Sistema idrico,
l’Atac lancia l’appello alle istituzioni

Civitanova spende 400mila euro annui per l'acquisto di acqua dal Tennacola. Sergio Cognigni e Francesco Mantella dell'Atac illustrano il funzionamento idrico integrato e le sue criticità.
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di Laura Boccanera

«Tutte le istituzioni ed i responsabili  delle fasi del ciclo delle acque si impegnino ed attivino senza indugio alcuno, per far partire e realizzare, entro tempi brevissimi, il progetto di bonifica delle falde del Basso Bacino del Chienti, così come è altrettanto necessario ed indifferibile gettare le basi per un concreto ragionamento sull’ acqua dell’acquedotto del Nera, fornita oggi fino a Pollenza». Parole del Presidente Atac Francesco Mantella e di Sergio Cognigni amministratore delegato della società partecipata del comune di Civitanova che lanciano un appello a tutte le autorità interessate a seguito del convegno organizzato da Montecorriere che ha riaperto la riflessione sull’inquinamento del basso bacino del Chienti. Dopo l’allarme lanciato in questa occasione dal sindaco di Civitanova in merito ai crescenti valori di tetracloroetilene in alcuni pozzo della città  (leggi l’articolo), l’Atac approfondisce e spiega il funzionamento del ciclo integrato dell’acqua. Chiedendo investimenti e finanziamenti per risolvere un problema diventato ormai cronico. 

«Molto si è fatto nel recente passato – spiega Cognigni –  ma situazioni critiche che trovano origine in fatti già oggetto di valutazioni anche da parte di autorità giudiziarie, rischiano di vanificare tutti gli sforzi tecnici e finanziari che la comunità ha impegnato nel corso degli ultimi anni. Occorre ribadire con forza l’assoluta necessità che i reflui scarichi fognari  prodotti dai Comuni di Montecosaro e Morrovalle vadano quanto prima convogliati, tramite collettore fognario, nel depuratore di Civitanova Marche gestito dall’Atac e già pronto a garantirne la loro depurazione. In verità il collettore in questione era già stato realizzato nel quinquennio scorso a cura della Provincia e del Consorzio di Bonifica, ma evidenti errori nell’ esecuzione o nella progettazione ne impediscono, ancora oggi, l’utilizzo».

Sergio Cognigni A.D. Atac

Sergio Cognigni A.D. Atac

Per risolvere questo problema L’A.A.T.O.3 Marche Centro Macerata, autorità del servizio idrico nel territorio in questione, ha provveduto ad inserire nel piano degli investimenti l’opera di riparazione dei tratti del collettore mal eseguiti, affidandone la progettazione all’Atac di Civitanova Marche. «La soluzione tecnica e le modalità per garantire, attraverso il suo intero rifacimento, la piena e doverosa efficienza del collettore fognario, sono state individuate e sono pronte per essere attuate – continuano in una nota – debbono però essere necessariamente reperite disponibilità finanziarie, anche da parte della Regione Marche e magari utilizzando, per il 2014, i fondi per gli “interventi urgenti di salvaguardia, tutela, riqualificazione e valorizzazione ambientale del litorale marittimo”, visto che il tratto di costa dove sfocia il fiume Chienti è parte importante del sistema ambientale e turistico di tutte la Regione e non si capisce perché non si debba far sì che lo specchio d’acqua prospicente Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio possa offrirsi al pari di quello del Conero, con intuibili evidenti benefiche ricadute sul turismo locale che, a breve, si gioverà del prossimo collegamento viario veloce con l’Umbria».

Per quanto riguarda invece la qualità dell’acqua  l’Atac conferma quanto ribadito nel convegno a Montecosaro dal sindaco Corvatta che ha rassicurato in merito alla potabilità: «non c’è alcun pericolo – sostengono –  e il livello di inquinamento è inferiore a quello di vent’anni fa. La depurazione e quindi la potabilizzazione avviene efficacemente a cura del gestore. E’ pur vero che la rete delle acque ereditata dalle passate gestioni, perde oggi una percentuale di acqua convogliata significativa ed è per questo motivo che l’Atac, quindi ogni cittadino civitanovese, deve necessariamente acquistare acqua dal Consorzio del Tennacola per una cifra annua di circa 400.000 euro (mediamente  60 litri/s) con un correlato impegno finanziario rilevantissimo. Questa risorsa pubblica, è ancora oggi ripartita sulla base di un vecchio piano degli anni sessanta che, ormai anacronistico, non tiene conto delle mutate esigenze ed emergenze dei diversi territori.  Va rivisto il quantitativo di quell’acqua destinato a Civitanova Marche, circa 25 litri/sec., penalizzata rispetto a quei comuni meno popolosi che ne avrebbero quasi tre volte tanto (circa 65 litri/sec. a Porto Recanati, e circa 64 litri/sec. a Numana).  Ovviamente l’Atac deve provvedere e sta provvedendo, giorno dopo giorno, a ridurre le perdite, ma è altrettanto ovvio che i fabbisogni vadano riconsiderati alla luce delle nuove e diverse esigenze ed emergenze e tra queste principalmente quella dell’inquinamento del basso bacino del Chienti che obbliga il gestore a sostenere costi ingenti per la depurazione dell’acqua che ben potrebbero essere evitati».



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