Maceratese, brilla il centrocampo

SOMMA ALBEBRICA - A Termoli ottima la prestazione della mediana biancorossa. La società in settimana dovrebbe intervenire sul mercato per rinforzare la rosa
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

C’E’ LA RAI AL “CANNARSA”DI TERMOLI +: soprattutto… per il beneficio della Tardella di poter comodamente seguire il match da casa. Quindi si gioca con un giorno ed un’ora di anticipo. Poco significativa la prima circostanza, anche se chi segue i biancorossi deve rinunciare alla bancarelle di San Giuliano; molto importante invece la seconda. Perché è  l’esordio di campionato e perché fa molto caldo. Grava quindi sull’andamento della partita l’incognita del condizione atletica.

SARA’ LA MACERATESE A CAVARSELA MEGLIO (+++), a conferma di quanto accaduto la domenica precedente all’”Helvia Recina”, in Coppa Italia con il Matelica. E’ lo stesso Trillini a riconoscerlo a fine gara: ”Abbiamo chiuso sulle ginocchia, correndo pure il rischio di perdere. Il mio Termoli è un diesel, ha bisogno di tempo.”Giudizio corretto (+), nonostante qualche occhiataccia dei dirigenti molisani allocati nei pressi, per altro secondo copione per gli illustri precedenti di Sauro come ex giocatore professionista ed allenatore biancorosso. Ma c’è anche il rammarico della truppa maceratese di non aver approfittato della clamorosa opportunità.

LA DISILLUSIONE DI ARCOLAI. Piazzato come al solito sul primo palo, al momento della battuta in tiro franco di Ruffini, gira di testa il pallone verso la porta del Termoli, convinto di aver fatto centro. ”Sì – confessa il capitano – , ero proprio sicuro di aver segnato. Voltandomi, mi sono però subito accorto che così non era. ”Resta il fatto che questo schema sui calci piazzati di Di Fabio è un valore aggiunto che altre volte ha dato soddisfazione e probabilmente le darà nel divenire (+).

Il capitano della Maceratese Luca Arcolai

Il capitano della Maceratese Luca Arcolai

LE CERTEZZE DI ORTA. Lui invece c’azzecca subito con la felice intuizione del suo splendido gol del pareggio (+++), nelle battute conclusive del primo tempo, che resterà tale sino al 94’. A dispetto dell’impressione di gran parte del pubblico ed anche di qualche addetto ai lavori, che avevano visto la sua conclusione spegnersi sull’esterno della rete molisana. ”Non ho avuto il minimo dubbio di aver segnato”, confida l’attaccante. Per poi concludere generosamente: ”Era troppo bello l’assist di Donzelli per sbagliare”.

SOVRABBONDANZA DI PUNTE…? Dico subito che quest’interrogativo è una provocazione, dal momento che la Maceratese ha sicuramente bisogno di rinforzi in avanti. Rimane tuttavia l’oggettiva costatazione che Cavaliere contro il Matelica e ieri Orta hanno onorato il loro contratto (+) con una rete a testa. Ottimizzando il profitto del loro lavoro. Soprattutto il primo che, in pochi minuti di gioco, ha risolto ogni residuo problema di qualificazione con la squadra di Canil.

….CHE COMUNQUE ARRIVERANNO (+) La Tardella, l’ho già scritto senza il temuto contraccolpo della smentita, ha dato l’ok; e i suoi collaboratori  lo confermano in ogni dove (anche a Termoli). Penso pure che il nome del prescelto (o una ristretta “rosa”) c’è già e che quindi occorre soltanto la pazienza di attendere gli svincoli dalla Prima e Seconda Divisione. Da quest’oggi.

ALLORA DI FABIO CAMBIERA’ MODULO?  L’assoluta ortodossia ed i frutti dell’attuale quattro-tre-tre (+) potrebbero confliggere con la contemporanea disponibilità di tre punteros ed il possibile sovraffollamento della panchina, anche se recentemente… allungata di qualche centimetro per disposizioni federali. Non è quindi da escludere che l’allenatore biancorosso possa optare per uno schema che preveda due punte centrali, con Borrelli rifinitore sulle fasce e magari meno decentrato dalla manovra come invece a Termoli. Scelta realizzata, ad esempio, da Trillini con Genchi e Miani, ed immagino in itinere a Fermo con Bartolini/Bellucci ed a Civitanova Marche con Pazzi/Buonaventura. Mi rendo conto, però, che è troppo presto per parlarne.

E’ CERTO CHE LE FONTI DEL GIOCO DELLA MACERATESE (+) meritino di essere capitalizzate con una maggiore incisività offensiva, ed anche con più cattiveria agonistica, la cui assenza, a Termoli, produce perfino l’autocritica a caldo, sia pure espressa a fior di labbra, di qualche biancorosso.

Francesco Romanski

Francesco Romanski

SUPERBO IL CENTROCAMPO MACERATESE AL “CANNARSA”(+) Infatti detta legge contro l’omologo reparto della formazione molisana, da tanti considerata l’avversario più insidioso della strafavorita Ancona (per il momento, però, non sembra ancora tale). Che entra in sofferenza una volta esaurita la carica (e la forza) delle arrembanti fasi iniziali dei due tempi. Non solo per propri demeriti, ma soprattutto per la superiore abilità di manovra di Ruffini, il dinamismo di Ionni e la grande prestazione di Lattanzi, che trovo molto più maturo rispetto alla scorsa stagione. Efficaci anche Romanski, nell’elastico con l’attacco, e Perfetti, rispettivamente sostituti di Gizzi e Ionni nella ripresa. Ma è l’under Latanzi (+) ad impressionarmi. Da attendere comunque prudentemente  test più probanti per un giudizio meno occasionale su questo settore di mezzo biancorosso,soprattutto nelle coperture sul “non possesso palla” e conseguenti interdizioni. Ma è solo questione di qualche settimana, dal momento che sono all’orizzonte i derbies con la Fermana e Civitanovese.

PORTAVOCE DELLA MACERATESE CERCASI – Orfano della dottoressa Tardella, dietro alla lavagna per il Daspo, impiego un po’ di tempo negli spogliatoi di Termoli per incrociare un rappresentate ufficiale biancorosso da condurre davanti alle telecamere. Ho la fortuna di trovare nel nuovo dirigente Gagliardini un interlocutore che mastica calcio per il suo passato (purtroppo ormai lontano) di giovane talento dell’Atalanta ed il suo recente incarico di DS della Vis Macerata, e nel dottor Bacchi una consolidata, professionale conoscenza per le sue fresche, importanti esperienze nell’Ancona e nella Civitanovese. Istituzionalmente dovrei intervistare il dottor Cicchi. Ma lui mi fa indirettamente pervenire il messaggio (scontato) della sua indisponibilità, salvo poi, un attimo dopo, ammirarlo protagonista fra i colleghi della Rai per commentare il momento di gloria. Capisco,… però sino ad un certo punto. Noblesse oblige, mettiamola così.



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