San Severino vota per tenersi il punto nascita

Approvato dalle forze politiche che siedono in Consiglio comunale un documento a favore dell'ospedale Bartolomeo Eustachio e "contro la chiusura dei reparti materno infantili"
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L'ospedale di San Severino

L’ospedale di San Severino

Il Consiglio comunale di San Severino, nel corso dell’ultima seduta alla quale hanno partecipato anche diversi sindaci ed amministratori dell’entroterra maceratese, ha votato un documento congiunto, sottoscritto da tutte le forze politiche presenti in aula, con il quale è stato chiesto con forza il  mantenimento del reparto materno infantile presso l’ospedale cittadino “Bartolomeo Eustachio”. L’argomento figurava come unico punto all’ordine del giorno dell’Assise settempedana convocata dal presidente del Consiglio, Ostilio Beni, su istanza del gruppo consiliare “San Severino, una Città da vivere”.

Nel documento, votato all’unanimità, l’assemblea ha «rigettato i programmi regionali ed aziendali di riorganizzazione del sistema sanitario marchigiano» ed ha espresso «la sua assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di chiusura dei reparti materno infantili» domandando, alla Giunta Regionale, «un confronto con i sindaci del territorio prima dell’ adozione di qualsiasi decisione in merito alla riorganizzazione della sanità». L’Assise settempedana, inoltre, ha chiesto criteri “oggettivi e trasparenti” per le scelte e, con riferimento alla riorganizzazione dei punti nascita, ha richiesto anche «che le scelte siano vincolate solo, ed esclusivamente, a comprovate, inderogabili normative nazionali e, in particolare, agli accordi presi nelle conferenze Stato – Regioni».

Francesco Comi, presidente della V Commissione

Francesco Comi, presidente della V Commissione

Nello stesso documento, nel mentre si invita a tenere conto di «criteri di gradualità, sicurezza e numero di parti», si ricorda «che gli ospedali di Camerino e San Severino, considerati come unico ospedale di rete da una legge regionale, perdendo il Materno–Infantile, verrebbero declassati ad ospedale di polo, ovvero a case della salute». Ciò comporterebbe, è scritto nel medesimo documento stilato al termine del Consiglio e sottoscritto da maggioranza e gruppi d’opposizione, «un grave danno economico e sociale per le comunità locali». La politica settempedana ha quindi chiesto “che sia adottato un sistema ospedaliero equo, efficiente ed efficace, che tenga presenti le eccellenze esistenti, le caratteristiche geografiche ed infrastrutturali del territorio” domandando, da ultimo, di «rivedere i criteri economici di finanziamento alle case di riposo e che i finanziamenti regionali per il trasporto pubblico locale siano adeguati a una realtà socio economica territoriale già fortemente saccheggiata». Insieme alle forze politiche cittadine, hanno preso parte al Consiglio anche il presidente della V Commissione Sanità della Regione Marche, Francesco Comi, il consigliere provinciale Pietro Cruciani, il sindaco di Camerino, Dario Conti, il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli, che era accompagnato dall’assessore alla Sanità, Esperia Gregori, il sindaco di Apiro, Settimio Novelli, alcuni rappresentanti del Comitato per la Difesa e la Tutela dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”.

Anche se non presenti in aula hanno dato il loro sostegno, esprimendo parere concorde con i contenuti del documento, i sindaci di Fiuminata, Vito Rizzo, di Pioraco, Giovanni Torresi, di Matelica, Paolo Sparvoli, di Poggio San Vicino, Simone Valenti, di Treia, Luigi Santalucia, di Sefro, Mario Perozzi, di Esanatoglia, Giorgio Pizzi oltre che i presidenti della Comunità Montana di San Severino Marche, Gianluca Chiappa, e di Camerino, Sauro Scaficchia.



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