E’ rivolta dopo il riordino delle Province
Carancini: “Attentato alla Costituzione”

SPENDING REVIEW - Reazioni molto critiche al provvedimento approvato dal governo Monti che modificherà l'assetto istituzionale marchigiano. L'onorevole Cavallaro (Pd): "La riorganizzazione è il contrario di ciò che serve per la ripresa economica". Pieroni (Psi): "No agli inciuci per il capoluogo"
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto nei giorni scorsi

 

di Alessandra Pierini

‘Il gioco delle tre carte non è nel dna di questo Governo e sarebbe bene che nessuno lo praticasse, senza ancora aver letto il testo”. Lo dichiara, in una nota, il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, in risposta al vice Presidente Vicario dell’Upi, Antonio Saitta. Ora il decreto sul riordino delle Province, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri non sarà esattamente il gioco delle tre carte ma di sicuro non è neanche il risultato di un percorso scientifico di analisi e approfondimento. In effetti, se così fosse, i tecnici del nostro Governo si sarebbero certamente accorti che i livelli di “spending” sono notevolmente più alti nelle Regioni e soprattutto in Parlamento dove da tagliare ce ne sarebbe un bel po’, ad averne voglia.
Il Governo, però, ha scelto le Province e, dopo aver invitato alla partecipazione Regioni e Cal che hanno tenuto impegnati per mesi con riunioni e contro riunioni che, evitate, avrebbero già dato un bel contributo allo spending review, le ha ridotte da 81 a 35 e tra queste non c’è Macerata che è stata accorpata ad Ascoli e Fermo (leggi l’articolo).
L’attenzione, poi, è destinata a spostarsi su Prefetture e Questure, fondamentali presidi  ed essenziali barricate, specie nel nostro territorio, contro il crimine e la criminalità organizzata e via via  sulle motorizzazioni civili, le capitanerie di porto, le sovrintendenze dei Beni culturali, i provveditorati alle opere pubbliche, gli uffici scolastici e i presidi provinciali del controllo sul territorio.

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Il sindaco Romano Carancini

In tutta Italia, il provvedimento di riordino voluto dal governo Monti, più di un’ imposizione fiscale e più di qualsiasi altra scelta governativa ha scatenato la rivolta. Il sindaco di Prato Roberto Cenni (Pdl), per protesta, ha convocato una conferenza stampa seduto su un water mentre il sindaco di Chieti Umberto Di Primio  aveva avviato lo sciopero della fame, poi interrotto.

Romano Carancini, sindaco di Macerata grida all’attentato costituzionale attraverso una nota pubblicata sulla sua bacheca facebook: «Approvare il riordino delle province attraverso un decreto legge è un “attentato” alla Costituzione della nostra Repubblica. Per il nostro territorio maceratese vuol dire frantumare una comunità costituitasi oltre 150 anni fa e umiliare la provincia marchigiana che ha fatto il Risorgimento. Vorrà dire anche l’inizio di un declino contro il quale dobbiamo continuare a resistere, in particolare per Macerata che subirà i maggiori effetti negativi: si prepara la chiusura dei più importanti uffici pubblici che vorrà dire impoverimento economico e culturale. Vedrete che le nostre Università saranno inevitabilmente oggetto dell’attenzione del “nostro” capoluogo di provincia Ascoli Piceno. Per questo dovremo ringraziare un ministro della Repubblica che pur di “attaccarsi” la medaglia della controriforma delle province non ha esitato a provocare un conflitto tra comunità. E non venga a raccontare di risparmi che non ci saranno o di caste inesistenti che invece sono altrove ma che lui ed il suo governo non hanno saputo abbattere. Macerata con tutta la provincia deve continuare a resistere contro un atto autoritario, contro la Costituzione: occorre muoverci ed in particolare i nostri parlamentari e tutte le istituzioni con loro prima della conversione in legge di uno sciagurato atto che spezzerà ingiustificatamente la nostra Terra. Ci sono due nemici particolarmente insidiosi: la rassegnazione e il fingere di occuparsene. Proviamo insieme a difendere la nostra dignità ed i nostri valori costruiti con fatica e sacrifici dai nostri vecchi per trasmetterla ai nostri giovani».

