“La ricostruzione post-terremoto
non è completata”

Lo dicono i rappresentanti dei Comuni di Foligno, Serravalle e Camerino al convegno di Colfiorito dove si è parlato anche della superstrada in completamento
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Joseph Flagiello, Venanzo Ronchetti e Dario Conti

 

di Maurizio Verdenelli

A Colfiorito, nel Parco a piedi nudi … a sedici anni dal terremoto umbro-marchigiano. In quella sede dove per anni i presidenti di Umbria e Marche si sono riuniti ogni 26 settembre per fare il punto della ricostruzione,  i rappresentanti dei due territori hanno concordato sabato scorso su un punto: all’appello manca ancora da completare il 12%  delle opere. “Forse il 13%” ha detto Dario Conti, sindaco di Camerino che tuttavia si è visto restituire, soltanto grazie ai fondi post sisma, il campus scolastico di San Paolo alla cui inaugurazione, il 12 settembre, lui ha fatto il ‘gran gesto’ di riconsegnare al prefetto la sua fascia per protestare perché veniva chiuso il giorno dopo il Tribunale mentre era sfumato due mesi il progetto ‘compensativo’ di un carcere. “Da allora, nelle occasioni, indosso per protesta la fascia tricolore alla rovescia. Ma non finisce qui: a Roma, il 4 ottobre, ci riuniremo noi sindaci dei comuni dove le circoscrizioni giudiziarie sono state soppresse e ci sentiranno… (il quel momento dal notiziario Ansa arriva la notizia delle dimissioni dei ministri Pdl ndr)”. Aggiunge Conti: “Le abbiamo provato tutte per bloccare il trasloco del tribunale: anche un divieto di transito di fronte al palazzo di giustizia per organizzare un consiglio comunale ‘aperto’ e all’aperto. Tutto inutile, anche perché il prefetto mi ha convocato a Macerata e non è stato possibile procedere”.

colfiorito 2Un convegno, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e da Cronache maceratesi,  che -moderato dal capo della Comunicazione della Regione Umbria, Lucio Biagioni-  ha raccolto sussurri e pure grida di una ‘terra di mezzo’ che sembra non appartenga né all’una né all’altra regione. “Eppure siamo giovani che vivono e studiano tra Camerino e Foligno, ma a Colfiorito non abbiamo come in Palestina neppure i numeri civici…” quasi grida una studentessa di 25 anni all’assessore folignate  Joseph Flagiello, delegato all’Urbanistica e pure alla ricostruzione post sisma. Ed Andrea Angeli, portavoce Onu, maceratese, da sempre pendolare sull’altipiano, rivela: “E’ prossimo anche ad essere rimosso il segnale di confine dell’antico ducato dei Varano”. Osserva l’avvocato Giuseppe De Rosa, direttore del settimanale camerinese ‘Orizzonti della Marca’: “Tuttavia quel cippo contiene un evidente errore storico: nel 1300 il Ducato infatti non esisteva”.

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Lucio Biagioni, Maurizio Verdenelli e Andrea Angeli

L’altipiano millenario è ad un bivio, tra ricostruzione non completata e cantieri aperti che potrebbero portare via quel poco d’indotto del pendolarismo. A pensare per primo ad un grande snodo viario per il Centro Italia fu nel 1952, Enrico Mattei che veniva a caccia e a pesca sul lago di Colfiorito, accompagnato dalla guida Quinto Cellini che sarebbe dovuto diventare il gestore di una grande stazione di servizio Agip -un disegno che non si concretizzò per il ‘no’ di quest’ultimo.

Dice Flagiello: “Il potenziamento della comunicazione viaria in realtà è una forte risorsa, anche per far scoprire le meraviglie di questa terra. I cantieri aperti della Quadrilatero (al convegno  c’è in qualità di uditore un ingegnere della società ndr) stanno lavorando bene. Non c’ è impatto devastante sul paesaggio: entro l’anno inizieranno i lavori per l’ultimo traforo e il lavoro più difficile anche in rapporto all’ambiente può dirsi completato. Siamo fiduciosi. Contesto inoltre chi dice che Colfiorito è abbandonato da Dio e dagli uomini. Il comune di Foligno, che peraltro deve fare conti con una riduzione del 33% dei trasferimenti statali, è sensibile alle istanze di questa importante frazione al valico”. Ma c’è chi protesta anche per le modalità della ricostruzione. “Si è usata la pietra per la nuova pavimentazione. Dato il clima, questa si è rapidamente frantumata.  Ed adesso non ci sono i soldi per sostituire la pavimentazione”.

