Costamagna progetta il post Di Lupidio
ma il capo dei Teatri non ci sta

Cultura infuocata a Civitanova: continua la bagarre su Popsophia e si rincorrono voci sullo smantellamento dell'azienda dei Teatri
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Ivo Costamagna, presidente del Consiglio comunale di Civitanova

di Laura Boccanera

“Se Popsophia se ne va non è una grande perdita per Civitanova”. Ha rotto il silenzio il presidente del consiglio Ivo Costamagna e, dopo che non si era mai espresso sul divorzio fra amministrazione e festival, stavolta va giù pesante e ne ha per direttore artistico e per Azienda Teatri. “Non mi sono mai esposto sulle vicende culturali – ha dichiarato Costamagna – ma Civitanova può fare a meno di Hermas Ercoli, la vocazione della città è legata alla danza, su questa bisogna lavorare e incanalare risorse e professionalità, Ercoli non si fa trovare e non ha rispettato impegni presi con Silenzi e con il sindaco, come ad esempio la querelle sulla cessione del marchio, dal palco il 7 agosto aveva salutato il pubblico e dato appuntamento all’edizione 2013. La censura è stata unilaterale. Abbiamo però già altri progetti, guardiamo per esempio a Musicultura, ancora non c’è nulla di ufficiale ma è tra le nostre idee una collaborazione stretta con Cesanelli”.
E Costamagna ha dato spazio anche alle voci in merito ad un presunto smantellamento dell’azienda teatri, emerso nel corso di un intervento del consigliere Marinelli. Nega Corvatta: “Smantellare l’azienda teatri, ma siamo pazzi?”, parla invece di riorganizzazione Costamagna: “con il pensionamento di Di Lupidio si può mettere mano ad una riorganizzazione, ma nessuno vuole eliminare l’azienda speciale”.

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Alfredo Di Lupidio

Ma a fare la voce grossa ora è proprio Di Lupidio, da oltre 30 anni a capo dei Teatri di Civitanova: “il presidente del consiglio entro a gamba tesa su una scelta personale come il mio pensionamento, visto questo atteggiamento di ostilità potrei rimanere anche altri 4 anni, non ho mai ufficializzato il mio pensionamento, se invece non mi vogliono che lo dicano apertamente. Sono qui da oltre 30 anni perchè ho vinto un concorso e da parte mia c’è stata la massima disponibilità a discutere della stagione culturale invernale, la verità è che mi hanno messo ai margini, non sono stato mai invitato alle conferenze di presentazione della stagione né alle riunioni tecniche. Ho palesato anche questa mia difficoltà a relazionarmi con l’assessorato al sindaco che ha preso atto delle mie lamentele”.

Sull’argomento interviene anche Fabrizio Ciarapica: “Penso che il dibattito politico pur aspro che sia fra gli schieramenti, non debba mai coinvolgere in nessun modo i dipendenti comunali, che hanno un ruolo terzo e imparziale, non riconducibile a nessun colore politico e che costituiscono un patrimonio umano importantissimo a disposizione della città intera. Ed invece si sta assistendo ad un vero e proprio attacco quotidiano da parte dell’Amministrazione contro di loro: forse per coprire l’incapacità che questa giunta ha di governare e realizzare, oppure c’è altro? Esiste una volontà ben precisa, di smontare e distruggere tutto quello che di buono è stato fatto in 17 anni di centro destra, anche e soprattutto grazie alle capacità e disponibilità di tutti i dipendenti. Le amministrazioni passate, prima Marinelli e poi Mobili, hanno sempre valutato i dipendenti per risultati e capacità e mai per le loro simpatie politiche, che non conosciamo e non vogliamo conoscere, invece questa sinistra vuole solo persone schierate e servili al potere e non tollera chi invece pensa con la propria testa e svolge diligentemente il proprio lavoro a servizio della collettività”.



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