Maceratese, adesso si comincia a fare sul serio

Domenica l'Amiternina, poi la sfida contro l'Ancona: si entra in una fase cruciale della stagione
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

Vittoria di rigore. Battuta abusata, d’accordo; ma nella circostanza particolarmente appropriata (+) a quanto accaduto al “Colalillo” di Bojano. Ci ritornerò.

Ma prima il “Teatrino” locale (-). E’ stato quello mandato in scena dall’allenatore e giocatori molisani prima dell’inizio del match, e che ne ha comportato il ritardo di circa trenta minuti. Episodio chiarito dai biancorossi nel dopo match. Ho così saputo del mezzuccio usato dai padroni di casa, con il ricorso alla presentazione di una incompleta documentazione di rito per costringere l’arbitro, all’atto dell’appello, ad ulteriori controlli ed accertamenti perditempo. Di conseguenza  i giocatori sono rimasti per mezz’ora bloccati davanti agli spogliatoi. Nel durante, quelli locali visibilmente più attivi in esercizi vari di stretching (poi se ne sarebbe compreso il motivo); ingenuamente statici invece i giovanotti di Favo che attendevano il via da un momento all’altro. Il Bojano ha naturalmente negato ogni e qualsiasi responsabilità. Sarebbe stato più elegante prendersela  magari con una svista nell’adeguamento all’ora solare.

L’arbitro però non ha gradito. Non dico che abbia fischiato solo pro Maceratese, né tantomeno che si sia inventato il rigore su Aquino, che era di solare evidenza (+). Certamente però la direzione di gara di tale Fusco di Brindisi è stata caratterizzata da uno stillicidio d’interventi non propriamente favorevoli agli ospitanti, tanto far imbestialire il pubblico che più volte ha urlato la sua rabbia nel mio microfono. In parte a giusta ragione (+). Ha stonato, nel contesto, il secondo gol annullato ad Ambrosini. Ma Fusco, che l’aveva subito convalidato, alla fine ha dovuto dar credito all’insistente bandierina alzata del suo secondo collaboratore. Pena l’ammutinamento.

Più fortunato il collega Filippo Ciccarelli (+), circondato da spettatori più calmi ed anche più ospitali, tanto da essere addirittura gratificato di inviti a gustare le prelibate mozzarelle bojanesi, quando, ante avvio, si è temuto (o sperato) l’annullamento della partita. Tipo Isernia – Civitanovese dell’altra domenica.

L'attaccante Alex Amrbosini, arrivato due settimane fa dal Teramo

L’attaccante Alex Amrbosini, arrivato due settimane fa dal Teramo

Segnali di crisi (-). In effetti ne ho visti tanti, al “Colalillo”. Botteghini (anzi: botteghino) chiusi sino a pochi attimi dall’inizio dell’incontro; l’impressione dell’ingresso pressoché gratis in tribuna per la carenza di controlli; servizio di speakeraggio inesistente; non parlo neanche di quello per la stampa; terreno di gioco in orride condizioni. Eppure il Bojano ha un background importante: è in serie D perché ha vinto l’Eccellenza nello scorso campionato (+). Solo la Rai regionale l’ha degnato di considerazione – unica invarianza rispetto ad un lontano passato ancora nella mia memoria -, evidentemente non sapendo dove utilizzare meglio le proprie telecamere.

Sembra che sia stata una storia di presidenti ad aver provocato la crisi, per l’aut-aut dei calciatori nei confronti di quello attuale, che ha sostituito il collega della promozione evidentemente rimpianto dall’ambiente. Ma la soluzione sarebbe pronta con l’arrivo di altri dirigenti e di corposi rinforzi (+).

Spiegabile quindi lo spirito battagliero (+) con cui il Bojano ha affrontato la Maceratese.

L’intelligence di Favo. Il ”perfezionista” sapeva tutto, dal momento che “ero stato allertato della sicura reazione dei marsicani, in questo nuovo clima, alle ultime sei sconfitte”, confiderà il mister biancorosso in sala stampa (si fa per dire). Aggiungendo: “Per questo ho studiato con attenzione i loro schemi di gioco dai dvd in mio possesso”. Ed alfine chiosando: “Mi auguro che i loro prossimi avversari trovino pane per i propri denti qui a Bojano”

I pianti greci di Di Stefano (-). Puramente casuale ogni riferimento di Favo al grazioso regalo fatto invece dall’Isernia alla Civitanovese sette giorni prima. L’allora toccate auspicio del pàtron rossoblù che “simili episodi non si ripetano più” è stato subito accolto dai molisani, che ieri hanno largheggiato con il successo fratricida ad Agnone. Peccato (per Di Stefano) che una loro illustre corregionale, nella fattispecie il Termoli, abbia compiuto la medesima impresa sul lembo marchigiano della costa adriatica.

Dicevo della vittoria di rigore ottenuta dalla cinica Maceratese a Bojano (+). Non è stata un’impresa facile per i motivi su esposti. Nel primo tempo i biancorossi hanno corso più d’un pericolo di veder trasformata in amarezza quella che, alla vigilia, era stata immaginata come una defaticante passeggiata domenicale. Progressivamente, però, il Bojano ha esaurito la sua tempra agonistica e la sua aggressività è scemata, per scomparire del tutto dopo il doppio know down dello svantaggio sul rigore di Ambrosini e della espulsione, due minuti appresso, di Ferrante.

La Maceratese ci ha messo del suo, nell’una e nell’altra circostanza (+, -) mostrando i noti limiti di tenuta-interdizione quando il centrocampo è stato posto sotto pressione avversaria; ma evidenziando finalmente sicurezza nella gestione del vantaggio. Per la seconda volta di fila, la difesa, tuttavia ancora non immune da colpe, alcune delle quali gravi, non ha subito gol. Sempre però  tenendo presente il mediocre valore dell’Agnonese e del Bojano.

Ma ora si fa sul serio. Dopo aver fatto bottino pieno laddove possibile (+), come da copione, i biancorossi sono attesi dall’impegnativo calendario di tre incontri difficili all’Helvia Recina contro Amiternina, Jesina, Recanatese e dallo stress-test di Ancona. Quindi tante marchigiane, una dietro l’altra.

La statistica, sufficiente ponderata per pesi, dimostra (-) come i suoi sedici punti in classifica la Maceratese li abbia ottenuti prevalentemente contro molisane (43%) ed abruzzesi (38%), formazioni modeste ad eccezione del redivivo Termoli. Ha invece sofferto nei derbies, portando a casa soltanto tre pareggi (19%). Campanile che motiverà tre dei quattro incontri nel prossimo cartellone. I loro esiti ci diranno se è autentica l’attuale virtude biancorossa.

Un po’ di polemica, per favore. I dati di cui sopra dimostrano altresì che la Maceratese oggi, lunedì 28 ottobre, sarebbe seconda in classifica, appaiata alla Civitanvesese all’appello non mancassero i due punti colpevolmente persi a Matelica (-). Va anche detto che, da quel momento, Favo le ha azzeccate tutte, tanto da essere imbattuto.



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