Bruno Mandrelli e il tribunale:
“Ecco la mia proposta per il centro”

L'INTERVISTA - L'avvocato e consigliere comunale Pd illustra la sua idea di trasferire a Palazzo degli Studi gli uffici giudiziari: "Un progetto che guarda più che all'oggi al domani." E in merito alle obiezioni dei suoi colleghi dice: "Molte le condivido, ma non si può smettere di sognare." E propone un'analisi tecnica della fattibilità
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Bruno Mandrelli, avvocati e consigliere comunale del Pd

Bruno Mandrelli, avvocato e consigliere comunale del Pd

 

di Marco Ricci

Solo pochi giorni fa Bruno Mandrelli ha lanciato la proposta di immaginare il centro storico come sede degli uffici giudiziari. Le reazioni di alcuni avvocati che siedono in consiglio comunale o che rivestono ruoli importanti nell’amministrazione come il sindaco Romano Carancini e i consiglieri comunali Giorgio Ballesi, Fabio Pistarelli e Narciso Ricotta (leggi qui), sono state piuttosto tiepide. Abbiamo chiesto a Bruno Mandrelli di spiegare più compiutamente la sua proposta e di valutare le reazioni dei colleghi.

Avvocato Mandrelli, la proposta da lei fatta in consiglio comunale non sembra aver suscitato troppo entusiamo tra i suoi colleghi consiglieri.
La nostra classe politica purtoppo non sembra avere mai troppo entusiasmo! A parte la battuta, ovviamente scherzosa, la mia non era un’ipotesi da mettere in campo domani mattina. Al momento per il tribunale il problema è risolto, pur se rimango personalmente scettico per la collocazione del giudice di pace, così distante dagli altri uffici giudiziari. Non tutti gli studi, ad esempio, possono permettersi di gestire due sedi. Tornando alle reazioni ricevute, comprendo molte delle obiezioni e delle proposte diverse fatte dai miei quattro colleghi. Tutte opinioni  rispettabili e anche condivisibili. Dico però, che oltre l’emergenza, bisogna porsi in uno stato propositivo.

Ci rispieghi allora meglio la sua ipotesi.
La mia proposta per le sedi giudiziarie non è l’unica e forse non è neppure la migliore. In campo ce ne sono infatti almeno altre tre. La prima, quella di costruire una struttura più accessibile sulla valle del Chienti, anche se la posizione potrebbe creare problemi a chi vive e lavora nella valle del Potenza, oltre alla difficoltà di reperire tante risorse economiche. Poi c’è il polo delle ex-casermette. Anche questa può essere un’altra ipotesi valida pur se intravedo problemi di traffico in un’area già fin troppo intasata. Poi c’è quella di Giorgio Ballesi in merito all’ampliamento dell’attuale struttura giudiziaria che, dal punto di vista economico e sociale, resterebbe però quello che è. Cioè una cattedrale nel deserto visto che intorno ci sono solo aree residenziali. Dunque la mia idea parte da un ragionamento tutto politico. Portare nel centro storico il tribunale e creare un valore aggiunto per la città. E proniamo anche il caso che in futuro la provincia chiuda. Cosa ce ne faremo del Palazzo degli Studi? Si potrebbe anche ipotizzare ‘utilizzo di Palazzo dei Diamanti e, con un accesso di circa mille utenze al giorno, perché questi sono i numeri che muove un tribunale, dal punto di vista amministrativo il posteggio di Rampa Zara avrebbe più possibilità di essere realizzato e si agevolerebbe l’intervento economico dei privati.

palazzo degli studi (1)

Il Palazzo degli Studi, in piazza Cesare Battisti

La sua proposta quindi, più che per il tribunale, sembra essere una soluzione per il centro storico.
Immaginiamo le conseguenze. Macerata risolverebbe in via definitiva lo spopolamento del centro e, senza consumare un solo metro quadro di verde, si darebbe grande impulso alle ristrutturazioni. E a questo punto anche la collocazione del giudice di pace a Palazzo Trevi Senigallia avrebbe tutto un altro senso.

Ma le risorse? A volte si ha il sospetto che, tra una proposta e l’altra, si facciano i conti senza l’oste, ovvero il Ministero di Grazia e Giustizia.
Diciamo che la proposta che ho avanzato, rispetto a una costruzione ex-novo, sarebbe sicuramente più economica. Ma in ogni caso dico che lo spazio per lavoraci sopra c’è tutto. Quindi facciamo un’analisi e poi si verifica la fattibilità o meno. Con una metodologia che fu usata già negli anni ottanta per la copertura dello Sferisterio. Si verificò ma in quel caso  i tecnici ci dissero che i costi per la climatizzazione e la deumidificazione sarebbero stati insostenibili e non se ne fece più nulla. Questa è l’attività che chiedo. Di verificare la fattività della proposta in termini di spazi e di costi.

Il consigliere comunale e avvocato Giorgio Ballessi

Il consigliere comunale e avvocato Giorgio Ballessi

Il consigliere Ballesi, dopo aver ascoltato la sua proposta, ci ha detto: questo centro-sinistra non è stato in grado di fare nulla. Come può pretendere allora adesso di avanzare soluzioni del genere che in effetti sarebbero complesse da realizzare.
Per prima cosa vorrei sollevare il centro-sinistra da qualsiasi responsabilità visto e condiderato che il colpevole dell’idea sono io! Tralasciando le battute, questa è un’ipotesi per tutta la città e credo che chiunque abbia a cuore il futuro di Macerata, al di là delle proprie appartenenze politiche, debba vedere in questo progetto una riposta a quelle politiche sbagliate che negli anni novanta portarono gli uffici in periferia.

Come amministratore intende muovere qualche atto, ad esempio attraverso un ordine del giorno o una mozione?
Francamente non lo so. Perchè se questa non fosse un’ipotesi sentita da maggioranza e opposizione sarebbe inutile andare avanti. Bisogna capire se c’è reale condivisione per un qualcosa che più che all’oggi guarda al domani. Quello che dico è che bisogna uscire dall’ottica di risolvere solo il problema del palazzo di giustizia e di entrare nella prospettiva di risollevare il centro storico. Perchè immaginare che il posteggio di Rampa Zara possa risolvere da solo tutti i problemi senza ridare al centro un’utenza è sbagliato. E chi parla, le assicuro, non vive in centro e non ha lo studio in centro. Ma a due passi dall’attuale sede del tribunale. I punti sensibili della città inoltre, così come lo sono i centri cittadini o le stazioni, non vanno abbandonati dai presidi delle forze dell’ordine. Per non correre il rischio che accada ciò che è accaduto al terminal degli autobus. Ma al di là di tutto bisogna progettare, per essere pronti qualora vi siano risorse a disposizione.

Però il suo è un sogno, come ha detto anche Giorgio Ballesi, anche davanti a delle emergenze molto concrete.
Nelle obiezioni di Giorgio c’è qualcosa di vero e  di condivisibile. Però l’idea che non si debba più pensare non mi piace. Non mi si può togliere la passione di pensare e sognare.



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