Tagli alle indennità
Atac e Gas Marca sforbiciano gli stipendi

Rispetto ai precedenti cda il nuovo corso delle aziende municipalizzate taglia stupendi ed indennità. Devoluti al Comune gli emolumenti di vicepresidente e consiglieri di Gas Marca e Atac. Un risparmio complessivo di 28mila euro
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atacdi Laura Boccanera

Taglio degli stipendi e delle indennità di Presidente e Cda di Gas Marca e Atac spa. Rispetto all’anno precedente infatti i consiglieri e tutto il cda delle aziende municipalizzate di somministrazione servizi si sono decurtati gli stipendi con un minor costo complessivo pari a 28931 euro (5.752 per Atac e 23.179 per Gas marca). A fornire i dati è l’azienda stessa “in un’ottica di trasparenza e pubblicità relativi al 2013” riferisce. Scendendo nel dettaglio per l’Atac spa i compensi di vicepresidente e consiglieri vengono riversati nella casse del Comune: il presidente Francesco Mantella guadagna 18.489 euro lordi (il vecchio emolumento è pari a 20.544 euro con una differenza di 2000 euro). Il vicepresidente per l’anno corrente riverserà invece nelle casse comunali 11.091.60 (1.232,40 euro in meno rispetto al precedente cda) i tre consiglieri 7.398,00 (822 euro in meno rispetto al precedente cda). Riceve invece un emolumento che rimane invariato l’organo di controllo per 21.101,58 euro. Il totale è pari 72.876,78 euro rispetto ai 78,629 euro dei precedenti cda. L’atac servizi in iter di fusione con la maggiore Atac spa entro il 30 giugno 2013 costa invece complessivamente 22.709 euro (6.972 euro il Presidente, 4.182 il vice presidente, 2.788 il consigliere del Cda e 8.765 l’organo di controllo). Questi invece i numeri relativi a Gas Marca: il presidente Flavio Rogani ha decurtato rispetto al cda precedente di 672 euro il suo emolumento che è pari a 6.300 euro. Il vicepresidente e il consigliere del cda devolvono al Comune rispettivamente 3.720 euro e 2.520 euro. L’amministratore delegato Sergio Cognigni riceve invece 6.600 euro. Lo stipendio più alto lo riceve il manager dell’azienda pari a 39.600 euro, un importo decurtato di 6.600 euro rispetto al 2011 che era di 46.200 euro. Sforbiciata pesante anche per l’organo di controllo che taglia per 21mila euro portando il suo compenso a 9mila.



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