642 voti di riscatto per Giulio Silenzi
“Ora inizia una nuova campagna elettorale”

L'INTERVISTA - Il segretario del Pd e consigliere più votato a Civitanova analizza i risultati, pronto per rimettersi al lavoro in vista del ballottaggio tra Corvatta e Mobili
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silenzi_evidenzadi Laura Boccanera

Quei 642 voti suonano come una conferma e un riscatto per Giulio Silenzi, consigliere più votato in tutte le sezioni elettorali (leggi l’articolo). Un motivo di orgoglio e riscatto dopo l’esito delle primarie di coalizione nelle quali Corvatta strappò il risultato al segretario del Pd per poco più di 100 voti. E ora Silenzi riparte da zero, davanti solo due settimane  separano il ballottaggio e lo scarto tra Corvatta e Mobili è minimo.

“Ringrazio tutti gli elettori, è un voto che mi lega ancora di più alla città. Il voto di domenica è chiaro, la maggioranza dei civitanovesi non ha condiviso Mobili e chi lo sostiene e le stesse critiche mosse al centrodestra sono le stesse che facciamo noi, oggi siamo al momento della scelta: o scegliamo un modo diverso di governare, con Corvatta o ci ritroveremo Mobili per altri 5 anni.

Giulio-SilenziPochissimo lo scarto fra Mobili e Corvatta. La partita si gioca sui voti dei grillini, in molti di area centrodestra e  centrosinistra hanno votato la Emiliozzi, come recuperare quell’elettorato deluso e arrabbiato?
“Il voto dato al movimento 5 stelle è un voto che esprime un disagio. Le critiche che i grillini fanno a Mobili sono le stesse che gli rivolgiamo anche noi, quindi io ravviso un’assonanza di intenti. Dobbiamo parlare con l’elettorato del movimento 5 stelle affinchè quel voto non vada disperso e per fare questo dobbiamo riportare la gente a votare e far scegliere Corvatta”.
La composizione del consiglio ha lasciato perplessi coloro che si aspettavano le novità. Si prefigura un consiglio con Costamagna, Rogani, ma anche Carassai, Marzetti…politici di lungo corso. Tutti parlavano di giovani liste e poi ad essere eletti sono i “vecchi” della politica, che ne pensa?
“La composizione del consiglio se vincerà Corvatta sarà un mix di rinnovamento ed esperienza. Per quanto riguarda i voti presi da politici navigati è nelle regole della democrazia. Se accettiamo la democrazia ogni testa è un voto e l’elettore ha sempre ragione, se salta questo paradigma salta la democrazia”.
Che campagna elettorale sarà nei prossimi giorni?
“Ora dobbiamo ripartire da zero, come se iniziasse una nuova campagna elettorale, tutti uniti perchè il cambiamento è possibile”.
Partiti come Udc, Fli e 5 stelle hanno già detto che non faranno apparentamenti, ma come vi porrete nei confronti dell’Udc? Prevarrà la presenza del modello Marche e Macerata nelle scelte dell’elettore?
“L’Udc non ha avuto il coraggio di partecipare fin dall’inizio ad un progetto basato su valori e programmi che ci ha portato a governare in Provincia ed in Regione. Civitanova fa parte di questa provincia e di questa Regione e noi siamo portatori di quei valori. Sarebbe incomprensibile un’equidistanza nella scelta fra centrodestra e centrosinistra, soprattutto dopo le critiche che questa Udc ha mosso a Mobili”.
Una ripartenza in salita per Corvatta che dovrà fronteggiare un Mobili non così sotto tono come alcuni si aspettavano. E la partita si giocherà sull’abilità dei candidati di ritrovare fiducia e voti persi e andati verso il Movimento 5 stelle. Bisognerà anche capire cosa farà l’Udc e se Pettinari darà invece indicazioni al coordinamento locale del partito dopo che proprio a Civitanova il presidente della provincia ottenne un ottimo risultato. Un debito verso la città e verso il Pd che Pettinari potrebbe decidere di sanare.
(segue domani Erminio Marinelli)


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