BCC Civitanova e Montecosaro, utile di 1,6 milioni nella semestrale

Il presidente Palombini e il dg Colacito: "E' frutto della sana e prudente gestione"
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Da sinistra: il Direttore Generale Giampiero Colacito, il Presidente Sandro Palombini e il Vice Direttore Fabio Di Crescenzo

Da sinistra: il Direttore Generale Giampiero Colacito, il Presidente Sandro Palombini e il Vice Direttore Fabio Di Crescenzo

Lo scorso 6 settembre il Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Civitanova e Montecosaro ha approvato i dati relativi al rendiconto semestrale 2013.
«Essi sono in linea  – si legge in una nota – con le aspettative e con gli obiettivi prefissati ed evidenziano, ancora di più, lo stato di salute della Banca, grazie alla sana e prudente gestione che la caratterizza già da diversi anni. Sotto l’aspetto strettamente economico, nel primo semestre del 2013 la BCC di Civitanova e Montecosaro ha infatti ottenuto un utile netto di periodo di circa 1,6 milioni di euro, che le consente di proseguire nell’efficace azione di rafforzamento patrimoniale, necessaria per il pieno rispetto dei requisiti sul capitale previsti dalla normativa di vigilanza. “E’ un equo risultato – dicono il Presidente Sandro Palombini e il Direttore Generale Giampiero Colacito – che permette ad una piccola e robusta banca, che opera nelle province di Macerata e Fermo, di continuare a perseguire gli importanti obiettivi di consolidamento e di stabilizzazione del patrimonio, grazie all’’efficace ed efficiente allocazione del credito e degli investimenti finanziari ed al contenimento della dinamica degli oneri di gestione”. “Il ringraziamento, però, viene soprattutto rivolto ai soci/clienti per la fiducia che hanno sempre riposto sulla banca, in un rapporto di trasparente e corretta reciprocità, dove la relazione personale rappresenta ancora un imprescindibile valore identitario”. “Il patrimonio di vigilanza – proseguono Palombini e Colacito – si colloca infatti ad oltre 60 milioni di euro, facendo segnare un Total capital ratio (ndr Patrimonio di Vigilanza/Attività di rischio ponderate) vicino al 17%, misura più che doppia rispetto a quanto richiesto dalla Banca d’Italia (8%) e che si colloca nella fascia dei top rate del panorama sia regionale che nazionale”.  “E’ un margine che, unitamente a quelli di liquidità aziendale (anch’essi fra i più elevati del quadro nazionale), consente di guardare all’attività creditizia in favore degli imprenditori e delle famiglie del territorio con sereno ottimismo, attesi gli ampi margini a loro destinabili,  in un momento congiunturale, invece, assai complicato”. “Un circolo virtuoso che vede i margini di liquidità in ulteriore aumento per la crescita dei depositi da parte dei clienti, che così stanno concretamente testimoniando l’elevato grado di fiducia nei confronti di questa Banca, che opera sul territorio da oltre 115 anni”. “Una Banca, concludono il Presidente e il Direttore Generale, attenta al territorio non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale attraverso la valutazione dei bisogni primari della collettività, ove il benessere della persona non si misura solo con la ricchezza economica”.  

 



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