Crisi senza freni in provincia
Sale la Cig, sempre meno imprese attive

Preoccupanti i dati pubblicati da Camera di Commercio relativi al mese di luglio. Dall'inizio 2011 perse nel maceratese più di 1200 attività, 85 solo nell'ultimo mese. E anche il ricorso alla cassa integrazione non sembra arrestarsi, mentre il resto del Paese comincia a respirare
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L'andamento della Cassa Integrazione in Italia, nelle Marche e in Provincia di Macerata (Fonte: Camera di Commercio)

L’andamento della Cassa Integrazione in Italia, nelle Marche e in Provincia di Macerata (Fonte: Camera di Commercio)

 

di Marco Ricci

Nel mese di luglio aumentano le ore di cassa integrazione nella provincia di Macerata  e prosegue la discesa libera del numero di imprese attive che dal 2011 sta colpendo il territorio. Questo secondo i dati resi pubblici dalla Camera di Commercio di Macerata su base Inps e Registro delle imprese, dati che non presentano granché per essere ottimisti. Uno scenario difficile che non differisce da quello regionale, anch’esso in linea tendenziale peggiore del panorama nazionale. Se nel complesso del Paese  si assiste infatti ad un certo assestamento sia delle ore di cassa integrazione che del numero delle imprese attive, con trend addirittura positivi, nelle Marche e in provincia di Macerata la crisi economica sta facendo ancora il suo corso. Avvertita presumibilmente a scoppio ritardato ed incidendo su un sistema produttivo arretrato, lo scenario economico negativo sta colpendo in modo ancora più forte di quanto abbia fatto nel complesso del sistema Italia, come già avevano messo in luce pochi mesi fa (leggi qui) i dati di Banca d’Italia sull’economia regionale. Se dunque a livello nazionale la congiuntura morde il freno per quanto riguarda la cassa integrazione e il numero di imprese, in provincia e nelle Marche il piede non è ancora neppure sulla frizione.

Andamento della Cassa Integrazione in Provincia di Macerata: nel complesso, nell'edilizia e nel commercio (Fonte: Camera di Commercio)

Andamento della Cassa Integrazione in Provincia di Macerata: nel complesso, nell’edilizia e nel commercio (Fonte: Camera di Commercio)

Così se a giugno le ore di cassa integrazione sono state poco meno di 500.000, a luglio sono salite a più di 600.000, con un aumento di quasi il 50% rispetto allo stesso mese del 2012. Sono state 242.000 le ore di Cig nell’industria,  quasi 210.000 nell’artigianato, più di 84.000 nel commercio e oltre 67.000 nel settore dell’edilizia. E sebbene gli andamenti mensili non mostrino un’esatta corrispondenza annuale, è nel complesso evidente il  loro trend di cresita. Questo al contrario della stabilizzazione prima e della lentissima decrescita delle ore di cassa integrazione nel resto del Paese.  Particolarmente rilevante il numero di ore di Cig nell’edilizia, sia rispetto ai primi mesi di quest’anno che rispetto allo stesso periodo del 2012. Se a luglio 2012 le ore erano poco più di 40.000, a luglio del 2013 sono salite ad oltre 67.000. Di nuovo un andamento negativo in controtendenza con lo scenario nazionale dove – dopo una impennata di ore di lavoro perse dal settore edilizio nella primavera 2013 – il ricorso alla cassa integrazione appare negli ultimi mesi costantemente in discesa. Più complessa la lettura dei dati per il commercio, i cui numeri stanno peggiorando rispetto al 2012, nonostante un inizio d’anno apparentemente confortante.

Andamento del numero delle imprese attive in Italia, nelle Marche e in Provincia di Macerata (Fonte: Camera di Commercio)

Andamento del numero delle imprese attive in Italia, nelle Marche e in Provincia di Macerata (Fonte: Camera di Commercio)

E non si ferma neppure il crollo del numero delle imprese in provincia di Macerata. Dopo il lievissimo recupero di maggio e giugno, a luglio sono state di nuovo perse altre 85 imprese. Quelle attive al 31 di luglio  sono risultate essere infatti 35842,  una perdita secca di circa 1200 attività in tre anni. Particolarmente significativo è di nuovo il raffronto con il dato regionale e nazionale. Se nelle Marche e in Italia le prime avvisaglie di crisi economica sono giunte nel 2008,  in provincia di Macerata il colpo si è cominciato ad avvertire solo all’inizio del 2011, poco più di un anno e mezzo fa. E se in Italia, nel complesso, la crisi economica ha prodotto una costante ma lenta diminuzione del numero delle imprese, nelle Marche e nella provincia l’andamento è ben peggiore. Non per niente la nostra regione, secondo i dati di Bankitalia, ha perso negli ultimi cinque anni quasi il doppio del Pil rispetto alla media italiana.

Un andamento dell’economia che quindi non promette niente di buono. Né sul versante del lavoro né su quello delle imprese. Una stagione nera i cui effetti anche sociali stanno venendo pienamente alla luce solo negli ultimi due anni, senza che i dati rilevino una prospettiva imminente di uscita dal tunnel. La nostra economia, va sottolineato, nello scenario complessivo di una crisi globale ne sta vivendo una completamente propria e strutturale.  A causa di un sistema economico maceratese e marchigiano che presta il fianco alla scarsa innovazione e ad un mondo produttivo non più al passo con i tempi.



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