Riordino delle Province,
deciderà la Corte Costituzionale

La riunione dell'Upi Marche ha definito quella che viene considerata l'unica strada da percorrere per evitare l'accorpamento di Macerata, Fermo e Ascoli. Il Governatore Spacca sta raccogliendo i pareri degli esperti. Il sindaco di Macerata Carancini contesta le dichiarazioni del suo segretario regionale, Palmiro Ucchielli
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Il Governatore delle Marche, Gian Mario Spacca

di Alessandra Pierini

E’ la strada dell’incostituzionalità l’unica percorribile per evitare l’accorpamento delle Province di Macerata, Fermo e Ascoli previsto dall’articolo 17 dello Spending Review.  Si sta muovendo in questa direzione anche il presidente della Regione Giammario Spacca che alla ripresa delle attività (ieri si è riunita, per la prima volta dopo le ferie la Giunta) si sta attivando  per presentare il ricorso alla Corte Costituzionale per chiedere l’illegittimità dei provvedimenti contenuti nello Spending Review. «La Regione Marche – ha dichiarato Spacca – sta valutando la questione molto attentamente attraverso il lavoro dei nostri esperti in materia costituzionale di cui stiamo attendendo le valutazioni e i pareri richiesti».
E’ questa anche la soluzione indicata dall’Upi Marche, i cui componenti si sono riuniti questa mattina. «L’Upi – scrive il presidente Fabrizio Cesetti- non ha assunto alcuna decisione circa il riordino delle Province e l’orientamento non è quello di ristabilire la situazione originale a quattro province. Se questa fosse l’idea di qualche Presidente non può in alcun modo coinvolgere l’organismo Upi visto che lo stesso sul punto non ha assunto alcuna decisione che, tra l’altro, nel caso di specie compete al Consiglio delle Autonomie Locali il quale dovrà decidere nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative che nelle Marche prevedono, senza possibilità di eccezione, oltre ad Ancona e Pesaro Urbino, la terza Provincia che dovrà nascere dal riordino di Ascoli Piceno-Fermo-Macerata. Invece, si è concordato in sede Upi, coerentemente con quanto già sostenuto dal CAL, di insistere sulla incostituzionalità dei provvedimenti che riguardano le Province contenuti sia nel Salva Italia che nella Spending Review. E sarebbe opportuno per tutti concentrare l’attenzione e l’impegno su tale aspetto, piuttosto che far filtrare desiderata che non hanno alcuna possibilità di accoglimento e che contribuiscono a creare ulteriore caos nei territori».

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Fabrizio Cesetti, presidente dell’Upi

Il termine per la presentazione di un eventuale ricorso è fissato al 15 ottobre prossimo. In ogni caso, è necessario attendere il pronunciamento del CAL (il Consiglio delle Autonomie Locali), a cui lo stesso articolo 17 del decreto sulla Spending review ha assegnato il compito di proporre un’ipotesi.

Riprenderàda lunedì anche l’attività del Consiglio regionale. I consiglieri maceratesi non hanno finora intrapreso azioni concrete per salvare la Provincia di Macerata e dovranno approfittare del pochissimo tempo a disposizione per far sentire la loro autorevole voce prima che sia troppo tardi, come accaduto in Parlamento dove senatori e deputati di altre realtà si sono mossi con decisione e largo anticipo. Tra i consiglieri Angelo Sciapichetti del Pd che punta a ristabilire le quattro province per assicurare il buon governo nelle varie zone e snellire l’amministrazione con un effettivo risparmio di risorse: «Sulla scorta della ingiustificata proliferazione effettuata negli ultimi 15-20 anni di nuove province inutili e senza storia (non è il caso della provincia di Macerata ) è giusto parlare di riduzione e accorpamenti ma è sbagliato, scorretto e illusorio far credere all’opinione pubblica che, si possono abbattere i costi della politica riducendo il numero dei Consigli provinciali o dei Consiglieri comunali, la verità è invece che così facendo si riduce solo il livello di democrazia e di partecipazione dei cittadini.

