Il consiglio di Squinzi ai maceratesi
“Pubblicizzate le vostre bellezze”

ABBADIA DI FIASTRA - Il presidente nazionale di Confindustria è intervenuto all'assemblea provinciale dell'Associazione degli industriali: "L'occupazione riprenderà solo con una crescita del 2-3%". Il neo eletto eletto Giovanni Clementoni invita a "Combattare la crisi delle idee con formazione tecnica ma anche umanistica e trovare i mezzi e gli spazi per integrare nelle aziende le nuove generazioni" . L'assessore regionale Sara Giannini: "Necessario un colpo di elettroshock"
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Alcuni degli studenti della Fondazione Its intervenuti oggi al convegno.

 

di Marco Ricci

“Capitale umano, capitale del futuro”,  l’argomento in discussione nella mattinata di oggi presso la sala convegni dell’Abbadia di Fiastra, uno spazio rimasto gremito fino all’ora di pranzo di imprenditori e autorità per l’iniziativa organizzata da Confindustria Macerata e dove tra l’altro ha fatto la sua prima apparizione pubblica il neo presidente provinciale dell’associazione, Giovanni Clementoni. E se l’invitato più atteso era senza dubbio il Presidente Nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi che con il suo intervento concluderà i lavori, è doveroso nello spirito dell’iniziativa segnalare la presenza tra il pubblico di una decina di studenti di Recanati e Fermo della Fondazione Its, l’istituzione partecipata tra gli altri da Confindustria e dalla Provincia di Macerata oltre che da aziende di rilievo del territorio. Accompagnati dal coordinatore didattico Rodolfo Mogetta, i giovani partecipanti ai master dell’Istituto Tecnico Superiore hanno avuto oggi l’occasione di incontrare gli imprenditori locali e di ascoltare nelle parole degli intervenuti le problematiche e gli sviluppi futuri legati al mondo dell’impresa. Un’istituzione – l’Its – fortemente voluta dagli imprenditori proprio per colmare la distanza spesso esistente tra preparazione universitaria e mondo effettivo del lavoro, una distanza di cui più volte oggi sentiremo parlare i relatori.

Confindustria_Assemblea_Generale_2013 (2)Se il fulcro degli interventi verteranno sul capitale umano, sulla creatività, sull’esigenza di trasmettere competenze da una generazione all’altra e sul ruolo della formazione nella crescita delle imprese e degli individui, ad anticipare i lavori i saluti del Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi e del Presidente della Provincia Antonio Pettinari. Proprio il Presidente Pettinari – davanti ai cenni di assenso di Giorgio Squinzi – lancerà per l’ennesima volta gli strali contro il patto di stabilità. “Mi vergogno di rispondere ai cittadini dicendo che non possiamo più mantenere le strade e dare decoro alle scuole che sono la palestra dei giovani” – ha enfatizzato – “Ed è inaccettabile che gli enti virtuosi siano penalizzati dai tagli del governo. Abbiamo i soldi e i progetti già pronti ma non possiamo impiegare le nostre risorse. E’ una rabbia che noi sentiamo. La Provincia chiede solo di fare con i nostri soldi quello che una volta la solidarietà dello stato faceva per noi”, un chiaro accenno alle emergenze e ai danni provocati dall’alluvione e dalle nevicate eccezionali degli inverni passati. Il Presidente Pettinari, prima di dare spazio a Giovanni Clementoni, ha rimarcato il forte valore che il lavoro ha sempre rappresentato per i maceratesi, lasciando il palco non prima di aver rivolto a Giorgio Squinzi una domanda retorica fortemente impregnata di orgoglio maceratese. “Ha visto come è bella la nostra terra, Presidente? E’ frutto del lavoro e della fatica di uomini e donne”, ha concluso proprio accennando con la mano alla bellezza dell’Abbadia di Fiastra e del suo contorno di verde e colline.

Il nuovo Presidente di Confindustria Macerata, Giovanni Clementoni.

Il nuovo Presidente di Confindustria Macerata, Giovanni Clementoni.

