Blunno e le incertezze del bilancio
Tra Imu, Iva e Service Tax

L'INTERVISTA - L'assessore spiega quanto pesano a Macerata le incertezze normative del quadro nazionale. Sull'Imu dice: "Avrei preferito un'esenzione più equa e selettiva, la priorità sono i redditi e il lavoro." E se difende le scelte attuali, per i prossimi anni vorrebbe "rinforzare la scuola che è il futuro dei giovani e della società." Il posteggio di Rampa Zara e il silenzio dei privati
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L'assessore al bilancio del comune di Macerata, Marco Blunno

L’assessore al bilancio del comune di Macerata, Marco Blunno

di Marco Ricci

Dopo la recente approvazione della delibera sugli equilibri di bilancio da parte del consiglio comunale di Macerata (leggi l’articolo), e visto il grande dibattito in corso a livello nazionale sulle tasse e i tributi a livello locale, abbiamo fatto il punto della situazione con l’assessore al bilancio Marco Blunno. Ragionando non solo di Imu ma anche della ipotetica Service Tax che andrebbe a sostituire la Tares. Con tutte le incertezze che una normativa in perenne cambiamento può scaricare sulle amministrazioni locali. E domando, alla fine della discussione, se la spesa di 500.000 euro per i “pupi” della torre civica sia davvero improrogabile in un momento di crisi come quello attuale.

Assessore, prima di fare un punto sul bilancio della città, proviamo a fare il punto sulla situazione complessiva nazionale che inevitabilmente si ripercuote sugli enti locali. Quanta incertezza crea questo ai Comuni?

Gli accadimenti di questi ultimi giorni confermano che il paese si trova ad affrontare molti e complessi problemi senza potersi permettere una nuova fase di instabilità. E i comuni operano nel quadro generale di una finanza pubblica in grave difficoltà. Così gli enti locali, con i loro bilanci, sono chiamati, insieme alle regioni e allo stato, a contribuire al raggiungimento di due obiettivi ineludibili: il risanamento dei conti e la riduzione del debito pubblico. L’Italia, appena uscita dalla procedura di infrazione europea, rischia di nuovo di essere sotto esame da parte di Bruxelles se la prossima legge di stabilità non offrirà sufficienti garanzie. Noi abbiamo approvato il bilancio i primi di agosto e ciò fu motivo di dibattito. Pochi comuni hanno fatto la stessa scelta a causa della indeterminatezza del quadro normativo nazionale. Tanto che il governo ha in seguito spostato i termini di presentazione del bilancio di previsione addirittura al 30 novembre, un mese prima della fine dell’anno. E le norme che si susseguono una via l’altra ci dicono che operiamo in un quadro confuso e complesso, con il continuo dibattito Imu si, Imu no, Iva si, Iva no, Tares si, Service Tax no.

Questo cosa comporta per Macerata?

Al di là del dibattito tutto maceratese, ad esempio sulle grandi opere, e penso a Via Mattei-La Pieve o comunque alle grandi infrastrutture, non si può non tener conto di questo quadro generale. Ricordando per prima cosa il patto di stabilità, che non è stato mitigato e che di fatto impedisce alle amministrazioni di aprire cantieri. Semplificando al massimo il concetto, per spendere 100 in opere pubbliche bisogna incassare entrate straordinarie per 500 . Altrimenti significa andare fuori patto. Ma c’è di più.

Una seduta del consiglio comunale durante l'approvazione del bilancio previsionale 2013

Una seduta del consiglio comunale durante l’approvazione del bilancio previsionale 2013

Altre incertezze immagino. Come ad esempio l’aumento Iva e la questione Imu.

L’aumento dell’aliquota IVA di un punto avrà senza dubbio delle ripercussioni negative anche per le casse dei Comuni. Il problema aggiuntivo è che ad oggi noi non sappiamo ancora a quanto ammonteranno i trasferimenti statali. Il cosiddetto fondo di solidarietà, già decurtato nel 2012, è tagliato anche per il 2013 senza che sia stato ancora determinato l’ammontare comune per comune. Un altro fronte di incertezze è arrivato con le novità del decreto legge sulla eliminazione della prima rata Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli. Per noi significa che alcune somme su cui abbiamo fatto il bilancio non esistono più. Queste somme verranno reintegrate dallo stato, ma non sappiamo ancora quando: solo questa voce vale per noi circa 1.3 milioni di euro. Nel frattempo il governo ha annunciato il taglio anche della seconda rata Imu sempre sulla prima casa. Ma con quali coperture verranno integrati questi ulteriori 1.3 milioni di euro non lo sappiamo.

Da quando è assessore credo sia la prima volta che le capiti di togliere un tributo. Non le fa piacere?

