Tares, che stangata!
Aumenti fino al 717% in un anno

L'ALLARME - Famiglie numerose penalizzate dai nuovi coefficienti, che non tengono nemmeno conto dell'alta percentuale di raccolta differenziata esistente in provincia. Piangono le scuole per l'infanzia, ridono le banche. I sindaci protestano in Prefettura
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L'assessore provinciale al bilancio, Giorgio Palombini, insieme ad alcuni dei sindaci presenti in Prefettura

L’assessore provinciale al bilancio, Giorgio Palombini, insieme ad alcuni dei sindaci presenti in Prefettura

Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati

Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati

di Filippo Ciccarelli

“Siamo stanchi di fare gli esattori per conto dello stato e di dover chiedere sempre più soldi ai nostri cittadini, quando allo stesso tempo ci viene impedito di investire e offrire nuovi servizi”. Parole del sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali, che parla in rappresentanza di tutti i suoi colleghi ricevuti questa mattina a Macerata dal prefetto Pietro Giardina. Al centro dell’attenzione della politica la Tares, nuova tassa sui rifiuti, che sarebbe dovuta partire da gennaio 2013, ma sta slittando di mese in mese. Gli aumenti rispetto alla Tarsu, imposta che la Tares va a sostituire, sono vertiginosi. “Le cifre che elenco sono relative al mio comune, Montecosaro, ma confrontandoci con gli altri sindaci abbiamo visto che più o meno la situazione è identica per tutta la provincia” spiega Cardinali. Viene fuori che una famiglia con 2 componenti pagherà fino al 106% in più, una con 3 fino al 72%, con 4 dal 91 al 130% di maggiorazione. Tassa più che raddoppiata per famiglie con 5 componenti in uno stesso appartamento (102%) e 6 persone o più (116%). Ma la stangata peserà ancor di più su chi ha un’attività: a Montecosaro un ristorante può arrivare a pagare il 350% in più rispetto a quanto versato nel 2012, un bar il 238%, un negozio di alimentari il 180%. E se banche e uffici postali

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

beneficiano addirittura di una riduzione (-40%), la scuola materna di Montecosaro gestita dalla parrocchia dovrà fare i conto con una tassa 7 volte più pesante rispetto alla Tarsu (+717%).
Coefficienti e aliquote Tares sono un affare nazionale, e la legge non tiene conto nemmeno della virtuosità dei territori. La provincia di Macerata è al 71% di raccolta differenziata, valore che rappresenta un’eccellenza rispetto alla media nazionale. Eppure i maceratesi dovranno sborsare più soldi, al pari dei cittadini residenti in altre zone d’Italia, molto meno attente alla raccolta differenziata dei rifiuti. La Tares prevede una maggiorazione di 30 centesimi al metro quadro (tutti incassati dallo stato centrale) e anche che i Comuni debbano coprire al 100% sia le spese di gestione (costi che fino ad oggi sono stati condivisi) che le spese per i servizi (una novità prevista dalla nuova legge).
I sindaci chiedono dunque una rimodulazione dei coefficienti della Tares, ma anche che la politica si faccia carico di questo problema: con il rinvio di Imu, Iva e ora della Tares, il rischio è che a fine anno i cittadini debbano pagare una cifra insormontabile per il bilancio familiare. Oltre al danno di pagare di più, anche la beffa di non avere in cambio servizi migliori. “Nel 2008 Montecosaro incassava, da Ici e Tarsu, 1.28 milioni di euro. Nel 2013 dovremmo incassare 3

Stefano Cardinali, sindaco di Montecosaro

Stefano Cardinali, sindaco di Montecosaro

milioni da Imu e Tares. Sono 1.7 milioni in più: ma lo stato ne prende 1.4, a noi rimarrebbero 300 mila euro” conclude Cardinali.
“A Loro Piceno temo che molte attività preferiscano chiudere, invece di pagare questi aumenti – afferma il sindaco Daniele Piatti – ci sono locali commerciali che a norma di legge dovrebbero passare da 2 mila  a 9 mila euro, un altro addirittura da 4 a 20 mila”. Gli fa eco il collega Cesare Martini, primo cittadino di San Severino: “Non c’è coscienza di quello che sta avvenendo. Siamo al capezzale dei nostri cittadini, non abbiamo più i mezzi per rispondere alle loro esigenze. Un dato per far capire la situazione? I tributi pro capite sono aumentati da 280 a 560 euro a cittadino nel mio comune, mentre i trasferimenti dallo stato sono crollati da 260 a 16 euro!”.  Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati, punta il dito contro i parlamentari: “I nostri enti hanno dimostrato di saper essere virtuosi e fare i tagli eliminando le spese superflue. Ma con questa Tares la famiglia tipo paga il doppio: perché la politica nazionale, che a parole vuole tutelarla, poi adotta questi provvedimenti?”.
Il confronto tra i sindaci della provincia e il prefetto è durato circa due ore. Giardina si è impegnato a portare avanti le istanze di un territorio che, nonostante sia un esempio per tante altre realtà italiane nella gestione dei rifiuti, si trova ad essere ancora penalizzato da tagli ai servizi e maggiorazioni dei costi da pagare.

(Foto Lucrezia Benfatto)

 

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Il commento del Senatore Mario Morgoni (Pd):

“Quello della efficace gestione dei rifiuti è uno dei settori sul quale si gioca la credibilità delle istituzioni e anche della politica, specie in alcune aree del Paese. L’introduzione della Tares con gli oneri aggiuntivi che comporta per  cittadini è inaccettabile, tanto più perché questi oneri sono completamente svincolati dagli impegni e dai risultati in materia di raccolta differenziata. In materia ambientale e in particolare di gestione dei rifiuti e di raccolta differenziata si parla sempre di incentivare i comportamenti virtuosi, ciò che è stato sempre annunciato, di fatto mai realizzato ed oggi palesemente contraddetto dalla Tares. Nella nostra Regione, nuclei famigliari numerosi, istituzioni scolastiche, imprese residenti in Comuni virtuosi, con alte performance in materia di raccolta differenziata, lamentano aumenti esorbitanti della Tares. Si tratta di una vicenda inaccettabile, sulla quale è necessario intervenire al più presto”.

Daniele Piatti, sindaco di Loro Piceno (a sinistra) ed Eraldo Mosconi, sindaco di Sant'Angelo in Pontano

Daniele Piatti, sindaco di Loro Piceno (a sinistra) ed Eraldo Mosconi, sindaco di Sant’Angelo in Pontano

 



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