Lavori sbagliati in centro storico, chiesto il risarcimento

MONTE SAN GIUSTO - Durante l'esecuzione sono stati usati materiali diversi e modalità di collocamento difformi
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Il sindaco di Monte San Giusto Mario Lattanzi

Nota del Comune di Monte San Giusto:

Dopo vari tentativi di risolvere il problema della pavimentazione del centro storico di Monte San Giusto per vie per così dire bonarie, senza tanto rumore e polemiche ma con la collaborazione della ditta esecutrice dei lavori, l’Amministrazione comunale, visti i vani tentativi ha deciso di adire le vie legali per porre fine una volta per tutte alla spinosa questione. Come molti sanno, la seconda Amministrazione Lattanzi (1999-2004) aveva ottenuto finanziamenti (circa un milione e mezzo di euro) per il completamento del complesso di Sant’Agostino destinato ad edilizia popolare e per il rifacimento della pavimentazione del centro storico. La progettazione del rifacimento del sistema fognario e della pavimentazione della piazza e di alcune vie del centro storico era stata affidata allo Iacp di Macerata. L’Amministrazione Lattanzi, alla sua scadenza l’aveva lasciata nella fase definitiva. Quella progettazione stabiliva in modo chiaro ed inequivocabile, in accordo con i tecnici dello Iacp e la Soprintendenza, la tipologia del materiale (arenaria nazionale) e le modalità di collocazione, non difformi da quelle utilizzate per la ripavimentazione di buona parte di Via Vittorio Emanuele, la circonvallazione interna. Cosa sia successo in seguito è difficile capirlo. Sta di fatto che nel progetto esecutivo approvato dalla Giunta Bordoni, all’ arenaria nazionale veniva sostituita quella indiana il cui costo per altro è di molto inferiore alla prima, e quanto alle modalità di collocamento le stesse non sono apparse idonee alla posa in opera del nuovo materiale. Conseguenze: un lavoro assurdo ed una piazza inguardabile. A nulla sono valsi i tentativi della ditta che ha realizzato i lavori di porre qualche rimedio ed a nulla servono i continui interventi degli operai del Comune. E’ presto detto: nel giro di pochi anni quella pavimentazione andrà completamente rifatta. Ma a questo punto, dopo gli inutili tentativi di risolvere la questione per vie bonarie e senza sollevare polemiche di sorta, è bene chiarire le responsabilità di questo obbrobrio. I protagonisti di questa squallida vicenda si rimpallano le responsabilità. L’attuale amministrazione comunale, a scanso di equivoci e nell’interesse comune, chiederà a tutti conto di quanto avvenuto e dello scempio che è stato fatto del centro storico.  E così l’Ingegner Iole Folchi Vici, responsabile  dei lavori pubblici, ha, in data 31 luglio, inviato una nota di addebito per vizi e difetti nell’esecuzione dell’opera, ai sensi dell’art. 1669 del Codice civile, alla Ditta esecutrice dei lavori, al R.U.P., al Direttore dei lavori e all’Ispettore di Cantiere. Lo stesso responsabile dei Llpp comunica che l’Ente provvederà alla nomina di un legale per attivare le procedure di legge. E’ bene chiarire che la lettera perentoria di cui sopra fa seguito ad altre note indirizzate in particolare alla Ditta esecutrice dei lavori contenenti rilievi ed addebiti che sono in sostanza rimaste inevase. A seguito delle valutazioni tecniche nel merito, l’Amministrazione comunale  chiederà il dovuto e congruo  risarcimento per lavori mal eseguiti e per il mancato controllo nel momento della posa in opera.



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