Sandro Paniccia: una vita
fra calcio, vela e vernici

IL PERSONAGGIO - L'armatore civitanovese titolare della Ica spa sarà impegnato dal 21 al 29 giugno nel campionato internazionale Orc di Ancona. E mentre si prepara per la gara racconta a Cm come è nata la passione per il mare... e non solo
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di Laura Boccanera

(foto di Guido Picchio)

Calciatore mancato, velista per passione, uomo d’industria. E’ Sandro Paniccia, titolare della Ica spa, vicepresidente della Civitanovese e armatore storico con la sua famiglia di vincenti imbarcazioni nei campionati nazionali e internazionali di vela. Lo incontriamo proprio mentre con il suo equipaggio sta preparando il terzo campionato del mondo per barche d’altura che si disputerà ad Ancona dal 21 al 29 giugno. E’ una storia che parte da lontano quella che lega il nome dei Paniccia al mondo della vela, con il padre Claudio e lo zio, storico ed appassionato presidente del club vela. Sandro comincia la vela a 13 anni, quando il padre vara il primo “Altair”, nome che ritornerà ricorrente quasi a mò di scaramanzia in tutte le imbarcazioni future che Sandro sceglierà. Era una barca di legno, costruita dietro casa artigianalmente con i maestri d’ascia: “abbiamo dovuto buttar giù il muro per tirarla fuori. Una volta nelle riviste c’erano i progetti, prendemmo quei disegni e li adattammo al nostro 11 metri, varato nel 1969”.

vela-regata-paniccia-11Poi il mare e la vela vengono accantonati per un po’ a favore del calcio, l’altra grande passione: “ho esordito a 17 anni in serie D in prima squadra con la Civitanovese, era il 20 maggio del 1973, il giorno del mio compleanno”. Poi si diventa grandi, il lavoro lo richiama alle sue responsabilità ed ecco che il richiamo del mare torna forte a farsi sentire. Ancora una volta con la complicità del capostipite Claudio che in un inverno si costruisce una nuova imbarcazione tutto da solo con l’aiuto dei figli: “papà nel’ 73 vende la sua barca e nel ’75 compra uno scafo in vetroresina, la coperta, le paratie, il bulbo, il timone viene montato e realizzato a parte in un solo inverno, e proprio in quell’anno inizio a regatare su barche d’altura come skipper. Quella barca sarà la prima Calypso”.

 

vela regata paniccia (14)Anche la scelta del nome è curiosa: “io e mio fratello guardavamo sempre in tv Jacques Cousteau – ricorda – ecco perchè tutte le barche si Piero si chiamano Calypso, io invece ho portato avanti la tradizione di Altair”. Dal mare alla terra arriva anche l’impegno nel club vela: negli anni 80 il circolo civitanovese è uno dei più attivi e vivaci della costa marchigiana con la sua scuola velica laser, la scuola da cui esce anche l’olimpionico Michele Regolo. Iniziano le vittorie per i Paniccia nei campionati del mondo e nazionali e dopo Brindisi e Cres, a Giugno sarà la volta di Ancona, una regata con 9 prove previste prove di cui massimo 2 prove offshore e 7 inshore. Le prove inshore saranno del tipo “bolina/poppa”, a meno che le condizioni locali insolite o estreme rendano impossibile il percorso. 120 le imbarcazioni registrate provenienti da 15 paesi e 3 continenti. Nutrita la schiera di imbarcazioni del club civitanovese con Calypso IV, Altair III, Hurakan della Hurakan Racing Ltd, Mp30+10 di Luca Pierdomenico, Pitamaha di Renzo Grottesi, Golf di Marco Rossi e Giuseppe Giardini, Lasko Dream’s di Andrea Grandicelli e Cosixty di Stefano Cossiri. L’equipaggio di Altair è composto da Sandro Paniccia, Giulio Desiderato, Francesco Rigon, Giuseppe Mascino, Alessandro Franci, Luca Ricci, Bruno Cioli, Mirko Raponi, Alessandro Tonelli, Luca Faravelli, Andrea Dignani, Alessandro Giamagli.

 

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