Il provvedimento “anti-fracassoni” non piace all’opposizione

SAN SEVERINO - Gilberto Chiodi, Fabio Eusebi, Gabriela Lampa, Giacomo Rastelletti e Romina Cherubini del gruppo Popolo della Libertà contestano l'ordinanza antirumore del sindaco Martini. Nuovo summit in Comune tra Amministrazione e Confcommercio
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Il capogruppo Gilberto Chiodi

Il capogruppo Gilberto Chiodi

Gilberto Chiodi, Fabio Eusebi, Gabriela Lampa, Giacomo Rastelletti e Romina Cherubini del gruppo Popolo della Libertà di San Severino contesta l’ordinanza  del sindaco Martini (leggi l’articolo):

«In merito all’Ordinanza del Sindaco di San Severino n. 47 del 22 agosto 2013 contro il presunto inquinamento acustico provocato dagli operatori economici esercenti attività di somministrazioni e bevande (bar, pub e locali pubblici) informiamo Martini che alle ore 17.00 i mixer per fare musica non sono neanche montati… L’Ordinanza emessa appare assolutamente fuori luogo in quanto non sostenuta da rilevazioni acustiche, condotte con fonometri integratori specifici. L’atto amministrativo è stato completamente rigettato dagli operatori del settore e da tutti i giovani della nostra Città che hanno avviato un tamtam di protesta sui principali social network, quali twitter e facebook. Il provvedimento, carente di motivazioni, appare in linea con la tendenza di una San Severino che gradatamente sta assumendo la qualificante caratteristica di “Città dormitorio”, con coprifuoco musicale ordinato dal Sindaco a partire dalle ore 22.00 di ogni sera. Questo atto è sicuro incentivo per i giovani settempedani a prendere la macchina e dirigersi verso lidi più consoni alle loro esigenze con conseguenti rischi, visto anche il carissimo prezzo di vite che la Città ha già pagato. Il Sindaco non ha compreso la gravità del provvedimento emanato sia sul piano strettamente sociale delle istanze giovanili, sia sul piano economico per le evidenti naturali conseguenze che ricadranno sugli esercizi commerciali seriamente penalizzati. Il provvedimento appare comunque iniquo in quanto non provvede ad una perimetrazione delle aree omogenee del territorio e non si applica alle iniziative del Comune che può tranquillamente derogare, senza alcuna motivazione alle regole che si è autoreferenzialmente attribuito, quindi il rumore del Comune sembra “pesare” di meno di quello emesso dei bar e dei pub. Si invita il Sindaco a annullare l’Ordinanza e a ristabilire regole adeguate per i veri interessi per la collettività.»

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Martini

Cesare Martini

 

Nota del Comune di San Severino:

Nuovo incontro in Municipio dopo l’emissione dell’ordinanza “anti fracassoni” assunta a seguito di una proposta del comandante della Polizia Municipale, tenente Sinobaldo Capaldi, per limitare gli eccessi rumorosi delle feste notturne soprattutto nei week end. Al summit hanno preso parte lo stesso comandante, il sindaco di San Severino, Cesare Martini, ed il presidente della Confcommercio settempedana, Simone Biangi. Alla riunione farà seguito, è stata convocata per le prossime ore, un ulteriore incontro con i titolari di bar e pub cui, nei giorni scorsi, è stato notificato il provvedimento.

 “Come ho già avuto modo di affermare – precisa il sindaco, Cesare Martini – l’ordinanza non limiterà niente e nessuno in quanto è abbastanza elastica, tanto che stiamo discutendo anche della possibilità di concedere una minima proroga negli orari. Ribadisco che stiamo parlando di bar e pub che, proprio per questo, non possono essere scambiati per discoteche. La normativa nazionale è chiara: se non fossimo intervenuti si sarebbe rischiata la chiusura di certe attività. Vorrei ricordare che il provvedimento è stato preso dopo una raccolta di firme presentata al sindaco da chi vive in alcune zone della città e che non ce la fa più ed addirittura a seguito di esposti inoltrati, da singoli e gruppi di cittadini, alla Procura della Repubblica. In certe notti poi le forze dell’ordine si sono viste costrette ad intervenire contro chi disturba la quiete pubblica. Tutti i cittadini per noi hanno eguali diritti e fino ad oggi abbiamo cercato di salvaguardarli nel migliore dei modi assumendo un atteggiamento che è stato più che tollerante. Ora, ovviamente, non passeremo alla tolleranza zero ma, di concerto anche con i proprietari degli esercizi pubblici titolari di licenza di somministrazione di alimenti e bevande, cercheremo di regolarizzare meglio la situazione. Per gran parte di loro, lo ribadisco, non cambierà nulla, come non cambierà nulla in diverse zone della città”.

Il provvedimento in questione invita a svolgere all’esterno dei locali intrattenimenti, “quali attività complementari, occasionali e temporanee, mediante l’utilizzo di strumenti di apparecchiature sonore nelle fasce orarie dalle 17 alle 24, con obbligo di ridurre il volume a partire dalle 22”. Diversa la disposizione per chi utilizzerà amplificatori e casse stereofoniche all’interno di bar, pub ed altro: in questo caso le apparecchiature potranno essere utilizzate fino all’1 di notte. I titolari di pubblici esercizi, in occasione di particolari eventi e circostanze, potranno chiedere al sindaco, ovviamente nel rispetto dei limiti di inquinamento acustico previsti dalla vigente normativa nazionale, una deroga. L’ordinanza non sarà comunque applicata per eventi pubblici organizzati o patrocinati dall’Amministrazione comunale.



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