Un intervento quello di Giovanni Clementoni – il primo pubblico della sua elezione ai vertici di Confindustria Macerata – che se nella prima parte è rivolto tutto verso i colleghi imprenditori e verso l’associazione di categoria, nel seguito si è allargato verso la società, la formazione e i giovani, a cominciare dalla necessità da parte delle pubbliche amministrazioni di assumere a modello le imprese. “Non solo per ottimizzare i costi e le risorse ma senza dubbio per aumentare l’efficienza. Nessuna impresa” – ha puntualizzato Clementoni – “riduce i costi a scapito della propria dell’efficienza.” Un ruolo dunque, quello degli imprenditoria e di Confindustria, che secondo Clementoni deve fungere sia da modello che da strumento a servizio delle pubbliche amministrazioni e della formazione, dove “è necessario ridurre quel divario esistente tra conoscenza teorica e pratica reale del lavoro.” Poi il Presidente di Confindustria Macerata, prima di invitare le aziende “a trovare i mezzi e gli spazi per integrare al loro interno le nuove generazioni” e di chiudere il suo intervento, toccherà un punto di assoluta novità, parole in passato molto poco udite all’interno della nostra provincia e dal nostro mondo imprenditoriale. Ovvero preparazione umanistica e idee. Un passaggio questo né banale né affatto scontato. Perché se da una parte Clementoni enfatizza l’urgenza di una competenza mirata al lavoro d’impresa, dall’altra rivaluta – verrebbe da dire finalmente – “il bagaglio umanistico fondamentale per chi vuole occuparsi di prodotto e di impresa.” Rivolgendo in particolare l’attenzione ai nuovi media, il Presidente ha rimarcato le elevate possibilità offerte dal settore “per uomini e donne con elevati livelli di creatività e di cultura, non solo per i tecnici informatici”, rimarcando ancora una volta la “crisi delle idee” in cui attualmente viviamo, nonché  l’assoluta importanza delle idee per le imprese e per la creazione di nuovi prodotti. Se ci riflettiamo – in effetti – cosa è in fin dei conti un’Iphone? Inizialmente soltanto un’idea.

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Luciano Calza, Sara Giannini e Marco Vegeat

Prima dell’intervento conclusivo del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, sul palco si sono alternati il Direttore Generale di Istao Luciano Calza, l’Amministratore Delegato di Summit e Vice Presidente di Asfor Marco Vergeat ed infine l’Assessore Regionale all’Industria Sara Giannini. Tre interventi di profilo diverso, con l’apertura di Luciano Calza che ha sottolineato le responsabilità complessive del sistema in questo momento di crisi. “Non è solo colpa della banche. Ma anche delle piccole imprese, delle aziende, in parte anche delle istituzioni. E’ tutto questo che infine schiaccia l’uomo comune.” Quell’uomo comune che – in una diapositiva apparsa alle spalle dei relatori – è simbolicamente ritratto nell’atto di tirare con una fune una nave incagliata tra i ghiacci e le nevi. E se per uscire da questa stagnazione Marco Vergeat punterà il dito sulle responsabilità e sull’importanza delle figure apicali delle aziende, il Direttore di Istao si soffermerà su tre concetti principali: l’ecosistema di riferimento, cioè la società, la passione e la cultura dell’individuo, le reali necessità delle aziende. Tre ambiti di riferimento che “da qui a quindici anni” – secondo proprio le parole di Luciano Calza – “imporranno la conoscenza della lingua inglese, il saper comunicare in tutti i sensi con soggetti diversi, l’intercultura, la necessità e il dovere di passare le competenze da una generazione all’altra, la capacità di leadership e infine l’etica imprenditoriale. Non solo profitto” – ha concluso – “ma anche valori”.