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L’onorevole Mario Cavallaro

Critica aspramente il provvedimento governativo il deputato del Pd Mario Cavallaro: «La decisione del governo è intempestiva ed errata in quanto collide con la volontà convergente della Regione e del Cal, determina inutili gravi, problemi alla governance economica e territoriale delle Marche e crea ulteriori disagi in un momento in cui ci aspetteremmo dal Governo una ben più consistente iniziativa per sostenere l’economia dei territori. Pur accogliendo almeno la proposta a suo tempo formulata dal sottoscritto di un’individuazione dialettica del capoluogo, il decreto, se approvato, nel testo, di cui siamo ora informati, aprirà una lunga fase di riordino dei servizi locali e delle istituzioni territoriali che è l’esatto contrario di quanto ora occorre per consentire non solo alle Marche una ripresa economica. Il diffuso disappunto, trasversale tra tutte le forze politiche per l’iniziativa governativa rende necessario verificare quale ne sarà l’iter parlamentare fin d’ora con il nostro auspicio che almeno in quei pochissimi casi in cui si somma il rispetto sostanziale dei parametri governativi con la volontà della Regione si possa ottenere una modifica del provvedimento.

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Moreno Pieroni (capogruppo Psi Regione Marche)

Moreno Pieroni, Capogruppo PSI del Consiglio Regionale delle Marche annuncia che il suo partito farà il possibile per appianare gli ostacoli burocratiche che si presenteranno lungo l’iter dei Comuni: 
«Quella che si è avviata ieri con la decisione definitiva dal Governo sulle Provincie è, comunque la si voglia giudicare, una fase nuova. Si tratta di una riforma istituzionale, forse l’unica di questo Governo, che avrà conseguenze dirette sulla vita dei cittadini. Per tale motivo il sottoscritto ed i socialisti delle Marche intendono ribadire, pubblicamente e con chiarezza, i punti principali che ispireranno i loro comportamenti, politici ed istituzionali, in materia: 1) Quello da me espresso in Consiglio Regionale è stato un voto per “solidarietà di maggioranza” convinto, però, come ho chiaramente detto anche nel mio intervento in Aula, che lo stesso non avrebbe modificato l’orientamento del Governo nazionale e così è stato. L’attuazione praticamente immediata (Gennaio 2013) di tale normativa impone ora, a tutti, di prendere atto della realtà e di iniziare a costruire fin da subito il nuovo assetto, territoriale ed istituzionale, della Regione Marche nell’esclusivo interesse di tutti i suoi cittadini. 2) Occorre attivarsi, e noi lo faremo, affinchè tutte le nuove Province abbiano un ruolo importante, nell’ambito delle loro competenze, all’interno della Regione e, sulla base delle necessità delle stesse e dei rispettivi abitanti, debbono essere rimodulati i principali strumenti di Programmazione Regionale e di erogazione dei servizi ai cittadini (Sanità, Trasporti, ecc.). 3) Per questo ci opporremo agli accordi sottobanco, ai “balletti” ed “inciuci” che sembrano profilarsi per la scelta della città capoluogo della nuova provincia. Nel momento in cui dovessero avvenire lo diremo pubblicamente per far affermare, invece, criteri oggettivi che debbono, innanzitutto, tener conto degli interessi, complessivi ed equilibrati, di tutti i cittadini della nuova Provincia Macerata – Fermo – Ascoli. 4) Saremo ugualmente attivi, personalmente e come Partito Socialista, nel dar voce ai cittadini ed alle comunità, confinanti con la Provincia di Ancona, che intendono, nel nuovo assetto, passare con la stessa. Invitiamo anzi, da subito, i Comuni interessati ad attivare tutte le procedure necessarie in tale direzione, atte, cioè, a rimuovere ogni ostacolo meramente burocratico. Vanno, liberamente, valorizzate le reali affinità non solo geografiche ma anche storico-culturali, economiche e sociali».



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