Serbatoio manomesso a Tolentino
Si attendono i risultati delle analisi sull’acqua
Disagi per i cittadini e qualche apprensione. Franco Casadidio: "Bisogna dotare gli obiettivi sensibili di adeguati sistemi di sorveglianza e sicurezza". Massi: "perchè non c'erano le telecamere?"
Continua l’emergenza idrica a Tolentino (leggi l’articolo). Infatti a causa di una intrusione nel serbatoio di San Giovanni, il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha emesso a scopo cautelativo una ordinanza che vieta l’uso a scopi alimentari dell’acqua potabile nelle zone servite dallo stesso serbatoio. Le prime analisi effettuate hanno dato, sinora, esito negativo. Si resta in attesa di conoscere i risultati degli ultimi esami che presumibilmente dovrebbero essere completati nella giornata di sabato 16 giugno, giornata in cui si conta di poter revocare l’ordinanza, salvo disposizioni diverse da parte degli enti preposti al controllo della sanità pubblica che potrebbero allungare il periodo di emergenza sino a martedì 19 giugno.
Intanto l’Assm sta completando il ricambio dell’acqua presente nei serbatoi di San Giovanni, San Giuseppe (in quanto collegato al serbatoio di San Giovanni) e nella rete di distribuzione sottesa ai suddetti serbatoi mentre l’Arpam e l’Asur stannoprovvedendo ad effettuare tutte le analisi chimiche e batteriologiche per valutare la potabilità dell’acqua distribuita.
Ma nei cittadini serpeggia anche una certa insicurezza dopo i fatti degli ultimi giorni. L’ex consigliere comunale e candidato sindaco Franco Casadidio afferma che “come non si possono tollerare la sporcizia e le devastazioni che imbrattano le nostre strade e piazze o deturpano i nostri giardini pubblici, a maggior ragione vogliamo evitare che tali episodi, definiti come atti vandalici , possano riguardare le fonti ed i depositi per l’approvvigionamento idrico quotidiano di tante famiglie tolentinati. Chi ha commesso questa effrazione di una struttura pubblica tanto preziosa per la salute di migliaia di persone, a prescindere dall’eventuale inquinamento provocato, va individuato e “ rieducato alla socialità “ con la collaborazione di tutti noi . Infatti ha comunque procurato un impegno straordinario agli amministratori, ai tecnici e al personale degli organi di gestione e controllo del servizio; ma soprattutto ha causato gravi disagi e allarme, specie nelle abitudini di vita dei cittadini più sensibili e deboli come bambini, anziani, donne in stato interessante. Memori di altre recenti emergenze inerenti la provvista idrica cittadina (quali l’inquinamento algale del lago delle Grazie e l’ inquinamento da colibatteri nelle aree circostanti la via del Carmelo) chiediamo agli Amministratori del Comune e dell’Assm di provvedere sin d’ora a dotare di sistemi di sorveglianza e di sicurezza, tutte le fonti di approvvigionamento, i serbatoi, le altre strutture e impianti che servono a distribuire acqua potabile nelle nostre case“.
Il consigliere regionale Francesco Massi, invece, chiede come mai in quel punto non c’erano telecamere di sorveglianza. “La incredibile vicenda della irruzione di ignoti e conseguenti manomissioni e sabotaggi presso i serbatoi dell’acquedotto comunale suscita un inevitabile domanda. E’ possibile che su di un “obiettivo sensibile” come il serbatoio dell’acquedotto comunale non sia mai stato predisposto un meccanismo di sicurezza e di sorveglianza? Credo che almeno un impianto di videosorveglianza doveva esserci da tempo. Tale situazione” dice Massi “è allarmante e sconcertante ed è indicativa di come sia urgente una forte azione di riorganizzazione strategica e strutturale verso la qualità dei servizi essenziali gestiti dalla nostra Azienda Municipalizzata”.
