La Cgil contro l’austerity
“Pagano sempre i soliti”

MACERATA - Precari, pensionati, studenti, disoccupati hanno manifestato nel pomeriggio, come in altre città in Italia ed Europa, per chiedere misure a favore di lavoro ed istruzione e contro i tagli del governo
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Manifestazione-Cgil-23di Filippo Ciccarelli

Non ci sono stati gli scontri che si sono registrati nelle maggiori città italiane alla manifestazione, organizzata dalla Cgil, contro le misure di austerità varate dal governo. In piazza Salvo D’Acquisto a Piediripa sono giunte un centinaio di persone, pensionati, disoccupati, precari e studenti: tutti delusi dai provvedimenti varati dal governo Monti, colpevoli di aver aggravato la crisi in un momento economico recessivo. “Non possono pagare sempre i soliti noti. I professori che sono al governo dovrebbero cominciare  a scendere un po’ più tra la gente e rendersi conto delle condizioni di lavoro in Italia: non si può far lavorare fino a 70 anni chi lavora in un cantiere, chi è in catena di montaggio, è una situazione inaccettabile” esclama dal palco Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil. Anche la condizione del pubblico impiego e della sanità è nel mirino del sindacato, che attacca: “ancora una volta le scelte dure ricadono sui lavoratori dipendenti. I tagli continui annunciati dal ministro Balduzzi colpiscono la sanità, che è un servizio Manifestazione-Cgil-5sociale” conclude Benfatto, che ha espresso preoccupazione per la notizia secondo cui anche l’Acom, azienda di eccellenza con sede a Monteosaro, avrebbe intenzione di licenziare alcuni lavoratori. Oltre all’allungamento dell’età pensionabile, alle pensioni sempre più risicate (“facciamo da ammortizzatori per i figli e per i nipoti”, spiega il pensionato Mario Grassetti) e ai tagli per la spesa pubblica, a preoccupare è soprattutto la precarietà.
“Non è possibile districarsi nella miriade di contratti atipici e precari – dice Elisabetta Ballini, lavoratrice alla Malagrida – abbiamo paura di non riuscire a fronteggiare anche la minima spesa”. “Con la manovra del governo perderò 1.000 euro netti su un reddito lordo che arriva a 11.000 euro con la disoccupazione” spiega Sergio Tartari, lavoratore precario dello Sferisterio, che lamenta anche la mancanza di investimenti per gli interventi di manutenzione necessari al simbolo di Macerata. Molti i politici presenti all’incontro, tra i quali l’ex vicesindaco di Macerata, Lorenzo Marconi, il consigliere provinciale Daniele Salvi e quello regionale Francesco Comi: nel corso della manifestazione sono state anche raccolte firma per la salvaguardia dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

(Foto Cronache Maceratesi – Vietata la riproduzione)

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