Istituire o togliere tributi è compito del Parlamento, il Comune può solo fissare le aliquote. Ma a proposito dell’Imu vorrei fare una riflessione. A Macerata ci sono 12.500 prime case, tutte esonerate oggi dalla prima rata Imu, tranne che per le pochissime case di pregio. Avrei preferito, ma questa è solo la mia personale opinione, una soluzione diversa, non trovando giusta l’abolizione per tutti. Poiché le abitazioni e i contribuenti non sono tutti uguali, sarebbe stata più equa una esenzione selettiva dell’Imu sulla base della rendita catastale o della ricchezza del proprietario. Ridurre la pressione tributaria è sacrosanto, ma io credo che si possano ancora tassare i patrimoni e piuttosto diminuire il carico fiscale sul lavoro e sui redditi. Oggi la prima emergenza del paese è quella occupazionale: con la disoccupazione giovanile al 40% si dovrebbe puntare su misure di incentivo al lavoro.

Tares e Service Tax. I cittadini cosa si devono aspettare per il futuro?

La Service Tax è un’altra questione di cui si parla molto ma di cui non c’è traccia nel decreto approvato dal governo. Dovrebbe coprire il costo della raccolta e smaltimento dei rifiuti più quello di altri servizi indivisibili. Comunque, con una battuta, direi che siamo davanti a un record mondiale: Imu nel 2012, Tares nel 2013 e Service Tax nel 2014 che abolisce la Tares. E solo l’Imu, tanto per gradire, dalla sua introduzione è stata corretta otto volte! Con questo grado di incertezza non non solo i Comuni sono in difficoltà. Pensiamo a quali pesanti conseguenze sui contribuenti, cittadini e imprese. Quanta fatica per districarsi in tanti adempimenti? Quali costi per rivolgersi al commercialista o a un CAF?

Veniamo a Macerata. A questo punto, visto lo scenario complessivo, non è stato un errore anticipare ad inizio agosto il bilancio preventivo?

No. Sapevamo bene che andavamo ad un’approvazione in questo quadro anche se da allora, anziché diminuire, le incertezze come dicevamo si sono accresciute. Senza il bilancio preventivo, in ogni caso, la macchina amministrativa avrebbe faticato nel suo lavoro e pregiudicato l’andamento di ogni programma.

Fabio Pistarelli, consigliere comunale del Pdl

Fabio Pistarelli, consigliere comunale del Pdl

Fabio Pistarelli, candidato sindaco alle ultime elezioni per il centro-destra, ragionò che in un momento di difficoltà per i conti pubblici, se fosse stato sindaco avrebbe cercato le risorse in altro modo. Ad esempio con i finanziamenti europei o tramite i privati. L’amministrazione Carancini, da questo punto di vista, non è un poco al palo?

Io grandi opere in giro non ne vedo. Vedo solo annunci e di soldi ne hanno pochi tutti, anche i privati. Noi avevamo provato a coinvolgere il privato ad esempio con il posteggio di Rampa Zara, ma da un certo momento in poi tutto si è fermato. Per i finanziamenti europei, comunque, anche in questo caso vale purtroppo la maglia stretta del patto di stabilità.

La torre Civica di Macerata

La torre Civica di Macerata

Il centro-sinistra ha fatto la scelta politica di costruire un bilancio rivolto al sociale, anche per la portata storica della crisi economica che stiamo vivendo. Le chiedo, non si poteva fare di più e magari tagliare qualche spesa che in questo momento non appare esattamente indispensabile? Penso ad esempio ai 500.000 euro messi a bilancio per i pupi della Torre Civica.

A me confortano i dati sulle presenze turistiche a Macerata che quest’anno sono molto cresciute. E’ chiaro quindi che investimenti di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, come per Palazzo Buonaccorsi o l’orologio della Torre, vengono pensati anche per accrescere il turismo e rilanciare il centro storico. Queste scelte le riconfermerei. Più in generale, invece, direi che nessun bilancio è perfetto: alcune spese ci sono e ci devono essere; altre ci sono e potrebbero non esserci; altre ancora dovrebbero esserci, ma non ci sono.

Uscendo dalle metafore, quali spese ci dovrebbero essere e non ci sono?

Il Comune di Macerata fa già tantissimo per la scuola e per i servizi sociali. Ma, e questo lo dico da insegnante, se potessi rinforzerei ancora di più il fronte scuola. La formazione è il futuro dei giovani e della società. Ma le risorse, appunto, al di là degli slogan, sono quelle che sono.

Chiudendo, il bilancio di Macerata è a rischio per le nuove norme nazionali o si sente di affermare che grossi problemi non ci saranno?
Abbiamo appena approvato la delibera sugli equilibri e non sono risultati necessari correttivi. A ottobre e a novembre, come ogni anno, procederemo con opportuni variazioni e assestamenti. Certo, occorre continuare ad operare con la massima attenzione, specie sul fronte del patto di stabilità.



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