attarversa quasi nulla”, ha detto durante il suo intervento l’arcivescovo di Loreto, “il cammino lauretano attraversa luoghi bellissimi che vanno valorizzati.”

Il rettore dell'Università di Camerino, Flavio Corradini

Il rettore dell’Università di Camerino, Flavio Corradini

PROGETTO “AMAMI” – In ultimo è stato il turno di Flavio Corradini, Rettore dell’Università di Camerino, che con la passione che gli è consueta ha voluto per prima cosa spiegare il particolare approccio sui cui si è basato il progetto Amami – Azione-molteplicità-arte-manifattura-innovazione che la Regione Marche ha premiato con 200.000 euro di finanziamenti su un costo complessivo di 800.000″. Abbiamo innanzitutto coinvolto la Consulta permanente per lo Sviluppo che oltre all’Università coinvolge vari comuni e tre enti parco”, ha cominciato Corradini, “per dare sviluppo alle aree interne della provincia e alla ruralità. In moltissimi incontri sia virtuali che fisici abbiamo fatto emergere dai territori le idee e le proposte, valorizzandole all’interno del bando della regione. Un progetto, un’idea”, ha sottolineato il rettore di Unicam, “estremamente importante al di là del risultato raggiunto e che avremmo in ogni caso perseguito, coinvolgendo enti pubblici e soggetti privati”. Non è da oggi che l’Università camerte cerca di farsi promotrice di sviluppo e di innovazione per il territorio, sia attraverso la consulta che con i servizi offerti alle piccole e medie imprese. E l’obiettivo del progetto di cui è capofila, sempre secondo le parole di Corradini, “è la creazione di una filiera che coinvolga imprese, giovani e associazioni in un progetto distribuito sul territorio che coinvolgerà gli alti bacini del Chienti e del Potenza fino al fabrianese”. Per sviluppare cooperazione tra sistemi locali di accoglienza, offrire sostegno allo sviluppo di idee e di progetti innovativi di imprese culturali, creative e di manifattura. Tre i cardindi del progetto, come ha spiegato il rettore. “Turismo, creazione di un’immagine del territorio che aiuti a capire l’alta qualità della manifattura e dei prodotti agroalimentari offerti dalla provincia legandoli alla qualità dell’ambiente, infine comunicazione e marketing sfuttando le potenzialità oggi offerte dall’It.” Dunque, come nel caso del cammino Lauretano, l’opportunità di far conoscere e valorizzare i prodotti attravero la creazione di un brand territoriale. 28 i partner coinvolti che saranno coordinati dalla Consulta permanente per lo sviluppo.

Dunque valgono 750.000 euro le risorse regionali collegate al distretto culturale evoluto che ricadranno in gran parte sulla provincia di Macerata. Con progetti ambiziosi che vedono le istituzioni a fianco di imprese private nel tentativo di offrire, in un momento di grave crisi economica, una prospettiva di sviluppo. Una prospettiva su cui, a partire dalla Regione Marche, gli attori in campo rivestono molte speranze. Con tre progetti che, per riprendere un suggerimento lanciato oggi dal rettore Corradini, andrebbero monitorate in corso d’opera “per verificare l’attuazione e spingere a fare bene”.



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