Mobilità a 153 dipendenti della Teuco
75 giorni per raggiungere l’accordo
Claudio Paoletto della Cisl illustra la situazione in cui si trova la metà dei lavoratori dell'azienda di Montelupone
di Alessandra Pierini
Che la Teuco Guzzini fosse in difficoltà non è una novità. Erano infatti anni che i sindacati stavano affrontando la situazione: «L’azienda – spiega Claudio Paoletto, sindacalista Cisl e referente per il settore – ha attualmente un fatturato dimezzato rispetto ai picchi del passato e sono già 5 anni che è in crisi. Abbiamo firmato con l’azienda un’intesa per evitare il licenziamento di 50-60 addetti e utilizzare gli ammortizzatori sociali per portarne alcuni fino alla pensione ed altri verso altre soluzioni». La situazione già grave è però precipitata negli ultimi giorni come scritto l’altro ieri, quando la Teuco Guzzini spa ha comunicato ai sindacati di voler aprire la procedura di mobilità per 153 dei suoi 348 addetti dello stabilimento di Recanati. «A questo punto – continua Paoletto – abbiamo 75 giorni per giungere ad un accordo sindacale che ci permetta di utilizzare fino in fondo la cassa integrazione straordinaria e speriamo che a maggio 2013 la situazione dell’azienda possa essere migliorata, visto che il mercato estero ha registrato un aumento del 7-8%». Si apre quindi una fase di trattativa fondamentale per definire il futuro dei lavoratori.
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La storia di Teuco inizia nei primi anni ’70, quando Virgilio Guzzini, dopo una solida esperienza maturata nella Fratelli Guzzini, azienda specializzata nella produzione di casalinghi di alta qualità con materiali pionieristici come l’acrilico, decide di intraprendere una nuova strada: quella della produzione di vasche da bagno nello stesso materiale avanguardistico.
Il bagaglio culturale con cui Virgilio Guzzini si accinge ad iniziare questa nuova avventura è molto ampio e si concretizza fin da subito, per l’aspetto formale, attraverso un’attenzione speciale al design, all’ergonomia dei prodotti e alla loro funzionalità dal punto di vista tecnologico, con un’accurata ricerca dei materiali.
In questo modo la storia di Teuco si arricchisce di tappe e innovazioni che portano premi e brevetti e che fanno crescere la fama e i successi dell’azienda marchigiana nel tempo. Gli anni settanta sono impostati sull’innovazione di design.
Il primo importante riconoscimento, oltre al crescente successo di pubblico, arriva dalla scelta da parte del Museum of Modern Art (MoMa) di New York di esporre la Doccia Tonda, simbolo di purezza e perfezione, come rappresentativo dello stile italiano applicato al design innovativo e alla tecnologia.
Gli anni ottanta si concentrano sul consolidamento del primato nel campo formale e su una maggiore concentrazione degli sforzi nella ricerca funzionale; le indagini portano all’introduzione dell’elettronica nei comandi di docce e vasche per accrescere le funzionalità e il comfort; sempre di questi anni è l’introduzione della cabina doccia con sauna di vapore che consente la fruizione di questo trattamento direttamente a casa propria.
Gli anni novanta sono segnati dal brevetto di Hydrosonic, la prima linea di vasche che associano all’idromassaggio classico le onde sonore ad alta frequenza, le quali, agendo a livello cellulare, donano un benessere più profondo.
I primi anni del nuovo millennio vedono, da un lato, l’introduzione di nuove funzioni come l’aromaterapia per le Teuco Hydrospa e la cromoterapia per le docce Next, che consentono all’azienda di espandere il concetto di benessere quotidiano.
Questi anni vedono anche l’introduzione del sistema a stampaggio ad iniezione che offre innumerevoli vantaggi sia a livello progettuale, consentendo un design più libero e innovativo, che a livello di montaggio e manutenzione dei prodotti e di impatto ambientale. Poi però la terribile crisi dell’edilizia e in particolare dell’edilizia da bagno che sconvolge il mondo intero colpisce in maniera significativa anche la Teuco che da 5 anni a questa parte si è trovata di fronte a serie difficoltà fino ad arrivare all’amara decisione di ieri di avviare la procedura di mobilità per quasi la metà dei dipendenti.

Un grande in bocca al lupo a tutti quelli che si stanno impegnando per non disperdere il grande patrimonio di esperienze, competenze e passione della TEUCO
Un paio di anni fa acquistai una cabinadoccia di una marca famosa concorrente pagandola un’esagerazione, qualche mese dopo trovai lo stesso prodotto senza marchio in un centro commerciale a meno di un decimo di quanto l’avevo pagata io. Per un paese oramai fondato sulla mobilita’ come il sottoscritto il tempo della vacche grasse e’ ormai terminato.
Stessa cabina doccia, pagata dieci volte di più? La cosa mi fa pensare…chi è che sbaglia chi la vendeva 10 volte tanto o chi 10 volte meno? E sopratutto quele era il prezzo giusto? Onesto? Mah io ci penserei su…
E’ facile fare gli industriali cosi’ ???????
Adesso che le cose vanno male ALZANO LE MANI e ci deve pensare lo Stato a proprie spese per risolvere i problemi di questi operai lasciati senza lavoro ,
mentre agli industriali i loro CAPITALI , i guadagni fatti nei momenti d’ oro , sono messi al sicuro e nessuno piu’ li tocca ,
sono pronti magari a riaprire un altra nuova fabbrica in CINA o in qualche altro paese piu’ conveniente alla faccia dello stato italiano
Qui Monti deve fare i controlli !!!!!!!!!!!
Marco p in te dilaga l’ignoranza!
@ marco p
Forse lei è più informato di me….
Circa un anno e mezzo fa, più o meno, si scoprì che alcuni sedicenti imprenditori della Regione avevano, involonariamente si intende, dimenticato dei denari (molti denari!!!!) in quel di San Marino.
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Denari che sembreebbero provenire da transazioni, affari, vendite le quali (ovviamente per pura e semplice sbadataggine) mancavano di documentazione, fatture, bolle di consegna, ecc….
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Ovviamente i sammarinesi, che son persone oneste e rette, avevano ritrovato queste borse dimenticate (può capitare: gita a San Marino, folla, negozietti, acquisti, confusione… E’ facile che qualcuno si dimentichi sbadatamente un borsone pieno di denaro in giro…) e le avevano portate in banca in attesa che i proprietari fossero andati a recuperarle….
Lei sa per caso che fine ha fatto l’inchiesta???