“La privatizzazione delle Terme
porterà soltanto vantaggi a Sarnano”

Il sindaco Franco Ceregioli attacca le opposizioni e rilancia: "La nostra Amministrazione ha intrapreso con grande senso di responsabilità un percorso estremamente difficile"
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Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli

Sul recente bando di privatizzazione delle Terme di Sarnano, il sindaco Franco Ceregioli intende puntualizzare alcuni aspetti della vicenda. 
“In merito ai vari articoli recentemente apparsi sugli organi di informazione relativi alla procedura di privatizzazione delle Terme di Sarnano e riconducibili a comunicati stampa diramati dalle minoranze consiliari di Sarnano” afferma Ceregioli “ritengo necessarie alcune doverose precisazioni.

Partiamo dalla procedura di approvazione del bando. La procedura di privatizzazione della Sarnano Terzo Millennio S.p.A. è di fatto iniziata il 22 settembre 2011 con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale all’unanimità (quindi anche con il voto favorevole delle opposizioni) di una risoluzione con il seguente testo: “Il Consiglio Comunale … definisce il proprio seguente indirizzo: procedere in tempi brevi alla privatizzazione della Sarnano Terzo Millennio S.p.A. da attuarsi nelle forme della cessione, con procedura ad evidenza pubblica, di quota azionaria di maggioranza, nella misura da definire, attualmente detenuta dal Comune di Sarnano, riservando ogni determinazione in ordine alla procedura da seguire a successivi atti consiliari.”.
Il bando di privatizzazione successivamente approvato nel Consiglio Comunale dello scorso 26 luglio ha rappresentato il passaggio tecnico conseguente alla risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio stesso: coerenza e logica avrebbero voluto che anche tale atto fosse votato dalle opposizioni, dando un grande segnale di responsabilità e, soprattutto, di estrema fiducia nel futuro delle nostre Terme.
Ed invece tutt’altro: come al solito, quando si tratta di assumersi delle responsabilità, le opposizioni votano contro, si astengono o lasciano l’aula, a prescindere dal merito delle questioni; addirittura in questo caso non hanno votato un atto basato sugli indirizzi indicati da una risoluzione precedentemente votata anche da loro. L’unica attenzione delle minoranze in questa vicenda si è concentrata nella spasmodica ricerca di un “colpevole” della situazione della Sarnano Terzo Millennio, ricerca che guarda caso parte sempre dal 2000, quasi che discutere delle scelte iniziali di questa società rappresenti un intoccabile tabù.
Parliamo anche delle conseguenze della privatizzazione delle Terme. Non soddisfatte della palese contraddizione posta in essere (dapprima votando la risoluzione sulla privatizzazione e poi non votando il relativo bando), le opposizioni hanno intrapreso una poderosa campagna di disinformazione giungendo ad asserire testualmente che “Con l’approvazione del bando di asta pubblica si pone fine a quello che, secondo i padri costituenti, doveva rappresentare il fulcro trainante del turismo sarnanese e dell’entroterra maceratese”. Sul punto bisogna essere chiari ed evitare fraintendimenti: con la privatizzazione della società non si pone fine a nulla, se non alla posizione di azionista di maggioranza del Comune nella società; anzi, contrariamente all’asserzione dalle opposizioni, è proprio la privatizzazione della società che può rappresentare l’unica strada per dare nuovo slancio alle attività della Sarnano Terzo Millennio S.p.A.. L’eventuale ed auspicabile esito positivo della procedura di privatizzazione, infatti, comporterà una ricapitalizzazione della società, a tutto vantaggio delle attività della stessa, dei profili occupazionali ed in generale dell’indotto generato dalle Terme. L’eventuale ed auspicabile avvento dell’investitore privato nulla muterà sulle concessioni minerarie delle acque minerali, che comunque potranno essere sfruttate solo nel territorio del Comune di Sarnano, su cui ricadranno i conseguenti benefici.
Meritano un capitolo a parte le accuse dell’ex sindaco Alessandrini. Nei giorni scorsi ho letto la gravissima asserzione dell’ex sindaco Baldo Alessandrini, relativa alla “decisione presa dalla maggioranza circa il dimezzamento delle quote azionarie che sono passate, appena qualche mese fa, da 5 a 2,50 euro. Adottare tale decisione nell’immediatezza della privatizzazione lascia presagire (a pensar male non guasta!!) un favoreggiamento verso qualche “amico” interessato più agli immobili che al futuro turistico del paese e alla conservazione e sfruttamento delle acque termali”. Tale sconcertante affermazione è del tutto destituita di fondamento: la riduzione del capitale sociale della Sarnano Terzo Millennio è infatti stata un mero atto tecnico conseguente alla approvazione del bilancio 2011 di detta società, proposto da CdA e Collegio sindacale sulla base della situazione finanziaria. In realtà, oltre agli obblighi di legge, proprio l’approssimarsi dell’emanazione del bando per la privatizzazione ha per certi versi reso ulteriormente opportuna la riduzione del capitale sociale, al fine di rappresentare ai potenziali investitori una situazione assolutamente trasparente e realistica, ove il patrimonio della società fosse aderente al capitale della stessa. Ovviamente, stante la assoluta gravità e la portata offensiva di tale affermazione del consigliere Alessandrini, ci si riserva ogni opportuna azione a tutela della reputazione degli interessati.
In conclusione, la nostra Amministrazione ha intrapreso con grande senso di responsabilità un percorso, quello della privatizzazione delle Terme, estremamente difficile, stante anche il momento di congiuntura economica che il nostro Paese sta vivendo.
Sarebbe stato auspicabile che tale percorso fosse stato fino in fondo condiviso anche dalle minoranze, che invece si sono defilate, preferendo alla responsabilità la strada più semplice della demagogia. Ci si domanda: a chi o a che cosa serve svilire le nostre Terme in un momento delicato come quello della privatizzazione? Se la risposta fosse quella che qualcuno stia facendo il tifo perché la privatizzazione non vada a buon fine, per poter poi lucrare un minimo consenso elettorale, sarebbe veramente sconcertante.
In questo momento la nostra Comunità deve essere compatta; le Terme sono un grande patrimonio di Sarnano e dobbiamo tutti valorizzarne gli aspetti positivi e le ricchezze: le concessioni minerarie e la qualità delle nostre acque, le convenzioni con l’ASUR, la professionalità del personale, la storia quasi secolare e tanto altro ancora. Ci sono tutti i presupposti affinché gli imprenditori privati possano investire sulle Terme e su Sarnano: ma sarebbe necessario che tutti lavorassimo in maniera limpida per la riuscita di questa operazione, fondamentale per Sarnano”.



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