Partenza flop per la differenziata
“Viviamo tra i sacchetti”

MACERATA - Residenti e commercianti bocciano l'avvio della nuova raccolta porta a porta e le vie del centro sono invase dai rifiuti
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I sacchetti accumulati nelle vie del centro

 

di Alessandra Pierini

(foto servizio di Lucrezia Benfatto) 

«Se continuiamo così Napoli è qui»: è questo lo slogan che residenti e commercianti hanno inventato per definire la situazione del centro storico, a qualche giorno dall’inizio della raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti. 
Da una parte c’è infatti “Diffèrenziati!” la campagna di raccolta avviata in fretta e furia da Comune di Macerata e Smea sotto il pressing  costante del Cosmari che da anni chiede di modificare il metodo di raccolta e in questi giorni ha precisato che la differenziata dovrà raggiungere quota 80% perchè venga spento l’inceneritore (leggi l’articolo). Dall’altra ci sono residenti e commercianti alle prese con le nuove indicazioni non sempre facili da capire e soprattutto da applicare. Da un lato la strada scelta è quella della tolleranza zero, perciò i sacchetti non conformi  e diversi da quelli distribuiti con l’apposito kit non vengono ritirati e rimangono dove sono stati lasciati e anche se al momento non sono ancora state applicate sanzioni, di certo nelle prossime settimane, dopo un periodo di rodaggio, prenderanno il via anche le multe per chi non rispetterà le nuove modalità. Dall’altro  lato i cittadini lamentano una cattiva informazione e un’organizzazione non impeccabile.

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Il punto informativo nel Palazzo Comunale

Il risultato è che il nuovo metodo è entrato in funzione lunedì e nel giro di tre giorni il centro storico è invaso di sacchetti accatastati ad ogni angolo. In piena estate, con temperature piuttosto elevate e in presenza di turisti e visitatori accorsi anche per le iniziative clou dell’estate maceratese, non è accettabile che la città di Macerata debba presentarsi addobbata da tanti sacchetti dell’immondizia e che possa confidare nel buon cuore di chi, avendo lasciato sacchetti non conformi, prenderà coscienza del suo errore e andrà a recuperare portando il  sacco in un bidone. Intanto il punto informativo allestito nel cortile del Palazzo Comunale, la cui attività è stata prolungata di una settimana, funziona a pieno ritmo. «I rifiuti – spiega l’addetto –  devono essere differenziati e lasciati di fronte al portone di casa utilizzando i corrispondenti sacchetti colorati e rispettando i giorni e gli orari specificati, i rifiuti organici, invece, devono essere lasciati nei carrellini dislocati lungo le vie. Inoltre abbiamo distribuito del materiale informativo per gestire correttamente i rifiuti domestici. Abbiamo già distribuito più di 600 kit casalinghi e 260 ai commercianti: dovrebbero bastare per circa 6 mesi poi li ridistribuiremo. Per quanto riguarda bar e ristoranti, la grande quantità di rifiuti che producono richiede un particolare trattamento, li abbiamo forniti di carrellini privati e non potranno usare i sacchi neri grandi perchè non si può controllare all’interno».

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Alice del ristorante pizzeria “Da Silvano”

Diverse le impressioni degli esercenti commerciali. «Facevamo da tempo la differenziata – spiega Alice del ristorante “Da Silvano” ma utilizzavamo dei grossi sacchi neri. Lunedì mattina, come sempre, abbiamo messo fuori i sacchi di sabato e domenica, ma ci hanno consigliato di non lasciarli fuori per evitare sanzioni. C’è un po’ di confusione e stiamo cercando di capire il da farsi ».
Critico Fabio Morresi del Caffè Venanzetti: «Abbiamo diversi dubbi. Lunedì abbiamo telefonato per avere indicazioni al responsabile che ha avviato la raccolta e abbiamo scoperto che è andato in ferie proprio lunedì. In pratica ti devi muovere con l’opuscolo sotto mano se non vuoi incorrere in spiacevoli sorprese. Tra l’altro noi siamo fortunati ad avere molto spazio e un posto nascosto per i nostri bidoncini privati. Se fossero accessibili al pubblico sarebbe molto difficile controllare cosa buttano».