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Il consigliere regionale Angelo Sciapichetti

Sarebbe invece da chiedersi come mai si sia iniziato il taglio dalle istituzioni più virtuose senza guardare a enti,consorzi, ambiti territoriali,organismi di secondo grado ecc la cui chiusura comporterebbe allo Stato un risparmio immediato di oltre 7 miliardi di euro. Sciapichetti chiede anche di evitare provvedimenti che lacerano i territori: «In questa battaglia che, senza enfasi, ritengo la più importante per la Provincia di Macerata dal dopoguerra ad oggi dovremo sforzarci di favorire il dialogo, cercando alleanze politiche e territoriali. Vanno evitate posizioni demagogiche e populiste. Chi, rispetto ad un problema così delicato, pensa di approfittarne per strizzare l’occhio all’antipolitica dilagante dimostra di avere poco coraggio e soprattutto di non fare un buon servizio alla comunità maceratese».

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Il segretario del Pd Palmiro Ucchielli

Fanno intanto discutere le dichiarazioni del segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli che propone una maxi provincia con tre città co-capoluogo per evitare, quindi, che la nuova mappa territoriale vada ad incidere sui servizi offerti ai cittadini: «Qualora ci siano i margini – immagina Ucchielli – è possibile pensare ad una maxi provincia con tre città co-capoluogo, perché c’è anche un problema di uffici che non possono essere chiusi tutti e di servizi. L’auspicio è che il dibattito ed il confronto delle prossime settimane non si arrocchi sulla difesa campanilistica ma prevalga il buon senso nell’interesse di tutti». Immediata la risposta di Romano Carancini, sindaco di Macerata che definisce sconcertanti le dichiarazioni del suo segretario regionale: «Il problema da affrontare è quello dei criteri arbitrari utilizzati per il riordino che mancano di uniformità  e alla cui applicazione non possiamo rassegnarci. Non c’è stata discussione interna al partito nè ha sentito sindaci e presidenti di Provincia, direttamente interessati dal cambiamento. Chiederò chiarimenti ad Ucchielli che non può decidere per la comunità maceratese nè disinteressarsi del sud delle Marche».

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Romano Carancini

Intanto il comitato per Macerata ed il suo territorio ha raggiunto quota 1.300 adesioni. «Le ragioni della nostra contrarietà all’annessione con Ascoli, più volte evidenziate,  – scrivono i suoi componenti – passano ora per le tasche dei cittadini perchè, come annunciato, siamo riusciti ad avere copia integrale del bilancio preventivo di Ascoli riferito al 2011 ( per lungo tempo non era stato possibile consultarlo, perchè il realtivo link sul sito dell’amministrazione provinciale ascolana era stato oscurato); lo ricordiamo, la Provincia di Ascoli è sull’orlo del dissesto, ed un annessione con loro porterebbe Macerata a dover pagare i loro debiti. Proprio ieri abbiamo provveduto a conseganre il bilancio ascolano ad un dottore commercialista revisore di nostra fiducia, che redigerà una relazione dettagliata dello stato dei conti ascolani, sulla scorta di quanto già dichiarato dai revisori dei conti dell’ente.Tale relazione sarà oggetto di una conferenza stampa insieme alla summa delle risultanze degli incontri che stiamo avendo con ciascun consigliere regionale maceratese. Ne abbiamo incontrati due, sono in programma altri incontri nei primi giorni di settembre. Seguendo il filo della società civile in questi giorni il comitato, oltre che contattare i consiglieri regionali ed i membri del CAL, sta contattando, una per una, le realtà maceratesi che sul territorio lavorano: associazioni di categoria, ordini professionali, associazioni culturali per sensibilizzarle sull’argomento e per invitarle a fare un fronte comune su questa battaglia, che ci appare ogni giorno sempre più supportata da ragioni di buon senso e ragionevolezza».

 

 

 

 



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