Sciopero di otto ore alla Antonio Merloni
MATELICA - I sindacati definiscono "scellerate le intenzioni dell’azienda riferite ad un ridimensionamento del gruppo che impedirebbe di fatto ogni prospettiva di sviluppo e di rilancio"
di Monia Orazi
Otto ore di sciopero sono state proclamate oggi presso lo stabilimento Antonio Merloni Cylinders Ghergo Group di Matelica (ex Cylinders e Tanks della Antonio Merloni), che produce serbatoi per Gpl, acquisito dal gruppo Ghergo nel 2008, che insieme allo stabilimento di Sassoferrato impiega circa 260 persone. La Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm della Uil, unitamente alle Rsu aziendali degli stabilimenti Amcgg di Costacciaro, Matelica e Sassoferrato hanno proclamato la protesta “rispetto alle intenzioni scellerate che l’azienda ha comunicato al tavolo del 13 maggio, riferite ad un ridimensionamento del gruppo che impedirebbe di fatto ogni prospettiva di sviluppo e di rilancio, mentre l’azienda stessa ha confermato che questo settore può comunque avere delle nuove opportunità, per contrastare l’ulteriore disagio sociale in territori già colpiti da crisi profonde”, come si legge in una nota delle organizzazione sindacali. E’ stata messa in atto una protesta pacifica di attraversamento della sede stradale, che ha provocato delle code al traffico ma senza seri problemi. I sindacati hanno chiesto un nuovo incontro con la proprietà. Sul piatto c’è il futuro dello stabilimento matelicese, visto che dopo la cessazione dell’attività nello stabilimento umbro di Costacciaro, è stata annunciata dalla proprietà aziendale l’intenzione di trasferire nella sede matelicese, l’intera produzione dello stabilimento di Sassoferrato, con l’annuncio di cento esuberi tra le maestranze.
I sindacati chiedono la presentazione di un piano industriale che permetta il rilancio produttivo, la possibilità di esplorare nuovi mercati in cui collocare il prodotto. Per gli esuberi sarà avviata una trattativa sindacale, che si preannuncia lunga ed impegnativa come sottolineato dai segretari provinciali Rosella Marinucci (Fiom), Rocco Gravina (Fim) e Boris Bassi (Uilm). Lo stabilimento usufruisce da tre anni della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazioni aziendali, che coinvolge circa 90 persone.


Si formano comitati e si scende in piazza per i motivi più assurdi,ma per queste 90 persone (ed altre centinaia) nessuno alza un dito….!!!!!!Dove sono i comitati???Quand’è che scenderanno in piazza?????
Questa si che sarebbe una giusta motivazione!!!!!!!!!!!!!!