colfiorito 6“Vero! –ha incalzato Venanzo Ronchetti, vicesindaco di Serravalle di Chienti-  Anche da noi  si voleva fare una tale operazione. Abbiamo tenuto duro per oltre un anno, abbiamo portato anche i tecnici di Ancona a Colfiorito per mostrare che fine faceva quel tipo di pietra nelle nostre zone. Alla fine, davanti all’evidenza ma dopo molte resistenze, ci hanno dato ragione ‘concedendoci’ di utilizzare quello che chiedevamo: il porfido. Che infatti è ancora, intatto, al suo posto. Per quanto riguarda inoltre  il completamento della ricostruzione, basterebbe un po’ di buona volontà considerando come prime case quelle che sono state definite forse impropriamente ‘seconde’ ma che in realtà sono abitate tutto l’anno da ‘residenti di ritorno’. Importanti per un’area che si sta fortemente spopolando”.

E’ un territorio di passaggio che può morire se lo si limiterà solo a quel compito seppure nevralgico. Un territorio che per la sua salvezza, va ‘ricollegato’. Su questo sono d’accordo entrambe le regioni:  l’Umbria, cui appartiene ma che appare più ‘distaccata’ e Marche, cui non appartiene ma che pare sentirlo di più nell’anima.

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Giuseppe De Rosa


La gente di Colfiorito in realtà appare disincantata dopo le forti aspettative post sisma di uno sviluppo futuro, arenatosi presto.
Si riscuote l’estate con il Montelago Celtic Festival, ritenuto finora da Foligno troppo ‘marchigiano’ e dunque abbastanza lontano. “Eppure quest’anno, all’11° edizione, abbiamo fatto il record di affluenza: 25.000 persone venute anche dall’estero” dice Giuseppe Lupi “Ci sentiamo tutti, Maurizio Serafini, Luciano Monceri ed io  colfioritani  nel cuore. E vogliamo ancor più sviluppare l’organizzazione allacciando sul luogo rapporti duraturi, al di là del mero periodo estivo”.

Colfiorito deve essere la cerniera tra Foligno e la provincia di Macerata: “Non era forse umbra la tribù di Camers che fondò poi Camerino?” evidenzia storicamente Conti. Ribadisce il direttore del Museo delle Scienze di Unicam, Alessandro Blasetti: “Questa è una terra millenaria, piena di suggestioni abitata da ippopotami, mammuth, cervi alti due metri e tigri, prima ancora che apparisse l’uomo. Una storia certo scritta, esposta, ma che deve essere ancora comunicata profondamente. Ecco, noi stiamo lavorando nella scuola, nelle università  per creare un collegamento culturale di appartenenza per l’altipiano di Colfiorito tra Umbria e Marche”.

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Alessandro Blasetti

“Un collegamento fisico tra le due regioni è costituito dalla stessa  basilica di Plestia” dice De Rosa “Tanto è vero che c’è un vescovo dell’antica diocesi regolarmente nominato: vive a Chicago”. Macchè: dalla platea c’è chi ha fatto notare che Regione Umbria e Comune di Foligno della basilica, esposta alle intemperie dell’antipiano e alle scosse sismiche, hanno annunciato la loro perfetta estraneità. Un cartello annuncia infatti che i due enti si dichiarano vicinissimi allo storico edificio posto nel comune di Serravalle, ma non condomini con questo, seppure per pochi centimetri.

Intanto dal convegno, Andrea Angeli, portavoce Onu, Ue ed Osce in tutti i teatri del mondo e ‘salvatore’ dell’ultima italiana rimasta a Sarajevo distrutta dalla guerra civile, annuncia il suo impegno per rintracciare il vescovo di Plestia. Impegno rispettato in 48 ore, ma inutile, perché, ha fatto sapere il diplomatico, SER Thaddeus  Joseph Jakubowski, 89 anni,vescovo dell’antica diocesi di Plestia era deceduto il 14 luglio scorso a Chicago. “In ogni caso il prelato, nel 2003 aveva rinunciato, per limiti di età, alla diocesi di Plestia” fa sapere De Rosa. Ed Angeli: “Nessun problema: tra qualche mese avremo un nuovo vescovo a Plestia. C’è l’assicurazione del Vaticano”. Che non lascia mai una sede, per quanto antica -vedi il caso di Urbisaglia con mons. Georg Ganswein-  vacante.

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