“Le grandi operazioni della Regione
e il mondo sommerso della cultura”

L'assessore provinciale Massimiliano Bianchini commenta la bocciatura di Urbino come "Capitale Europea della Cultura 2019" e riflette sulle operazioni della Regione, secondo lui, lontane dalle reali esigenze di chi opera nel settore
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L'assessore Massimiliano Bianchini

L’assessore Massimiliano Bianchini

di Alessandra Pierini

La giuria internazionale ha respinto la candidatura di Urbino a Capitale Europea della Cultura 2019 (leggi l’articolo). Lo scorso anno una proposta di Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze Politiche di candidare anche Macerata, scatenò il dibattito. 
Alla luce di quanto avvenuto ad Urbino, Massimiliano Bianchini, assessore a Cultura e Turismo della Provincia di Macerata critica l’operato della Regione nella vicenda.
«Urbino non solo non è diventata Capitale Europea della Cultura  – spiega – ma non è neanche rientrata nelle sei finaliste. E’ evidente che qualcosa non è andato.  In ogni caso la Regione l’operazione l’ha fatta e l’ha sostenuta, anche finanziariamente,  inserendola nei distretti culturali. In primo luogo sarebbe interessante capire cosa è accaduto e che cosa non ha funzionato, poi ci si interroga anche sul modo di operare della Regione che organizza mostre ma non dà spazio ai marchigiani, che sceglie testimonial stranieri per dar vita ad  un’operazione turistica di facciata e molto provinciale. Si punta su queste cose per nascondere la verità . Sono operazioni dirette da Spacca in maniera personale che non solo non lasciano niente ma non valorizzano neanche la Regione».

Bianchini passa a riflettere su Macerata. « Gli stati generali della cultura, fatti dalla Regione, sono stati ripetuti solo a Macerata e non hanno prodotto risultati di alcun genere. Era persino  scaturito un dibattito sul fatto che anche a Macerata si poteva pensare come capitale europea della cultura (leggi l’articolo). Io sono stato in passato in grandi città europee capitali della cultura e proporre una cosa del genere vuol dire non sapere di cosa si sta parlando. Basti pensare che tra le motivazioni per cui Urbino è stata bocciata ci sarebbero le infrastrutture, figuriamoci cosa sarebbe accaduto a Macerata. Quindi la Regione punta sempre di più su realtà che non hanno nulla a che fare con il territorio e le Province sono state espropriate delle competenze sullo spettacolo dal vivo. La conseguenza è che c’è un mondo staccato dalla realtà che pensa a grandi operazioni che non vanno in porto come se nella Regione Marche tutto andasse bene. C’è poi un mondo sommerso che fa cultura senza aiuti istituzionali e con grande successo. Io sono legato a questo secondo e lì ci sono esperienze vere».
Bianchini racconta che nel week end ha preso parte a tre iniziative di pregio che considera esemplificative: «A Serrapetrona, nell’ambito degli appassimenti ho partecipato ad un interessante incontro sul turismo, a San Ginesio si è svolto un concorso di musica  antica di altissimo spessore e sabato a macerata, agli Antichi Forni, è stata inaugurata la Marguttiana d’inverno dove ho respirato una fortissima energia, anche con proposte di grande interesse. L’esigenza che sento è quella di fare cultura e di avere gli spazi per farla. Vorrei chiedere al mondo in alto quando si confronterà con chi la cultura la fa davvero.Per questo, con Pensare Macerata, continuiamo a puntare sull’ex mattatoio che crediamo possa essere una buona soluzione».

 



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