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Sara Giannini, Giorgio Squizi e Giovanni Clementoni

 

L’intervento dell’Assessora Regionale Giannini è stato ovviamente più incentrato sulla Regione Marche e su un discorso politico complessivo che vede oggi “l’Italia senza una politica industriale. Abbiamo chiesto a tutti i tre ministri che si sono alternati al Governo in questi anni di ragionare insieme su un progetto complessivo, su quali settori è necessario investire, dove è necessario riconvertire e verso dove. Se non c’è un disegno ogni intervento – anche il migliore – rischia di essere uno spot”. La Giannini, come in precedenza il Presidente Pettinari, ha puntato l’indice contro il patto di stabilità, ricordando l’intervento di 38 milioni di euro della Regione Marche nel trasferire risorse alle Provincie e ai comuni. Per il futuro invece, “rendendosi conto che non tutte le aziende sono in grado di internazionalizzare”, l’Assessora ha ricordato il bando regionale in via di definizione “per incentivare la promozione in loco”, auspicando “il ritorno di tutta la filiera produttiva in Italia.” A questo proposito, sempre la Giannini, ha spiegato come a suo parere, nella situazione attuale del paese, sia “necessario un colpo di elettroshock. Preferibile una scarica elettrica” – ha concluso il suo intervento – “piuttosto che morire d’inedia.”

Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi assieme al Giovanni Clementoni e al Presidente della Provincia Antonio Pettinari.

Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi assieme al Giovanni Clementoni e al Presidente della Provincia Antonio Pettinari.

E’ indubbio che Giorgio Squinzi, l’attuale Presidente di Confindustria, si trovi a suo agio nella nostra provincia. Non solo per quelle bellezze culturali e paesaggistiche che ha invitato i presenti a valorizzare, ma anche per la propria storia e per quella della propria impresa, la Mapei, un colosso ormai a tutti gli effetti internazionale con oltre ottomila dipendenti. “Mio padre era un corridore ciclistico” – ha raccontato in tono molto informale – “e venne assunto dal patron della sua squadra per permettergli di poter mantenersi e allenarsi.” Dopo pochi anni, nel 1937, il corridore Rodolfo Squinzi si metterà in proprio dando vita alla Mapei, azienda retta oggi dal figlio Giorgio insieme ai nipoti del fondatore. Una storia non dissimile dunque da quella di molti imprenditori della nostra provincia ma che ha ottenuto il proprio successo “basandosi su tre pilastri: specializzazione, internazionalizzazione, ricerca e innovazione. Anche noi” – è quindi passato alla nostra imprenditoria – “siamo il tipico esempio di un impresa familiare che è molto diffuso qui nelle Marche e che considera di grande importanza il capitale umano.” Un po’ rammaricato ripensando ai tempi in cui conosceva ogni suo collaboratore, il Presidente Squinzi ha sottolineato l’importanza dell’apprendistato “mai stato davvero al centro dei confronti sociali” e i passi avanti che in questo campo Confindustria stava facendo assieme alla Ministra Fornero di cui – in tono più scherzoso che altro – il Presidente ancora definisce come una “boiata” la riforma del mercato del lavoro.

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Giorgio Squinzi con il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi

Venendo ai giovani e alla formazione, Squinzi ha rimarcato la qualità della nostra istruzione, in particolare di quella scientifica, lamentando però il basso numero di laureati in Italia e la mancanza complessiva di un indirizzo che sappia coniugare formazione con lavoro. In merito al futuro, Squinzi ha affermato che “una ripresa dello 0,3 per cento non sarà mai in grado di creare posti di lavoro. Per creare occupazione bisognerà crescere di un 2-3 per cento e per far questo abbiamo bisogno in primo luogo di semplificazione normativa-burocratica.” E dopo una battuta sul ciclismo, su quel “mondo che la Mapei ha abbandonato per colpa del doping”, il Presidente di Confindustria saluta la sala convegni, terminando un incontro che ha lasciato agli ascoltatori tre concetti rivolti al futuro: formazione mirata, passione e idee. Ma anche orecchie – ci permettiamo l’invito – che le idee le sappiano ascoltare.

 

(foto di Guido Picchio e Lucrezia Benfatto)

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Giorgio Squinzi con la famiglia Clementoni

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