Corvatta assume un portavoce
Si scatena la polemica

CIVITANOVA - Francesco Annibali, già candidato alle elezioni e collaboratore del sindaco in campagna elettorale ha un contratto a tempo determinato. Cinque Stelle: "Procede l'occupazione di poltrone"

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Francesco Annibali è il portavoce del sindaco Corvatta

In un’epoca di lotta agli sprechi e di attenzione molto particolare ai costi della politica, è passata tutt’altro che inosservata l’assunzione da parte del neo eletto sindaco di Civitanova Tommaso Claudio Corvatta, di un suo portavoce.  Si tratta di Francesco Annibali, già collaboratore del sindaco nel corso della campagna elettorale e candidato della Lista Uniti per Cambiare, il quale è stato assunto tramite chiamata diretta e fiduciaria, con contratto a tempo determinato (fino alla fine del mandato del primo cittadino) nella categoria  giuridica C, posizione economica C1 corrispondente a circa mille euro mensili. Il portavoce svolgerà funzioni di supporto al sindaco e agli assessori in materia di comunicazione, marketing  e rappresentanza.
L’assunzione però ha fatto andare su tutte le furie il Movimento Cinque Stelle: «Quante belle parole spese sul cambiamento – si legge nel sito del gruppo –  ma procede la sistematica occupazione delle poltrone e dei privilegi stile vecchia amministrazione. Il sindaco non aveva dichiarato che avrebbe rinunciato a tutto lo stipendio se fosse stato eletto ? ……poi lo ha fatto solo in parte». Fa eco Giovanni Corallini, esponente di Libera: «Questi sarebbero i famosi tagli promessi in campagna elettorale? La verità è che hanno assunto una persona a tempo pieno per un ufficio  politico. In nome della trasparenza vogliamo sapere quanto costerà questa figura. Con gli stessi soldi si poteva assumere qualche disoccupato come operatore ecologico per tenere pulita la città».

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Il sindaco Tommaso Claudio Corvatta

Mentre l’opposizione accusa, ricordando che  in Comune c’è già un addetto stampa, il sindaco Corvatta si difende richiamando alla memoria il fatto che, nel mandato appena terminato, Massimo Mobili aveva anche lui un ufficio staff composto da tre persone in posizione giuridica e trattamento D1, poi ridotte a due dopo il concorso per un addetto stampa inserito nella pianta organica comunale.


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