Le grane della Maceratese, dai gironi al reparto offensivo

IN PUNTA DI SPILLO - La Tardella non vuole dividere le marchigiane e finire nel girone meridionale, come auspicato invece dall'Ancona. Per completare l'attacco serve una punta di categoria superiore
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Simone Cavaliere, nuovo acquisto della Maceratese per l'attacco

Simone Cavaliere, nuovo acquisto della Maceratese per l’attacco

di Enrico Maria Scattolini

La Tardella  proprio non ci sta! A subire passivamente il rinnovato tentativo dell’Ancona di spezzare a metà il nutrito  lotto di marchigiane che parteciperanno al prossimo Campionato Nazionale Dilettanti; a rinunciare alla sua  conclamata opposizione alla presenza nel medesimo dell’Astrea; infine a schierare ai nastri di partenza una Maceratese con le punte… spuntate. Ma è un’impresa difficile. Perché lotta da sola ,come un’eroina ottocentesca, nelle prime due situazioni; e nella terza, in cui  evidentemente non ha bisogno di supporti, deve fare i conti con un budget che non consente voli pindarici e che lei, per prima, è tenuta a rispettare.
Incomincio proprio da quest’ultimo travaglio interno. Cicchi e Di Fabio hanno ricostruito una squadra,orba dei transfughi  Capparuccia e Carboni,del pensionato Luisi e dell’inestimabile Melchiorri ,che sembra solida in difesa con l’arrivo di Santini e (prossimo) di quel Mania molto ammirato l’anno scorso proprio con l’Astrea. Abbondante a centrocampo con Ruffini, Ionni, Lattanzi,Perfetti Borrelli, Romanski, Marcatili ed il… “guardiano del faro” Belkaid. Ma piuttosto anemica in attacco per i soli rinforzi di Cavaliere e Gizzi,che hanno timbrato nella precedente stagione tre gol a testa (due su altrettanti calci di rigore, il primo).

Il presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella

Il presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella

Mariella pubblicamente mantiene un doveroso silenzio.Ma in privato sembra che abbia espresso il suo disappunto allo staff tecnico,ottenendo individualmente dall’allenatore un attestato di fiducia sulle capacità e la gran voglia di riscatto di Cavaliere, e collegialmente l’impegno a tener d’occhio il mercato per l’ingaggio di un fromboliere di nome proveniente dalle categorie superiori. Operazione però da realizzare  con un pizzico di pazienza, cioè a tempo debito, quando il mercato si acquieterà per la sovrabbondanza di offerta sulla domanda causata dalle dismissioni in atto dalla Prima e Seconda Divisione. C‘è da stare certi che la dottoressa Tardella sarà lì a controllare e verificare! La Presidentessa dovrà invece agire in fretta se vorrà evitare di vedere la Maceratese e le altre squadre delle Marche “spurie” disputare il prossimo torneo relegate in un girone  prevalentemente meridionale (come quelli di una volta), e quindi allargato anche alle pugliesi. Rischio inevitabile se riuscisse il progetto dell’Ancona di migrare nel raggruppamento romagnolo-emiliano, di sicuro  insieme al Fano ed alla Vis Pesaro e probabilmente allo Jesi. Non è la prima volta che il club dorico azzarda simile prova di forza. Perfino comprensibile in passato, perché mirata ad  evitare di scornarsi e di subire contro la Sambenedettese,come poi è puntualmente accaduto. Molto meno ora: i rossoblù non ci sono più e poi, almeno sulla carta (e questo potrebbe essere il vero problema), la squadra di Cornacchini sembra aver già vinto il campionato. Eppure i dorici insistono ancora, disposti a rinunciare “ai quattrini dei derbies a beneficio della tranquillità”. Come una volta ebbe a confessare Marinelli. Idee uguali a quelle della Tardella , e perciò diametralmente opposte, dovrebbero invece avere i vertici dello Jesi (?), Civitanovese, Fermana F.C. e Matelica, le cui società, ai minori incassi, aggiungerebbero sovrapprezzo di lunghe e costose trasferte. Al contrario tutto tace, salvo la voce della nostra Mariella. Che però, per quanto squillante, temo sia  troppo isolata per sfiorare il “Palazzo”. Ma, per lei, il  vero boccone avvelenato rimane quello dell’Astrea, la squadra della Polizia Penitenziaria romana al centro di una tormentata querelle che risale all’incontro di andata con la Maceratese e poi ribadita in quello di ritorno. Con sviluppi,di riflesso alla  seconda circostanza, ancora in itinere con il rischio di un Daspo sollecitato a carico della Tardella da parte dei laziali e tuttora in fase istruttoria presso la Questura di Roma, e  con la minaccia di quest’ultima di adire le vie legali nei confronti di un paio di dirigenti dell’Astrea. Nell’ attesa, Mariella ha pubblicamente confermato di recente,punto per punto, quanto già dichiarato al mio microfono a Casal del Marmo. In particolare la sua critica al regolamento calcistico che consente al club capitolino di partecipare al campionato con organici robusti ma  praticamente ancora a carico dei contribuenti nonostante il perdurare della crisi economico-finanziaria del nostro Paese. Non esiste un collega/presidente che non sia d’accordo con lei; tuttavia  non c’è ombra di alcuno disposto ad appoggiarla. La Tardella, per niente intimorita, ha addirittura rincarato, lanciando il seguente messaggio: “Se l’Astrea continuerà a giocare nel girone dei biancorossi, io manderò in campo la formazione juniores nei due confronti diretti”. Una buona idea, ma ad alto costo. Perché, al momento della verità, i sei punti in palio potrebbero contare per la classifica. Soprattutto se si tratterà,come auspicabile, di… alta classifica.



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