Lo strazio della mamma di Valeria
“Ha lottato fino all’ultimo
contro la droga”

IL DRAMMA - Anna Castellano ricorda la figlia ("Dolcissima e fragile") e racconta i problemi legati alla dipendenza: "Fino a fine luglio era tornata a vivere con me a Macerata e stava bene. Il fidanzato avrebbe dovuto dirmi che aveva ricominciato"
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valeria machella

Valeria Machella

 

di Gianluca Ginella

“Valeria ci ha provato fino all’ultimo a combattere i suoi problemi interiori, ma non ce l’ha fatta. Era una ragazza dolcissima, era fragile e sono sicura che ha lottato fino all’ultimo per uscirne. Ho pochi dubbi che la causa della morte sia legata alla droga”. Sono le parole di Anna Castellano, la mamma di Valeria Machella, la ragazza di 26 anni originaria di Treia, che ieri è stata trovata senza vita dal fidanzato, nella casa di Porto Recanati dove conviveva con l’uomo (leggi l’articolo). La morte della giovane, che ha sempre vissuto a Macerata e per un periodo a Civitanova, sarebbe legata ad una overdose. Ma solo l’autopsia, che sarà eseguita domani all’ospedale di Civitanova, potrà chiarirlo con certezza. Resta il dolore dei genitori. Della madre che ha sempre seguito la figlia nella sua battaglia per uscire dal mondo della droga. Cosa che la giovane era riuscita anche a fare, dopo essere stata in comunità per circa un anno, fino alla scorsa primavera. “L’anno scorso sembrava rinata, veniva il weekend e mi sembrava di stare con un’altra persona. Parlavamo, mi chiedeva di quando era piccola. Non avevamo mai parlato così. Andavo a prenderla in comunità e andavamo al mare sul Conero e pensavo che era fatta” racconta Anna Castellano. Poi però la ragazza decide di uscire dalla comunità, “l’ho supplicata di non farlo” dice la mamma. E va a vivere con Giacomo Pianelli, un giovane di 35 anni di Ostra che la ragazza ha conosciuto nella comunità. Valeria, comunque, trova anche lavoro in un albergo di Loreto, per la stagione estiva. Nel frattempo “ho cercato di convincerla a tornare a vivere con me a Macerata. E per un periodo lo ha fatto, da fine giugno, fino a fine luglio. E fino a quando è stata con me stava bene. Io la controllavo, la portavo a fare le analisi e non risultava consumasse droga” racconta la mamma. Valeria, però, visto anche il lavoro a Loreto, passato luglio aveva detto di volersi trasferire nuovamente a Porto Recanati, anche per essere più vicina al lavoro. E così ha fatto. “E da quel momento non sono più riuscita a controllarla e ha ricominciato. Il mio errore è stato fidarmi troppo che avesse paura di andare in carcere, visto che aveva una condanna che pendeva, e che per evitarlo ed essere affidata ad una comunità si sarebbe comportata bene” racconta la mamma. Sua figlia, una bella ragazza dagli occhi chiari e delicati, che aveva interpretato la Madonna allo Sferisterio nell’allestimento di Massimo Ranieri della Cavalleria rusticana, nel 2003, aveva cominciato a 18 anni con le droghe. E così è durata anni la battaglia per uscirne. “Io non vivevo più, non vivi mai una vita tranquilla, il pensiero era sempre a mia figlia, anche quando andavo in vacanza, il mio pensiero andava sempre a lei. Uno si sente impotente – continua Anna Castellano –. Dei momenti Valeria sembrava che volesse proprio uscirne, e sono certa che lo voleva. Anche adesso lo voleva. Purtroppo non ce l’ha fatta, non è stata forte. Lei si sentiva legata a certi personaggi, perché ci ha vissuto tanti anni. Si sentiva più a suo agio con queste persone, perché non aveva autostima. Io le dicevo che meritava di più”.

La mamma di Valeria, inoltre, si rivolge anche al fidanzato della figlia: “avrebbe dovuto dirmi che aveva ricominciato con la droga. Avrebbe dovuto chiamarmi per dirmelo, invece non lo ha fatto”. E trova la forza per rivolgere un messaggio a quei genitori che come lei hanno un figlio entrato nel giro della tossicodipendenza. “Dico di parlarci il più possibile con i figli, di cercare di capirli, di capire le loro ansie. Di osservarli di più, capire meglio i comportamenti, gli atteggiamenti”.

Sul dramma di Valeria sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Osimo, che sono in cerca del pusher che, secondo alcuni testimoni proprio ieri avrebbe venduto la dose letale alla ragazza (che lo avrebbe contattato con il cellulare di una sua amica di Macerata). Sulla vicenda la procura di Macerata, competente perché la morte della giovane è avvenuta a Porto Recanati (all’ospedale di Loreto Valeria era arrivata senza vita), ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di morte come conseguenza di altro delitto (la cessione di stupefacente). Le indagini sono coordinate dal pm Claudio Rastrelli.

 



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