Maceratese, il miglior attacco del girone fa sognare la piazza

La Tardella ci crede: i rinforzi di ottobre hanno aumentato notevolmente il tasso tecnico dei biancorossi
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

Settecentomila euro per la Promozione. Questo sarà all’incirca l’importo della fideiussione per l’eventuale iscrizione della Maceratese alla ristrutturata serie C unica del prossimo campionato. Al già mostruoso onere di firma (-), deve essere necessariamente aggiunto il cash per la gestione della squadra. Un budget enorme che potrebbe tarpare le ali a tante buone intenzioni. Solo l’Ancona sembra in grado di sostenerlo.

Per la metà di questo impegno, la Maceratese ha rinunciato al ripescaggio alla fine dello scorso campionato, dopo aver trionfato nei play-off del girone (+). Anche in considerazione dell’insostenibile rischio di retrocessione (-) che la Seconda Divisione avrebbe quest’anno comportato.

Ma stavolta la Tardella sembra crederci sino in fondo. Lo sta dimostrando con i fatti. Direi al di là delle più ottimistiche aspettative (+). La squadra ricostruita per Favo è forte in attacco (sinora il migliore del girone) ed a centrocampo (dove ci sono qualità e sovrabbondante quantità). Debbono essere ora completati la difesa (ma Aquino è in fase di riscaldamento) ed il settore under: soprattutto con un portiere, dal momento che Mania dovrebbe essere pronto a breve, Russo è rientrato all’ovile, Donzelli prima o poi guarirà dalla pubalgia, Pietropaolo ha evidenziato insospettabile adattabilità al ruolo di terzino, ed è arrivato la scorsa settimana un ’95 esterno alto già di una qualche esperienza.

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

La presidentessa, a fronte di tanto, ha chiesto i play-off, che potrebbero essere la via succedanea per arrivare al massimo traguardo (+). Avrebbe potuto pretendere qualcosa di più, con quello che sta spendendo. Ma il molosso Ancona invita alla prudenza. Favo l’ha capito e, con dichiarazione audace, ha detto che il suo must è vincere. Lasciando chiaramente intendere che cosa.

Il doping amministrativo non alligna da queste parti (+). Sarebbe la scorciatoia per provarci. Come recentemente accaduto in riva all’Adriatico, sia pure con scarsa fortuna. La Maceratese ha ben altre regole di virtuosità contabile. Inderogabili per Mariella nostra.

Nè è consigliabile confidare nel cavaliere bianco (-) che in apparenza salva tutto, ma in realtà lascia spesso alle sue spalle terra bruciata. L’esempio in itinere sulle vicine sponde adriatiche è da seguire con particolare attenzione. Anche riguardo ai reciproci interessi di classifica.

L’inevitabile redde rationem, in caso di successo dei biancorossi , graverà dunque esclusivamente sui bilanci della Presidentessa. E saranno conti salati perché: (a) nella storia della Maceratese, a memoria di cronista, il massimo traguardo raggiunto è stata proprio la C a serie unica. Quindi l’eventuale nuova impresa, dopo lustri di purgatorio, si collocherebbe al top.(b) ricordo già al limite della sopportazione i costi d’allora, nel frattempo aumentati in misura esponenziale (-).

La conclusione è che la comunità deve aiutare la società (+); altrimenti incombente (inevitabile?) sarebbe il pericolo di vedere vanificato il possibile, esaltante raggiungimento del traguardo.

Incominciando dal pubblico che, salvo il brillante e  puntualmente ribadito esempio della tifoseria organizzata, non può limitare la sua massiccia presenza allo stadio solo agli incontri di cartello (-). I 450 spettatori di Maceratese -Agnonese sono ben poca cosa.

Mister Favo

Mister Favo

L’irrequietezza di Favo (+). Ieri pomeriggio scatenato, al di là dei suoi (elevati) standards dinamici, nell’area tecnica di pertinenza. Dalla metà del primo al terzo gol di Ambrosini. Statisticamente, “perché – ha poi chiosato il mister in sala stampa – Ciocca stava effettuando troppe parate.” Nel merito, per via “d’una manovra biancorossa troppo compiaciuta della superiorità tecnica dei suoi autori”.

Non tanto in riferimento al rischio Agnonese, che tuttavia è riuscita a collaudare gli strepitosi riflessi di Ciocca (+), quanto a ciò che potrebbe accadere contro avversari più solidi e smaliziati. Dall’Amiternina – ieri pari in casa della Jesina -, nel prossimo appuntamento all’Helvia Recina, ai tre successivi competitors regionali Ancona, Jesi e Recanatese. Il tutto dopo il lungo viaggio di domenica prossima a Bojano, altro ammalato grave del calcio molisano, insieme alla stessa Agnonese ed all’Isernia, che ha santificato la domenica con la cortesia (non richiesta) di gratificare la Civitanovese di tre punti senza colpo ferire.

Questione di numeri. Mia domanda: ”Ma da quanti giocatori è attualmente composta la ‘rosa’ biancorossa? Una trentina? Ci saranno sfoltimenti?”. L’immediata  risposta di Favo, dopo un minimo di conteggio: ”No, ventiquattro-venticinque. A me andrebbero bene tutti. Oggi è stato molto utile anche Ionni nella sostituzione di centrocampisti ammoniti.” La consueta diplomazia del DS Bacchi: ”Non è questione di quantità. Che potrebbe essere ampliata anche al settore giovanile (+), tenuto d’occhio da tecnici e dirigenti per eventuali innesti in prima squadra. E sotto osservazione non sono soltanto gli juniores. ”I miei due nipotini ‘esordienti’ possono allora sperare?

Ciocca vs Keità. Tre conclusioni dell’immarcescibile punta molisana ed altrettante secche repliche dell’opposto biancorosso (+): addirittura spettacolari quella dell’avvio della ripresa e l’ultima, alla conclusione della partita. Significativa di personalità la sintesi del portierino: ”E’ stato un vero duello fra me e lui; sono contento di averlo vinto.” Come se l’imberbe Ciocca, al suo secondo appuntamento in serie D, ed il navigato trentaseienne Keità si conoscessero da anni.



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