Carlo Capodaglio, una vita nello sport
Premiato con la stella d’oro del Coni

IL PERSONAGGIO - Il presidente dell'Atm Giuseppucci è il secondo marchigiano impegnato nel tennis a ricevere il prestigioso riconoscimento: "Nelle Marche stiamo raccogliendo risultati sportivi impensabili fino a qualche anno fa"
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Capodaglio

Carlo Capodaglio

di Filippo Ciccarelli

E’ tornato alla presidenza dell’Atm Giuseppucci di Macerata dopo una trentina d’anni, ed il Coni ha deciso di premiare la sua vita dedicata allo sport e, in particolare, al tennis. E dire che il maceratese Carlo Capodaglio aveva cominciato con l’atletica: «Praticavo salto in alto e gli 80 metri a ostacoli; ero bravissimo a saltare il primo, gli altri un po’ meno…» scherza Capodaglio, che si occupa anche di formazione dei quadri ed aggiornamento del settore arbitrale a livello regionale, ma è anche consulente  della Commissione regolamenti e presidente di quella Tesseramenti della Federazione Italiana Tennis. Capodaglio è stato anche arbitro, fino a raggiungere la qualifica di internazionale, è stato designatore (per quattro anni anche nel comitato nazionale) e da 45 anni è nella federazione. E’ il secondo marchigiano, tra quelli impegnati nel campo del tennis, a ricevere la Stella d’Oro del Coni, dopo l’avvocato Achille Brunetti di Ancona.

Che sensazione prova dopo questo riconoscimento?
«Sono molto felice. Arriva in un momento in cui sono tornato presidente dell’Associazione Tennis maceratese. Ci sono problemi, non lo nascondiamo; ma la situazione, anche considerando il difficile momento di crisi che stiamo vivendo tutti, rimane positiva».

Il tennis, rispetto a qualche anno fa, sta prendendo sempre più piede tra gli sportivi…
«Sì, non è ancora ai vertici ma è uno sport che, a livello marchigiano, regala risultati straordinari, che anni fa erano impensabili. Per numero di circoli ed i abitanti siamo a metà classifica, confrontati alle altre regioni italiane. Ma per risultati sportivi siamo molto più avanti, soprattutto a livello giovanile».

Com’è la situazione del tennis di casa nostra?
«Il circolo di Macerata ha una storia che comincia nel 1924. Allora c’era un campo da tennis all’interno dello Sferisterio. Oggi abbiamo uno spazio che forse non è l’ideale, ma il Comune ci ha sempre aiutati. L’area che usiamo è in convenzione con l’Ente, con cui abbiamo da sempre avuto un ottimo rapporto. A volte la richiesta dei campi da parte dei soci è anche maggiore rispetto all’offerta. Ma siamo orgogliosi di aver organizzato, poco tempo fa, i campionati nazionali under 13. Il sogno sarebbe quello di potersi trasferire, un giorno, in una zona pianeggiante, dove potremmo ottimizzare i costi e massimizzare lo spazio per chi volesse praticare questo sport».



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