Una “Carta di Pisa” per una corretta e trasparente amministrazione anche nella provincia di Macerata

MACERATA - All'incontro proposto dai gruppi provinciali del Pdl e del Ppe ha preso parte anche Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo e presidente dell'associazione nazionale che ha redatto e proposto l'adozione del codice etico
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Andrea Campinoti, il sindaco di Certaldo durante il suo intervento

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L’intervento di Franco Capponi

Dopo il successo dei due incontri organizzati nelle due settimane precedenti sul “Riordino della Sanità” e su “Macerata: quale futuro??”, incontro con il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Stefano Ghio  ed il senatore Filippo Saltamartini sul rischio per il nostro capoluogo di perdere definitivamente peso dopo le Leggi di Riordino delle Province, della Giustizia e della Sanità (leggi l’articolo) i gruppi consiliari di opposizione in Provincia (PDL e PPE) hanno organizzato un convegno sui temi della trasparenza e della legalità nella Pubblica Amministrazione anche alla luce della nuova Legge Anticorruzione ed alla possibilità di introdurre nuove regole volontarie, di deontologia amministrativa negli Enti Locali , attraverso l’adozione ad esempio della meglio conosciuta “Carta di Pisa” di recente proposta dai gruppi consiliari in Provincia (PPE, PDL e LEGA NORD) e che ha visto la sostanziale adesione anche di alcuni gruppi di maggioranza (PD, IDV, SEL) che per questo sono stati invitati a portare il loro contributo all’iniziativa.

«All’ Hotel Claudiani di Macerata – si legge in una nota degli organizzatori –  dopo la presentazione dei capigruppo Franco Capponi e Nazareno Agostini hanno introdotto il dibattito due relatori d’eccellenza: l’avvocato Renato Coltorti del Foro di Macerata e Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo e presidente dell’associazione nazionale che ha redatto e proposto l’adozione del codice etico nella pubblica amministrazione. L’obiettivo della Carta di Pisa è quello di redigere un codice etico destinato agli amministratori pubblici e contenente specifiche regole di condotta e di comportamento finalizzate a rafforzare la trasparenza e la legalità all’interno delle istituzioni pubbliche. Nell’esercizio del loro mandato, l’amministratore deve “operare con imparzialità, nella massima trasparenza e respingere qualsiasi pressione indebita, rendendola pubblica ed eventualmente avviando azione penale a tutela della pubblica amministrazione”. La carta di Pisa non va considerata come documento rigido e immodificabile, bensì come duttile strumento di riferimento al quale ogni ente locale potrà attingere per cercare di agire concretamente sul versante della prevenzione delle nuove e più insidiose forme di corruzione e per promuovere la cultura della trasparenza e della legalità. Si tratta di un codice che fornisce alcune precise indicazioni agli amministratori locali su una serie di questioni specifiche, tra le quali la trasparenza, la totale pubblicità e pubblicazione degli Atti, il conflitto d’interessi, il finanziamento dell’attività politica, le nomine in enti e società pubbliche e i rapporti con l’autorità giudiziaria. La Carta, già dalla sua genesi, può considerarsi un primo tentativo di formulazione di una politica di anticorruzione proveniente dal basso, il tentativo di rispondere ad un bisogno espresso da diversi amministratori locali di dotarsi di uno strumento che rafforzi il rispetto dei dettami costituzionali della diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità.

incontro_pdl_carta-3-300x225Queste iniziative possono aiutare anche la politica ad avviare un processo di autoriforma – ha affermato Capponi – “la politica non è solo casta, ma anche gente perbene che fa il proprio lavoro. Per questo in maniera trasversale i partiti dovrebbero spingere i propri candidati alle prossime elezioni amministrative e politiche a sottoscrivere questo documento per dimostrare che si può e si deve lottare tutti insieme contro la corruzione e ad adottare una nuova modalità di comunicazione che faccia apparire tutto il lavoro svolto per la predisposizione degli atti, senza nascondere nulla”.

E’ indubbio – ha concluso Agostini – che il Codice etico possa essere adottato da tutte le amministrazioni ed autonomamente anche dai singoli Sindaci. Questo evita percorsi complessi e consente di colpire nel segno, con sicurezza, perché i Sindaci hanno poteri e responsabilità importanti: nominiamo gli assessori, i rappresentanti nelle aziende partecipate, nei consorzi che gestiscono i servizi, sovrintendono al personale tutto ed in particolare ai Dirigenti e tutti sappiamo come sia importante riferirsi oggi anche all’etica, alla trasparenza e alla buona prassi oltre le regole previste dal Codice Civile e Penale.

“Noi siamo pronti ad adottare il Codice che oggi presentiamo” – ha detto Capponi – speriamo ora che tutti abbiano la stessa sensibilità, tra le prime, la nostra Provincia ad esempio – che ha già manifestato all’interno del Consiglio Provinciale una sostanziale adesione, magari con ulteriori specificazioni legate alle caratteristiche dell’Ente e così anche nelle altre realtà territoriali ed organizzative. Non è questo un atto di pressione o di accusa verso qualcuno (anche se in Provincia ci sono situazioni critiche rispetto ai principi ispiratori della carta di Pisa cosi come è stata adottata in altri Enti) ma solo sensibilità verso la problematica – oggi sempre insistente – anche nelle nostre realtà e ringraziamo per questo anche l’Anci, l’Upi e la Lega delle Autonomie Locali per aver sollecitato gli Enti iscritti ad una riflessione a al suo recepimento.
L’asticella dell’etica in politica si alza con l’adozione di questi principi grazie al contributo di tanti Sindaci, Presidenti di altre Province, Segretari Comunali che hanno svolto un intenso lavoro redigendo questo codice di comportamento nato su iniziativa di “Avviso Pubblico”, che mira a diffondere nelle istituzioni e nella politica un più forte e diffuso impegno a sradicare ogni possibile motivo di illegalità, conflitto di interesse e favoritismo. Vi aderiscono Presidenti e consiglieri provinciali di tutti gli schieramenti politici che si sono impegnati “a svolgere l’attività di mandato nel rispetto dei principi del Codice e specificatamente in riferimento a: trasparenza, conflitto d’interessi, finanziamento dell’attività politica, nomine in enti e società pubbliche, rendicontazione dell’attività, confronto democratico, rapporti con l’amministrazione, con i cittadini, con l’autorità giudiziaria e con i mezzi di comunicazione”.
Anche la Provincia quindi (presenti diversi Consiglieri appartenenti a schieramenti diversi e i molti amministratori locali) dovrà proiettarsi in questa direzione. E’ una via faticosa, ma vincente. Occorre abbassare – oltre lo spreed finaziario anche lo spreed della corruzione e dell’evasione fiscale – rispetto agli altri Paesi Europei per attrarre nuovi capitali e nuovi investimenti internazionali.
Occorre tenere atteggiamenti più sobri e misurati, umiltà e toni pacati perché è solo così che possiamo oggi interloquire con i cittadini”. E’ indispensabile oggi promuovere una rinascita morale e civile – serve al nostro Paese – e questa deve passare attraverso un Patto di Ricostruzione tra tutti i poteri dello Stato ma che questa volta acoltano e coinvolgano tutta la società – cittadini, attività produttive, Enti Locali e non le solite lobbyes.



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