Montefano abbraccia il Museo d’arte sacra
Dopo i lavori al convento dei Servi di Maria, è stata aperta anche la sala San Filippo, che si trova nelle antiche cantine del complesso architettonico

Il Museo conventuale di Montefano
Sono serviti quasi quattro anni per l’opera di recupero e miglioramento sismico che ha interessato l’intero complesso architettonico del convento dei Servi di Maria a Montefano: ma ora ad accogliere i visitatori ci sono la sala San Filippo ed il Museo di arte sacra, allestito nei seminterrati da Padre Alberto Maggi e Padre Ricardo Perez Marquez.
Illustrando i lavori eseguiti, l’ingegner Stefano Donati, curatore del progetto di recupero e miglioramento sismico, ha detto: “I locali del museo appartengono al seminterrato di quella che è certamente la primigenia ala del convento, quella a ridosso delle mura civiche. Questa porzione era probabilmente all’interno delle mura ed è stata quindi annessa al convento una volta venuta meno la funzione difensiva delle stesse”. Il museo occupa attualmente una superficie di circa 55 metri quadri ed è composto da tre sale e contiene quanto si è potuto conservare e ricuperare del patrimonio della chiesa di San Filippo, annessa al Convento. E’ Padre Ricardo a descriverci il museo:“Quando nel 2008 iniziarono i lavori (finanziati dalla Regione Marche con i fondi del terremoto del 1997), la prima fase fu quella dei sotterranei. Visto il risultato ottimo del recupero dello spazio, si è pensato subito ad una sua destinazione per eventi culturali: Museo conventuale, sala di concerti, mostre, conferenze e Presepio biblico permanente. Importante è la collezione di
reliquie – più di 200 – con alcune, più antiche, che risalgono al 1600 e che i frati hanno conservato lungo i secoli come segno di ringraziamento per l’ospitalità che offrivano ai pellegrini, o come regali da famiglie patrizie. La seconda sala custodisce i vasi liturgici per le diverse celebrazioni, in particolare per la festa della Vergine Addolorata, alla quale venivano offerti come dono dai montefanesi. Infine la sala con i paramenti, tessuti preziosi ricamati da usare nelle sacre liturgie, sono una valida testimonianza dell’arte del ricamo in ambito marchigiano”. Le antiche cantine che oggi ospitano la sala San Filippo, ampie e ben collegate al resto del convento, sono di quasi 170mq. “La realizzazione è inserita in un più vasto progetto di recupero e miglioramento sismico del bene – ci dice l’ingegner Donati – che avrà effetti anche ai piani superiori, alle coperture e agli altri importanti spazi della struttura conventuale. Entro breve tempo, si completerà anche questa parte di lavoro”. Apprezzamenti per l’allestimento del Museo e per il recupero degli ambienti, sono giunti anche dal Dott. Gabriele Barucca della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche. Intanto Alberto e Ricardo stanno predisponendo il calendario delle giornate sul Vangelo di Giovanni per il prossimo calendario 2012-2013, interrotto nella scorsa primavera per il ricovero di Padre Alberto, oggi pienamente ritornato all’attività pubblicistica e di studio.
