Il primato dell’ospedale di San Severino

“Bartolomeo Eustachio” primo in Italia per basso tasso di mortalità per ictus. Il vice sindaco Felicioli: “Un primato di cui si deve tener conto”
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Felicioli

Vinvcenzo Felicioli

 

Il “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche al primo posto nello studio sullo stato di salute degli ospedali italiani redatto dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, e dal ministero della Salute. La notizia, che conferma un primato molto positivo già registrato negli scorsi anni, è stata ripresa anche da  media nazionali ed è stata commentata con grandissima soddisfazione dagli operatori e dagli amministratori settempedani. Per il vice sindaco ed assessore alla Salute, Vincenzo Felicioli, si tratta di “una promozione a pieni voti del nostro ospedale. Una promozione meritata che ci inorgoglisce e che, qualora ve ne fosse bisogno, sottolinea ancora una volta l’altissima professionalità del “Bartolomeo Eustachio”. Il primo posto, che fa riferimento al bassissimo indice di mortalità a 30 giorni dal ricovero per ictus, premia sicuramente il lavoro dell’equipe del collega Giovanni Pierandrei ma anche quello dell’intera struttura. Da assessore alla Salute mi auguro che ora, nel riformare e ristrutturare l’intera rete ospedaliera provinciale e regionale, si tenga conto di questi importantissimi risultati conseguiti a livello nazionale”. Quello del nosocomio di San Severino è un vero e proprio primato, unico nelle Marche insieme solo all’ospedale civile “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto che vanta il più basso tasso di mortalità nei primi trenta giorni successivi al ricovero in questo caso per infarto del miocardio acuto. Nello stesso periodo preso in esame dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari e dal ministero della Salute, trenta giorni dal ricovero appunto, il rischio di morte a seguito di ictus a San Severino è di appena l’1,48% contro l’1,60 del Fatebenefratelli di Roma e del Cascini di Belvedere Marittimo, in Calabria, o dell’1,73% dell’ospedale aziendale di Merano, del 2,06% dell’ospedale Santa Maria del Carmine di Roverento, in Trentino, del 2,39% dell’ospedale di Modena, del 2,67% di quello di Città della Pieve, in Umbria, del 3,05% di quello di Guastalla in Emilia Romagna, del 3,07% dell’ospedale Sacco di Milano e del 4,60% del nosocomio Pierangeli di Pescara, in Abruzzo.

L'ospedale di San Severino

L’ospedale di San Severino



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