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Aldo Zeppilli del bar Centrale

Non ha così tanto spazio invece il Maracuja: «Ci vorrebbe qualche bidone in più – sottolinea il titolare Simone Fabiani – e dovrebbero passare più spesso. Noi differenziavamo già ma se prendiamo ad esempio la plastica, ne facciamo due sacchi a giorno e non possiamo aspettare il martedì per buttarla. Sarò costretto a portarla fuori le mura». Aldo Zeppilli del bar Centrale, invece, ha realizzato una struttura in ferro a sue spese per contenere i bidoncini: «Nonostante le difficoltà, apprezzo la disponibilità di dialogo e di tempo dell’amministrazione e della Smea per trovare una soluzione». Ha iniziato ad abituarsi alla novità Roberto Andreoli del bar Mercurio:«Ho notato che molta gente, incurante delle indicazioni, mette fuori i sacchetti già la sera. Noi cerchiamo di essere più puliti possibili, ma abbiamo dei bidoni privati  lungo la strada. Speriamo che ci daranno qualche giorno per abituarci e che non si cominci subito a parlare di multe».

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Giovanni Franceschetti, residente del centro storico

Sandra Franceschetti ha un duplice ruolo di commerciante (è titolare del negozio Travaglini) e residente: «Per noi non è cambiato niente ma devo dire che i sacchetti per l’organico non tengono e perdono acqua e liquidi, non è piacevole. Poi non capisco perchè non raccolgano l’immondizia non divisa». Molto critico Giovanni Franceschetti che ha anche un grande rammarico: «Non potrò più mangiare il pesce il venerdì. Questa sana e sacra abitudine non mi sarà più concessa perchè se mia moglie compra il pesce il venerdì e lo cucina sarà costretta a tenere i rifiuti  dentro casa fino al lunedì, figuriamoci che profumo. Per di più i cumuli di spazzatura – ci dice indicando i lati della strada – sono stati lasciati a terra dagli addetti al servizio di raccolta da ben tre giorni. Mentre gli addetti procedevano alla raccolta il “caposquadra” intimava di non raccogliere i sacchetti non conformi alle nuove regole dicendo: ” lasciali li, non li prendere, così voglio vedere se ce li mettono ancora”. La stessa scena non si è però ripetuta per le maggiori vie del centro dove il “caposquadra” intimava al disorientato addetto ” di raccogliere anche quelli non conformi altrimenti chi li sente i commercianti? “».

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Jacopo Perugini

Non ha avuto nessuna difficoltà Jacopo Perugini che solleva però un’altra questione: «Il problema è che non viene fatta da tutti, molti universitari sono tornati a casa e molti residenti sono in ferie, e per di più i volantini con le spiegazioni sono stati fatti solo in italiano e temo che in centro storico a parlare italiano siamo rimasti in pochi». A confermare la sua osservazione una famigliola di algerini che vive in centro ma non ha la minima idea di che cosa sia “Differenziati” e ci assicura, con un po’ di remore, che stanno molto attenti e continuano a fare tutto come prima.
Anche Francesca D’Alessandro, consigliere comunale di Macerata è nel Cuore, risiede in centro storico ed è alle prese con il nuovo sistema di raccolta: «Il Comune di Macerata ha la capacità, anche quando fa una cosa giusta, di farla in modo che i cittadini abbiano la peggio. Nonostante paghiamo una Tarsu tra le più alte, dobbiamo avere questo spettacolo indecoroso di immondizia ovunque. Innanzitutto questo non è il periodo migliore per iniziare un’operazione del genere, non è stata fatta un’adeguata campagna informativa e in più non è prevista la tolleranza necessaria quando si inizia un’operazione del genere» .
Intanto i sacchetti continuano ad ammucchiarsi.

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Roberto Andreoli del bar Mercurio

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Simone Fabiani del Maracuja

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Fabio Morresi del Caffè venanzetti

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Le ragazze del Caffè Venanzetti

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Sandra Franceschetti

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