Pedalò si rovescia,
muore un sedicenne

Un giovane di Amandola, Riccardo Galiè, era scomparso da ieri notte nelle acque di Lido di Fermo dopo essere uscito in mare insieme a tre amici. Il corpo è stato ripescato questa mattina dai soccorritori
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Riccardo Galiè

Riccardo Galiè

(Ultimo aggiornamento ore 12.55)

Il sedicenne scomparso nella notte durante una gita in pedalò nelle acque al largo di Fermo è stato trovato morto. Il corpo del giovane di Amandola, Riccardo Galiè, è stato ripescato dai soccorritori: era incagliato fra gli scogli, a poca distanza dalla riva. Il ragazzo era finito in acqua dopo che il pedalò si era rovesciato. I tre amici che si trovavano con lui erano riusciti a salvarsi raggiungendo la riva a nuoto.
I genitori di Riccardo, il padre operaio di un mobilificio a Sarnano, la madre titolare di una pizzeria al taglio ad Amandola, non hanno assistito alla scena del ritrovamento del corpo senza vita del figlio. Dopo una notte di ansia trascorsa sulla spiaggia infatti, gli agenti della polizia li avevano convinti ad allontanarsi per qualche ora dal luogo delle ricerche, condotte da mezzi della Capitaneria di porto, dei vigili del fuoco e da un elicottero della guardia di finanza. Sul posto anche il Nucleo sommozzatori della Guardia costiera di San Benedetto del Tronto.

controlli in mare guardia costieraIl cadavere di Riccardo è stato avvistato stamani poco prima delle 11 dai soccorritori della Guardia costiera e dai vigili del fuoco fra le due barriere frangiflutto della costa, circa 700 metri a Sud dal luogo in cui il pedalò, che era privo del tappo di sicurezza, si è ribaltato trascinando in acqua i quattro occupanti.

Il corpo è stato poi raggiunto e portato a riva da cinque subacquei del Distaccamento porto dei vigili del fuoco di Ancona, supportati da una squadra dei vigili del fuoco di Fermo. Dalla scogliera alla spiaggia ci sono solo 60 metri, una distanza che però Riccardo non è riuscito a coprire, nonostante gli amici fossero tornati indietro per aiutarlo.

Sull’incidente indaga il Commissariato di polizia di Fermo, che ha raccolto le prime testimonianze dei superstiti sotto choc, tutti residenti ad Amandola. Ieri notte il mare era leggermente mosso, c’era già vento, lo stesso che ha poi investito tutta la costa facendo numerosi danni, ma non abbastanza da scoraggiare il gruppetto di ragazzi dalla loro uscita notturna. Il pedalò si è ribaltato probabilmente a causa delle onde e avrebbe imbarcato acqua perché privo del tappo di sicurezza. L’incidente è avvenuto a poca distanza dalla riva, poco prima della barriera di scogli.

Secondo le prime testimonianze, pare che Riccardo Galiè non sapesse nuotare. In serata, nell’obitorio di Fermo, ci sarà la ricognizione cadaverica disposta dal magistrato di turno, che solo successivamente deciderà su un’eventuale autopsia.

Il sindaco: “Assurdo buttare la vita così” – Dopo la tragica fine di Riccardo, è intervenuto il sindaco di Amandola Giulio Saccuti, che ha commentato: “Non si può buttare la vita così…”. La famiglia di Riccardo, dice, “è molto conosciuta ad Amandola: abbiamo condiviso la loro ansia e ora siamo vicini al padre e alla madre del ragazzo, per questa tragedia che colpisce l’intera comunità”.

In paese intanto aumentano anche gli interrogativi: come hanno fatto i quattro sedicenni a raggiungere la spiaggia di Lido di Fermo e ad allontanarsi in mare in piena notte?

Qualcuno sostiene che sono saliti su un pullman, altri pensano che ad accompagnarli in auto siano stati uno o più maggiorenni, e che il gruppo si sia poi diviso. Nessuno avrebbe dissuaso i quattro amici dalla loro bravata ai limiti dell’incoscienza. Le indagini dovranno accertare anche se i ragazzi si siano messi in acqua con il pedalò privo del tappo di sicurezza, che molti bagnini tolgono prima di chiudere gli stabilimenti per la notte, proprio per evitare pericolosi viaggi notturni.

 

 



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